Il corpo ci parla raccontando una storia

I piedi emulano quello che fanno i nonni quando parlano ai loro nipotini per educarli alla vita: “raccontano” e “ricordano” eventi della vita per trasmettere, consegnare, tramandare (c’è un bellissimo verbo latino che riassume tutti questi significati: “tradere”) chicche di saggezza perché chi le ascolta ne faccia tesoro e possa vivere una vita migliore e saggia. Il corpo fa lo stesso con ciascuno di noi, ci ricorda, raccontandolo col suo linguaggio, tante nostre personali vicissitudini ed esperienze, molte da noi stessi dimenticate, eppure presenti nei cassetti impolverati del nostro profondo subconscio. Essi stanno immagazzinate lì come dei cartelli stradali che ci avvisano di un pericolo, e spesso hanno la stessa consistenza del “calcare” che blocca lo scorrere della vita e chiede di essere sciolto risolvendo quella questione sospesa e poi lasciato andare perché solo cosi ha compiuto la sua missione.

Non mi lascia mai emotivamente indifferente il fatto che il corpo racconta di noi con un linguaggio impregnato di tanto amore, affetto e perdono, sempre, soprattutto tutte le volte in cui le memorie impresse nel fisico di una persona parlano di avvenimenti che hanno ferito o fatto del male.

Il corpo pulsa in ogni sua cellula vita e amore infinito e ha ricevuto il comando primordiale di preservarci in vita e salute. Ci difende, anche se non ne siamo coscienti, da ogni cosa, agente interno ed esterno, situazione o persona che ci può fare del male, utilizzando tutte le sue risorse e conoscenze.

Ma i piedi che cosa ci possono rivelare? Ci raccontano la nostra infanzia, del rapporto con i nostri genitori, se siamo stati sufficientemente amati, se abbiamo dovuto assumerci da subito delle responsabilità per noi allora importanti. Ci raccontano qual è il nostro rapporto con l’altro sesso, le nostre paure, i nostri disagi, la rabbia che abbiamo dovuto mandare giù, quanta energia abbiamo consumato lungo gli anni della nostra vita, e molto molto altro ancora… sono proprio un libro aperto.

Anche  quando con le mani massaggio un muscolo, al solo sfioramento, il corpo lascia percepire al tatto una tensione, una contrattura, anch’essa spesso nascosta tra le fibre muscolari. Quanto ha da raccontare quella tensione sedimentata nel tempo nel tessuto di un muscolo, quella rigidità non ancora sciolta, che chiede di essere liberata, spesso collegata ad una emozione repressa, dolorosa, a qualcosa che ci è successo repentinamente cogliendoci di sorpresa.

Il corpo ci chiede tutto l’ascolto che merita, perché è sapienza, ci insegna e ci ricorda tutto ciò che ci aiuta a stare meglio per avere l’energia di realizzare e portare a compimento  ogni nostro progetto.

Il corpo ci chiede il nostro amore, la nostra cura perché vive e si nutre di amore, di carezze, di coccole, di attenzioni. Donargli un massaggio è come dirgli una parola di affetto, fargli un regalo dove sul bigliettino è scritto: “Tu sei importante per me…Grazie!”

Ogni volta che lo facciamo, il corpo ci ricambia con una profonda sensazione di benessere, diventa più felice facendo scorrere nuova vita nel sangue e nella linfa, ossigenando di vitalità organi, ghiandole, ossa, nervi e muscoli, anche quelli della mente e del cuore. Ci dona la sensazione meravigliosa dell’equilibrio psico-fisico, della leggerezza, della pace donando al nostro volto luce e sorriso.

Il nostro corpo è vivo, lavora per noi, si trasforma ogni giorno per rispondere alle esigenze naturali della nostra vita e della società in cui viviamo. Aiutiamolo in questo compito, ascoltando ciò che ci comunica. Impariamo ad interpretare i suoi linguaggi per saper come e dove intervenire, andando oltre i sintomi per scendere nelle cause più profonde dei nostri malesseri, spesso più spirituali che fisici perché indissolubilmente collegati alla storia della nostra personalità emotiva.

Non esiste un corpo solo fisico, come spesso siamo stati educati a pensarlo. Non possiamo scindere il corpo fisico dalla nostra mente conscia e inconscia, né dal mondo dello spirito, perché “tutto” è comunicazione, “tutto” è intelligentemente collegato, “tutto” collabora sinfonicamente all’espressione e alla realizzazione del più grande miracolo che ogni giorno accade davanti ai nostri occhi, il miracolo della vita che lotta, si adatta, si trasforma, inventa in modo creativo nuove soluzioni, ama, perde e vince, cade e si alza aumentando in consapevolezza, esperienza ed evoluzione.

Riconoscere la storia inscritta nel linguaggio del corpo è imparare la riconoscenza verso uno strumento cosi speciale e meraviglioso, l’unico a permetterci di vivere su questa terra in pienezza di vita e amore.

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