Sciatica, psicosomatica e massaggio

Caro nervo sciatico quanto ti infiammi ti fai proprio sentire…

A molti capita di sentire quel fastidioso dolore che dalla schiena per le natiche scende lungo la gamba…

Varie sono le cause dell’infiammazione. Una di queste non viene sufficientemente considerata: la causa psicosomatica.

Ansia, depressione, stress originati da pesanti situazioni lavorative, esistenziali, familiari e relazionali, oppure uno stile comportamentale automatico acquisito per educazione ricevuta o assunto come forma di difesa a seguito di una ferita emozionale, spesso inconscia, possono generare, se non risolti nel breve termine, questo malessere: la sciatalgia.

Esistono due fattori, uno interno ed uno esterno, da considerare, essi mettono a dura prova il nostro organismo e producono manifestazioni psicosomatiche.

Il fattore interno. Le emozioni salgono dal nostro inconscio in modo spontaneo, involontario e, proprio mentre si manifestano, noi ne prendiamo coscienza. Le emozioni sono in grado di influenzare i nostri pensieri, i nostri stati d’animo, i nostri comportamenti e scelte di vita. Emozioni che destabilizzano la nostra sicurezza di vita, ci fanno temere il giudizio degli altri, ci fanno sentire non all’altezza o insicuri di farcela e noi di risposta non smettiamo mai di impegnarci, di sacrificarci diventato esigenti verso noi stessi, senza mai raggiungere la serenità di sentirci a posto, realizzati, pienamente felici.

Il fattore esterno. Tutto ciò che proviene dalle sollecitazioni e provocazioni dell’ambiente in cui viviamo e ci muoviamo. Per esempio: una notizia scioccante, un genitore anziano ammalato, un evento che condiziona la nostra vita, la perdita di un lavoro, una situazione pesante professionale o familiare, un non buon rapporto con il denaro, una instabilità o insicurezza di vita.

Il movimento “spirituale” causato dai fattori interni ed esterni sollecita tutto il nostro organismo, mente e corpo. Tutto viene filtrato attraverso una complessa rete di informazioni che a livello cellulare viene poi decodificata dal nostro sistema nervoso e da questo a tutti i suoi apparati.

La schiena è quella struttura che ci mantiene in posizione eretta, sicura e dovrebbe trovarsi, ordinariamente, in una condizione di rilassatezza.

Purtroppo ansia, stress, preoccupazioni, pensieri negativi, stili comportamentali generati da emozioni non sane producono nel nostro organismo tensione e rigidità. La schiena è la prima a risentire tutte le tensioni emotive e a irrigidirsi, causando tutta una serie di malesseri che vanno a interessare le cervicali, le spalle, le vertebre dorsali, lombari e la zona sacro coccigea.

I muscoli sono a stretto contatto con il sistema nervoso e immediatamente rispondono ai fattori stressogeni scaricandosi energicamente, ecco perché sono i primi a risentirne. La rigidità di alcuni di essi, come il muscolo Piriforme, causa proprio l’infiammazione del nervo sciatico.

Di conseguenza assumiamo “inconsciamente” posizioni scorrette, quasi per trovare sollievo o per scaricare una tensione emotiva muscolare accumulata, ma col tempo cosa succede? Ecco sorgere artriti, artrosi, perfino ernie e anche la sciatalgia.

Da un punto di vista psicologico la sciatalgia sorge quando una persona è costretta a fare qualcosa che non le va, ad agire per necessità, oppure si è presa la responsabilità di risolvere un problema al posto di altri, oppure ricerca autonomia e stabilità senza mai raggiungerla. Sono soggette a sciatalgia le persone che hanno bisogno di avere tutto sotto controllo e per poterlo fare non si rilassano mai, quelle che sono assalite dal bisogno di “dover” risolvere le proprie preoccupazioni, progettando, lavorando senza tregua, occupando tutti gli spazi del proprio tempo, ma non si accorgono che è proprio questo atteggiamento a stressarle irrigidendole, disperdendo la loro energia vitale. La loro mente è sempre in movimento e non riposa. Di conseguenza hanno messo da parte i propri bisogni, hanno cessato di ascoltare i propri intimi desideri e hanno finito per sacrificare se stesse rinunciando a vivere con piacere, con dignità ed equilibrio. Dicono di non avere mai tempo per se stesse.

Sono persone che sono intransigenti con se stesse, hanno un forte senso del dovere e una rigidità morale, con la scusa che se non fanno loro quella cosa non la fa nessuno. Non delegano.

Sono tutti atteggiamenti e comportanti rigidi, carichi di austerità e severità, dietro spesso c’è la storia di un genitore altrettanto severo con loro o troppo idealizzato.

Un po’ di leggerezza qui servirebbe, ma non sono in grado di concedersela.

E lui, il nostro caro nervo sciatico che fa?

Si infiamma, si carica di calore e tensione e ti dice attraverso quel dolore che ti provoca: “forse non sarebbe opportuno cambiare qualcosa del tuo modo di affrontare la vita?”

Non è facile, occorre una presa di coscienza, soprattutto degli schemi mentali e comportamentali collegati alle emozioni che ci spingono a vivere non in equilibrio. 

Tu cosa ne pensi?

Per prima cosa un buon massaggio, professionale, mirato a rilassare la muscolatura contratta e ad alleviare il peso e la tensione che premono sul nervo sciatico è la giusta e urgente soluzione. Poi consiglio sempre, secondo la sapienza olistica, riprendiamo in mano la nostra vita, prendiamo coscienza dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, del nostro modo di affrontare le provocazioni che ci vengono dalla vita… forse c’è anche lì qualcosa da trattare con dolcezza e amore.

Meridiani e Massaggio

Si può immaginare il corpo umano come un terreno percorso da dei ruscelli sul cui alveo scorre libero, abbondante e trasparente un flusso continuo di acqua.
Lo stesso accade nel corpo umano, ci sono 12 meridiani principali, invisibili agli occhi, all’interno dei quali scorre l’energia vitale, come avviene nei ruscelli, e questa attraversa una linea precisa lungo corpo proprio come vediamo i fiumi nelle mappe geografiche.
🧐 A cosa servono?
Hanno la funzione di sostenere, alimentare, equilibrare, vitalizzare e rigenerare tutto ciò che incontrano nel loro percorso: organi, ghiandole e tutti gli apparati.
L’energia vitale (Qi), che scorre lungo i meridiani, svolge una funzione essenziale per la vita e per la vitalità del nostro corpo, della mente e dello spirito.
🧐 Cosa accade se il flusso di un meridiano rallenta o si blocca?
Gli organi, le ghiandole e gli apparati, ad essi collegati, iniziano ad indebolirsi, a funzionare non correttamente, determinando dolori, sensazioni non piacevoli, sintomi, stress, poco voglia, stanchezza, insonnia, irritabilità…
🧐 Perché il massaggio è importante per i meridiani?
Il massaggio va a lavorare su ogni singolo meridiano liberando ciò che ostacola in esso lo scorrimento dell’energia vitale (Yin/Yang). Di conseguenza il massaggio aiuta i meridiani a fare quello che sanno fare veramente bene: stimolare la capacità di autoguarigione del corpo intero in ogni sua parte.
🧐 Come il massaggiatore può fare tutto questo?
L’occhio osservatore del massaggiatore e il tatto delle sue mani riescono a vedere e ascoltare i segnali che il corpo manifesta ogniqualvolta un meridiano non funziona correttamente. Non solo, dal colloquio con la persona il massaggiatore ottiene informazioni utili e conferme su organi, ghiandole, muscoli, apparati in difficoltà.
🧐 Quali tecniche di massaggio vengono applicate per lavorare sui meridiani?
Contribuisce alla liberazione dello scorrimento energetico dei meridiani ogni tecnica che favorisce l’aumento del flusso sanguigno, il drenaggio dei liquidi in ristagno, il riscaldamento tissutale, la direzione precisa con cui le mani si muovono sul corpo, lo scollamento delle zone corporee incollate e fredde tipico del massaggio connettivale e della coppettazione, lo stretching perché va ad allungare parti del corpo immobilizzate, l’azione decontratturante di varie tecniche perché scioglie e libera tensioni fisiche ed emotive, la riflessologia applicata su precisi punti energetici del corpo, il lavoro sottile energetico che alcuni massaggiatori, esperti nelle energie sottili, esercitano sulla persona, l’uso della numerologia e dei simboli, i test di riequilibrio kinesiologici.
IL MASSAGGIO OLISTICO MIRATO SUI MERIDIANI è una sinfonia articolata di tecniche, conoscenze e operazioni mirate al benessere globale della persona.
Quando i 12 meridiani principali sono equilibrati e l’energia scorre libera e viva in essi, tutto l’intero organismo ha energia e informazioni utili per la naturale autoguarigione e noi percepiamo viva quella meravigliosa sensazione di benessere ed equilibrio.
 
#PierluigiCipriani
#JesoloMassaggi
#Kinesiologia
#Riflessologia

Quale valore ha l’attestato di un corso di formazione?

Nel campo del Benessere olistico non esistono diplomi, ogni certificazione che viene rilasciata da qualsiasi scuola (a parte l’estetica) ha il valore di un ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE.

I Diplomi rilasciati dallo Stato Italiano sono consegnati solo da Enti ed Istituti di formazione da lui riconosciuti, ad oggi non ce ne sono, proprio per questo l’Operatore del Benessere rientra tra le professioni NON RICONOSCIUTE, tutte quelle che rientrano all’interno della legge 4/2013.

Questo per dirti che non esiste in Italia un diploma più valido di un altro, né esistono titoli obbligatori ed abilitanti, pertanto si può esercitare la libera professione senza necessità di alcuna abilitazione.

Al fine di iniziare una attività che rientra nella legge 4/2913 qualsiasi attestato olistico va bene.

Se trovi una scuola che ti assicura di consegnarti un “diploma” “riconosciuto” o che ti “abilita”, gioca sull’ignoranza delle leggi, in realtà è solo una questione di marketing per spingerti a comprare i corsi da loro.

Se vuoi diventare un Massaggiatore Olistico o di Benessere fai attenzione a non praticare massaggi di tipo estetico né massaggi di tipo terapeutico perché questi sono di competenza solo degli estetisti e dei fisioterapisti.

A questo punto ti domanderai: 

Quale valore hanno gli attestati dei corsi frequentati?

Hanno il valore di quello che ti è stato trasmesso ed insegnato, si differenziano per la qualità dei contenuti teorici e delle tecniche pratiche trasmesse tali da differenziarti dalla massa. Ma soprattutto ogni attestato è un segno tangibile della qualità del tuo lavoro, della tua passione, della tua volontà di migliorare i tuoi servizi e trattamenti attraverso una formazione continua perché tutto il tuo lavoro nel settore olistico sia sempre più apprezzato dai tuoi clienti. Sono loro la tua pubblicità.

La legge italiana permette oggi a chiunque di lavorare nel settore delle Discipline Olistiche e Bionaturali, ma i tuoi diplomi sono il racconto e l’attestazione del percorso qualificante che ti ha reso un professionista agli occhi di chi si affida a te e alle tue capacità e, tu lo sai, i tuoi clienti meritano sempre il meglio.

In conclusione, ad oggi nessuna scuola o accademia ad indirizzo olistico può darti un riconoscimento legale, un diploma o una abilitazione come accade dopo aver frequentato una università o altro ente formativo riconosciuto dalla Stato Italiano. Tuttavia lo Stato difende promuove tutti coloro che vogliano intraprendere una professione, punta a scegliere non solo il corso che desideri frequentare, ma vaglia contemporaneamente la bravura e la competenza del docente. Un docente che ha già anni di insegnamento universitario è già una ottima carta di presentazione, soprattutto se ha una formazione ampia che spazia nei vari campi di conoscenza del mondo olistico e della medicina alternativa. 

Il vero docente non si ferma a insegnarti quattro cose in croce da ripetere meccanicamente come un pappagallo senza sapere perché le esegui, e alla fine perché hai pagato ti dà un attestato, un verso docente continuamente ti stimola, apre la tua mente alla tua curiosità di comprendere sempre meglio e in profondità attraverso l’esperienza, la ricerca e l’approfondimento continua, accende in te la passione e il piacere di essere e fare l’Operatore Olistico.

Quindi approfitta!

Coppettazione Cinese

La coppettazione cinese rientra tra le tecniche di medicina alternativa olistica e lavora a livello energetico e fisico e fa uso di speciali coppette di vetro o di silicone o di materiale plastico all’interno delle quali viene creato il vuoto.

La coppettazione riesce a sbloccare situazioni complesse, purificare dalle tossine e sciogliere ristagni energetici che si traducono in blocchi a livello fisico e non solo.

La tecnica:

L’applicazione di una coppetta produce su una specifica e precisa area anatomica del corpo produce una suzione, una aspirazione della pelle a livello locale. Prima di porre le coppette il professionista esegue sempre una attenta valutazione visiva, di ascolto tattile ed energetico sul corpo della persona al fine di verificare se, dove e perché procedere con l’applicazione delle coppette e quale tecnica di coppettazione utilizzare al fine di ottenere il migliore risultato.

Questa trattamento è particolarmente indicato per eliminare contratture, correggere la postura, rendere efficiente il proprio apparato muscolare soprattutto per gli sportivi, indicato anche per episodi di emicrania, sciatica, mal di schiena, ansia e depressione, blocchi, stasi energetiche.

La suzione in precise zone del corpo umano produce un evidente effetto positivo a livello connettivale, a livello energetico, vascolare e linfatico, libera dalle tossine accumulate nella zona trattata ed evidenzia le zone di stasi e di decongestione da sciogliere e liberare.

La coppettazione può lasciare dei segni circolari che scompaiono nel giro di qualche giorno. I cerchi rossi che naturalmente si formano all’interno della coppetta, in base alla tonalità di colore e ulteriori segni all’interno del cerchio, forniscono importanti elementi di lettura della situazione psico-fisico energetica della persona trattata.

Non sempre il professionista procede alla coppettazione, ma viene da lui utilizzata solo nei casi nei quali tale tecnica sia richiesta.

Controindicazioni

La coppettazione cinese presenta alcune controindicazioni:

  • Insufficienza cardiaca
  • Insufficienza renale
  • Dermatite e malattie della pelle, irritazione solare, psoriasi
  • Ferite cutanee
  • Eccessiva magrezza
  • Maggiore presenza di energia Yin mentre è consigliata per un eccesso di energia Yang.

A chi è consigliata:

  • Atleti che praticano sport in modo continuativo
  • Persone che soffrono di contratture, persone limitate nei movimenti articolari muscolari.
  • Postura scorretta.

Mi prendo cura delle mie emozioni?

Voglio condividere con voi una riflessione. Ripensando alle molte persone che hanno fatto la scelta di prendersi cura del proprio benessere rivolgendosi allo Studio Jesolo Massaggi, Kinesiologia, Craniosacrale e Riflessologia Plantare ho notato quello che vi scrivo in questo articolo.

Ci hanno insegnato a zittire le nostre emozioni.

Un considerevole numero di persone ha ricevuto una buona educazione, da piccoli, nel prendersi cura del proprio corpo.

Quasi tutti abbiamo cura per il nostro corpo: seguiamo gli abiti di cui rivestirlo, ci prendiamo cura dei denti, della pelle, dei capelli, della dieta, facciamo attenzione ai sintomi, ci preoccupiamo per quel dolorino che insorge improvviso e corriamo in farmacia o dal medico di base. In casa tutti abbiamo un nostro piccolo “pronto soccorso” da usare all’occorrenza fornito di cerotti, disinfettante, bende, antidolorifico, antinfiammatorio, lassativi, misuratore della pressione, cotone idrofilo, termometro, aghi e siringhe monouso. Siamo equipaggiati per ogni occorrenza, sia per l’igiene sia per prenderci cura del corpo e nei casi più gravi basta una telefonata al 118 che il pochi minuti veniamo soccorsi.

Siamo veramente equipaggiati e formati e sappiamo come agire nella cura del corpo, ma quando il semaforo rosso si illumina per il nostro spirito, per la nostra mente?

Un grido di allarme:

Sono incredibilmente poche le persone che si prendono cura del proprio stato emotivo.

Manca una educazione da piccoli a prendersi cura della propria interiorità, dei propri pensieri, delle proprie emozioni, delle luminose intuizioni, delle sensazioni interiori espresse attraverso la sensibilità del nostro corpo, dello stress che ci ammala.

Moltissime persone tengono tutto nascosto dentro, trattengono, non esprimono ciò che realmente  e spontaneamente provano, sentono. 

L’energia emozionale, automatica, spontanea, involontaria che si libera nel corpo, proprio perché abbisogna di essere fatta fuoriuscire ed espressa per non danneggiare il corpo, la mente e lo spirito, viene da molti e spesso per una errata educazione ricevuta, volontariamente trattenuta, bloccata, frenata. 

Così facendo invertiamo la naturale direzione di risalita delle energia emozionale verso l’esterno, proprio perché fuoriesca e si disperda nell’ambiente attorno a noi. Quando blocchiamo le nostre emozioni questa energia emozionale ritorna pericolosamente indietro per ridiscendere nella direzione del nostro interno, andando in tal modo a squilibrare precisi apparati bersaglio del nostro organismo. 

Sono solito a fare questo esempio: l’energia emozionale ha la stessa potenza di pressione dell’aria che gonfia un palloncino. Per sgonfiare quel palloncino occorre liberare all’esterno quella tensione, quella pressione che preme sulle pareti del palloncino gonfiandolo. Ora prova ad immaginare quella pressione energetica, potente e stabile, sul tuo fegato o sul tuo stomaco: crea uno squilibrio, un affaticamento, un super lavoro in più non necessario e invalidante. Alla lunga quell’organo comincia a soffrire fino ad ammalarsi. La pressione sull’organo si diffonde attorno ad esso, andando a produrre una tensione sui muscoli ed il tessuto connettivo limitrofi a quell’organo e quei muscoli si contraggono, fino a produrre dolorosi Trigger Points, limitano la tua capacità di movimento articolare, e sentii dolori nel tuo corpo. Quella pressione energetica emozionale può indirizzarsi verso la tua mente, trasformandosi in un pensiero fisso che ti tormenta e si ripresenta e ti appesantisce la testa, rendendo iperattiva la tua mente, creando tensioni sui muscoli cervicali e procurandoti fastidiosi mal di testa. Oppure quella pressione energetica emozionale colpisce il tuo spirito facendoti sentire quel peso interno che non sai chiamare per nome ma è così pensante, a volte come un macigno, ti accompagna ovunque, ti deprime e ti toglie energia vitale, solarità, sorriso, ti chiudi in te stesso, perdi la voglia di uscire, di relazionarti.

Abbiamo ricevuto una corretta educazione nel gestire le nostre emozioni?

Purtroppo per molti di noi, fin da piccoli, mamma e papà e anche certi nostri educatori hanno instillato un senso di vergogna, di timore nel manifestare le nostre emozioni. Quante volte ci hanno fatto vergognare per uno nostro comportamento, ci hanno castigati per avere espresso qualcosa che veniva naturale ed era in sintonia col nostro sentire e la nostra personalità, chiamandolo semplicemente un capriccio o non opportuno. Ci hanno detto che dovevamo comportarci da “più grandi” e lasciare certi atteggiamenti da bambini. Oggi abbiamo messo una velo alla nostra sensibilità emotiva per nasconderla agli altri, abbiamo paura di manifestare le nostre emozioni temendo di suscitare una reazione negativa nell’altro, ci hanno educato a trattenere, nascondere, non manifestare a anno anche della nostra autenticità. Molti uomini, perché maschi, temono di esprimere le proprie emozioni per non essere giudicati delle femminucce. 

Eppure nel corso della nostra storia emozionale, ci sono certamente state delle ferite profonde, dei traumi, pensiamo alla ferita di abbandono, di giudizio, umiliazione, rifiuto, ingiustizia, tradimento fino al sopruso. Queste ferite albergano dentro di noi e condizionano i nostri comportamenti emozionali.

Per fortuna possediamo un organismo saggio, gestito da una intelligenza inconscia. Molte di queste ferite le ha curate la nostra intelligenza innata interiore, a nostra insaputa, alcune, le più gravi, le ha nascoste nel magazzino del nostro subconscio per tutelare il nostro equilibrio emotivo e preservare la nostra sopravvivenza vitale.

A molte persone a cui ho chiesto di prendersi cura della propria vita emozionale mi hanno risposto: “come si fa?”. A pochi è stato insegnato come prendersi cura della nostra interiorità, delle nostre emozioni. A troppo poche persone è stata insegnata l’igiene dei pensieri, la dieta da immagini, simboli, archetipi, in altre parole da tutto ciò che vediamo, leggiamo, ascoltiamo per televisione, al cinema, in internet, per strada, nei giornali, nei testi delle canzoni accompagnate da musiche emozionali, cose tutte che inconsciamente e subliminalmente possono destabilizzarci e programmarci, lavorando sulle nostre emozioni.

Raramente siamo stati educati a gestire le nostre emozioni, senza trattenerle e senza rinunciare alla nostra autenticità.

Dobbiamo riempire questo gap, questo vuoto.

Non possiamo prenderci cura del corpo senza prenderci cura delle nostre emozioni. 

Le emozioni fanno parte di noi e non sono separabili dal corpo, semplicemente perché siamo un tutt’uno. 

Perché allora abbiamo ricevuto una sufficiente educazione nel prenderci cura del corpo e della sua igiene e siamo così carenti nell’impartire una educazione corretta nella cura delle emozioni, della mente e dello spirito? 

La cura della mente oggi è stata ridotta a una sfera della mente, quella conscia e razionale , ma abbiamo posto nell’oblio la mente inconscia ed emozionale. Prenderci cura della mente significa, leggere, studiare, informarci, curare la memoria, la capacità intellettuale e critica. La nostra psiche è molto di più! Proviamo a pensare: quando ci è stato impartita una educazione nel gestire e utilizzare tutte le potenzialità delle nostre emozioni, sensazioni, intuizioni, capacità artistiche e talenti?

Le persone che si rivolgono al mio studio per un massaggio, spesso vengono per un dolorino qua e là, per migliorare il loro benessere, ma non collegano quasi mai quel dolorino o quella contrattura ad uno stress emotivo. Molte persone non conoscono la potenza della Kinesiologia nel migliorare il benessere del proprio stato emotivo, né hanno fatto esperienza di quanto la nostra vita può in tutti i suoi settori (relazionale, lavorativo, interiore, progettuale, sentimentale) migliorare notevolmente. 

Mi domando perché passare anni della nostra vita senza prenderci cura della più potente risorsa nel realizzare il nostro vero progetto di vita: la nostra vita emozionale. Quando non ci prendiamo cura delle nostre emozioni queste ci condizionano e ci limitano nella nostra libertà di essere e nella nostra evoluzione personale.  

Quante volte vogliamo fare qualcosa, ma dentro di noi ci sentiamo impediti, bloccati. 

Molti di noi si sforzano nel realizzare i propri progetti di vita, si impongono doveri, sacrifici, ci mettono impegno con un enorme dispendio di forze, denaro ed energia, tralasciando perfino le proprie fondamentali esigenze. Che cos’è questa fatica, questa lotta? Sono i nostri fantasmi interiori, le nostre ferite emozionali limitanti che condizionano i nostri stati d’animo e ci rallentano nel raggiungere i nostri obiettivi: dico di fare una cosa e mi trovo a fare il suo contrario.

Eppure i nostri educatori ci hanno insegnato che per raggiungere qualcosa bisogna metterci impegno, bisogna sacrificarci. In realtà una persona in equilibrio emozionale trova al contrario “piacere”, soddisfazione nel realizzarsi.

Al contrario, quando le nostre emozioni sono in armonia con noi stessi, tutto diventa più facile, piacevole, spontaneo, non faticoso, sembra il vento sia a nostro favore e non ci soffi più contro. Quante volte abbiamo provato questa facilità e velocità nel realizzare i nostri progetti, ma forse non ci siamo mai chiesti perché ci accadeva questo: il nostro equilibrio emozionale era forte!

Ma cosa succede nella realtà?

Se uno ha una gamba rotta, lo assistiamo, lo portiamo a fare i raggi, gli diciamo fermati e prenditi tempo per curarti, poi riprenderai i tuoi doveri. Ma se uno ha una ferita emozionale, gli diciamo: “datti una mossa, lascia stare le tue fantasie, rimettiti a lavorare per non pensare”. 

Non c’è attenzione, non c’è cura, anzi aumentiamo nella persona la difficoltà emozionale facendo sentire quella persona giudicata, derisa, la consigliamo nel mettere a tacere tutto per dimostrarsi forte e mostrare carattere. Quella persona tende a sdoppiarsi e a sopprimere le sue emozioni reprimendole e chiudendole dentro un cassetto. Così facendo quella ferita emozionare rimane irrisolta, permane dentro e continuerà a condizionare, a volte in modo pesante, la nostra vita, le nostre scelte, la nostra libertà.

Ho lanciato un sasso nello stagno, pensiamoci. 

Riprendiamoci la cura delle nostre emozioni. Non esistono emozioni cattive o buone, ma solo emozioni che hanno qualcosa da dirci per migliorare la nostra vita e liberarla.

Libera le tue emozioni per liberare la tua vita.

Impariamo a fare meditazione, ad ascoltarci dentro senza giudizio, a lasciare emergere ogni cosa, anche la più oscura con perdono e gratitudine. Scopriamo cosa può fare la Kinesiologia per la nostra salute emozionale e mentale. Scopriamo il massaggio emozionale per liberare le emozioni dolorose e nascoste, le memorie che abbiamo impresso dentro di noi. Prendiamoci cura della energia emozionale nel lasciarla andare, per sgonfiare la pressione dei nostri colorati palloncini o per investirla nei nostri progetti, nelle nostre relazioni, nella nostra professionalità, nella nostra famiglia.

Per ogni domanda sono a vostra disposizione, mi piacerebbe che continuassimo insieme ad approfondire questo importante tema.