Non i soliti massaggi!

Quando entrerai negli Studi Professionali, a Jesolo e a Trieste, di Pierluigi Cipriani non troverai i soliti massaggi e ti dico perché.

Esistono tanti tipi di massaggio:

decontratturante, svedese, rilassante, bioemozionale, metamerico, connettivale, fasciale, posturale, tuinà, trigger points, riflessogeno, linfodrenante, metodo Vodder o emolinfatico o drenante, massaggio estetico, crioterapico, ayurvedico, californiano, indonesiano, thai, hawaiano, fisioterapico, terapeutico, sportivo, pre e post gara, in gravidanza, con oli profumati, oli con essenze, oli naturali bio, la lista si farebbe lunga perché le conoscenze, gli studi di ricerca, come anche la creatività di maestri massaggiatori contribuiscono alla produzione continua di nuove tecniche e protocolli di massaggio.

Questa grande varietà di massaggi contiene un millenario patrimonio di conoscenze. Ogni tecnica è frutto di anni di osservazione sperimentale. Dietro ogni approccio al massaggio la cultura di filosofie e religioni. A fondamento di ogni manovra conoscenze della fisiologia del corpo umano, della psicologia e delle arti energetiche, una integrazione sapiente tra medicina occidentale e orientale.

Da qui la certezza della efficacia e dei benefici di ognuna di queste tecniche, praticate con successo in tutto il mondo.

Tanti diversi massaggi o il meglio dei massaggi a tuo servizio?

Chi si affaccia al mondo del massaggio rimane spesso come smarrito di fronte a tutta questa offerta e spesso non sa cosa scegliere. Molti procedono per tentativi, valutando di volta in volta il tipo di massaggio. Alla fine, si fanno una idea. Quale sia il massaggio più piacevole e rilassante, oppure se più tecnico e terapeutico, quello che ha soddisfatto in pieno le proprie aspettative raggiungendo il risultato desiderato. Massaggi non solo per il relax ed il benessere psico-fisico prodotto, ma anche massaggi per risolvere problematiche fisiche, emotive, psicosomatiche.

Ogni massaggio è la somma di tecniche e di manovre

Molti massaggiatori hanno imparato, nelle varie scuole di massaggio, ad eseguire dei protocolli (una somma di tecniche e protocolli). Poi li eseguono alla lettera. Questo significa che alle volte non sanno il perché di quella singola manovra o tecnica, né del perché venga posta in quel passaggio del massaggio. Tutto viene eseguito così come imparato nel protocollo di un corso.

Un bravo massaggiatore, al contrario, ben conosce il significato ed il perché di ogni singola tecnica e manovra di massaggio. Padroneggia le diverse tipologie di massaggio. Le esegue con professionalità, intelligenza e armonia di movimento, decidendo di volta in volta dove, quando, perché e come eseguirla. Nulla è lasciato al caso. Ma soprattutto continua a studiare e a formarsi.

Perché non i soliti massaggi?

Prima del massaggio e della sua tipologia c’è l’unicità della persona

Ci sei tu! Non solo con un corpo fisico da trattare. Tu, con la tua personalissima identità, unicità. Nessuno ti è uguale, non solo nella personalità e carattere, ma anche nel corpo, un tutt’uno inscindibile da te.

Ci sei tu! Con un corpo che racconta la tua storia fisica, psichica. Manifesta i traumi, gli eventi che ti sono accaduti fin da piccolo. Quelli che hanno lasciato un segno fisico nel corpo, un ricordo nella mente, una memoria inconscia.

Sei tu, la meraviglia di un essere vivente sensiente, con una mente intelligente e autoconsapevole che tutto percepisce, elabora e dà un senso, un essere emozionale attraversato da mille sfumature di emozioni.

Sei tu, con una meravigliosa mente inconscia che bypassa il controllo della tua mente conscia. Essa è il gran direttore di orchestra, quello che ti mantiene in vita attimo dopo attimo, gestendo ogni apparato e informazione nel tuo corpo fisico e psichico in armonia col tutto.

Per un massaggiatore professionista tu sei un “essere vivente” da ricevere con umiltà e rispetto. Sei una meraviglia vitale, dinamica, in continua evoluzione. Non sei mai scontato, ma da scoprire in modo nuovo ogni volta. Perché tu cambi, massaggio dopo massaggio, migliorando la tua condizione fisica e mentale. Un massaggiatore è un gran “osservatore”. Non solo ti guardi come ti muovi, la tua postura, i tuoi ritmi, le espressioni non verbali. Egli sente, ascolta sotto la pelle, vede con le dita. Dialoga, stimola, aiuta attraverso le sue mani, la sua energia, la sua sensibilità psichica, i suoi ragionamenti intuitivi l’intelligenza innata del tuo corpo nel fare al meglio il suo compito: preservarti in salute e in benessere, prevenendo possibili cause di squilibrio psico-fisico. Sì, perché un massaggio ben eseguito crea prevenzione e ti mantiene vitale nel tempo.

Un professionista modula la sua azione in base a quello che percepisce sotto le sue mani. Non scorre oltre se si accorge della necessità di lavorare su un muscolo, o una zona del corpo umano. Si lascia guidare dalle sensazioni tattili, da quello che, via via, il tuo corpo comunica durante il massaggio. Non è sufficiente eseguire delle manovre, ma saper dialogare col corpo stimolando i processi naturali di guarigione. Un massaggiatore entra in sintonia con i processi che la mente inconscia gestisce, partecipando ad essi. Il suo compito principale è di mantenere in equilibrio dinamico omeostatico tutti gli apparati. Il risultato è di sentirci bene, in forza, attivi, pieni di energie e risorse. Molti pensano che il massaggio riguardi solo pelle e muscoli, in realtà il massaggio può andare a lavorare su tutti gli apparati del corpo umano, come su precisi organi e ghiandole, circolazione sanguigna e linfatica, appartato nervoso ecc.

Esperienza, Conoscenze, Manualità, Sensibilità del Massaggiatore fanno la differenza nel Massaggio

Puoi ricevere lo stesso massaggio da più massaggiatori. Sentirai sempre la differenza non solo nel tocco, ma soprattutto nel risultato, nella qualità di benessere e di efficacia sperimentata e poi scegli il migliore.

Sì perché un massaggio non si racconta, si vive, si sperimenta. Il corpo non mente, lui riconosce subito la bravura di un massaggiatore e te la fa sentire.

Cosa mi contraddistingue?

Lo puoi intuire da quello che ti sto rivelando mentre stai leggendo il mio blog.

OGNI MASSAGGIO È UNICO PERCHÉ

LA PERSONA CHE LO RICEVE IN QUESTO MOMENTO DELLA VITA, ORA, È UNICA.

AL CENTRO DI OGNI MASSAGGIO CI SEI TU, NON IL MASSAGGIO

Ci sei tu con tutto quello che sei ora. Tu sei tu con quello che mi racconta il tuo corpo. Ci sei tu con le tue esigenze, la tua problematica da risolvere. Il massaggio è solo uno “strumento” sapiente, utile, mirato, piacevole, ma non basta.

Personalmente, di volta in volta scelgo, dopo un accogliente, cordiale breve colloquio e sul fondamento dell’ascolto del tuo corpo, quali manovre, tecniche di massaggio eseguire, quando, dove e perché, e contemporaneamente anche quello da assolutamente non fare (controindicazioni), come anche inviare una persona da un altro professionista o struttura medicale di maggiore competenza. Al centro la persona, sempre e il suo Benessere.

Mi lascio guidare dalle mie mani. Mani abili, mani che ascoltano, che sanno quello che fanno, mani rispettose, calme, attente ai tempi di risposta del corpo. Mani attente ai segnali inconsci del corpo, mosse da un cuore che si prende cura del tuo benessere integrale. Mani guidate sapientemente da anni di formazione, di esperienza e dalla visione integrata di medicina occidentale e medicina orientale.

UN PROFESSIONISTA SI MUOVE OLTRE IL MASSAGGIO

PERCHÉ LO POSSIEDE IN TUTTE LE SUE VARIABILI,

E UTILIZZA LE CORRETTE TECNICHE DI MASSAGGIO

IN RISPOSTA ALLE RICHIESTE DI AIUTO, ESPRESSE ATTUALMENTE DAL TUO CORPO

PER TRASFORMARLE IN BENESSERE.

Non troverai nell’elenco miei servizi tutti i tipi di massaggio sopra elencati, che spesso creano confusione o indecisione: quale massaggio scelgo? Eppure, seppur non elencati moltissime delle tecniche e manovre di quei tipi di massaggio, ci sono nella mia attività, e poi, da docente, li insegno ai nuovi professionisti di domani.

Pur padroneggiando varie tecniche di massaggio, di volta in volta utilizzo solo quelle più efficaci ed essenziali, in base al tuo bisogno, come tante “armi benefiche”, da mettere in campo quando servono, proprio lì dove servono, per ottenere il migliore risultato perché al centro di ogni massaggio e trattamento ci sei prima di tutto tu, nella tua unicità dinamica ed in continua evoluzione.

Prima di ricevere un massaggio riceverai sempre ogni informazione utile, sarai consigliato al meglio e riceverai ogni risposta ad ogni tua domanda.

Per questo ho deciso di dividere i miei servizi un due grandi strade:

1. Massaggi del Benessere e del relax fisico e psico-emotivo

Non i soliti massaggi rilassanti, ma una serie mirata di manovre finalizzate a donare leggerezza, rilassamento e Benessere:

  • sciolgono le tensioni,
  • lavorano sulle emozioni represse e pesanti,
  • ridonano vitalità ed equilibrio,
  • tolgono le stasi energetiche dai meridiani,
  • fanno fluire nuova energia vitale,
  • producono le benefiche endorfine,
  • aumentano la circolazione vascolare e linfatica,
  • ridonano il piacere della vita, serenità, pace, beatitudine, la magia di una coccola.

Massaggi contro i dolori muscolari e articolari

Qui ci vorrebbe un articolo a parte per spiegare tutte il valore e la complessità di ciascuna tecnica di massaggio e riflessogena. Ogni massaggio viene personalizzato a partire dalla tua condizione attuale e dalla tua storia. È il prodotto dalla sintesi sinergica e mirata di specifiche tecniche di massaggio, riflessogene e kinesiologiche. Ogni tecnica è mirata a ottenere il miglior risultato e liberare il corpo da dolori, tensioni, malesseri, limitazioni nei movimenti. Questi spesso si verificano nel corpo come forma di difesa e protezione. Le cause possono essere varie. Ordinariamente ciò avviene a causa di:

  • una postura scorretta,
  • della tipologia di lavoro, vita sedentaria o troppe ore in piedi, sollevamento di pesi
  • della tipologia di sport praticato, non sufficiente pre-riscaldamento, eccessive performance
  • di uno stile di vita scorretto
  • e dal molte altre cause tra cui anche quelle psico-somatiche, emozionali-comportamentali e ambientali.

A Jesolo e Trieste, presso lo Studio Professionale Massaggi e Kinesiologia, ogni massaggio è unico., come ogni volta che tu entri nel mio studio sei unico e cambiato dall’ultimo appuntamento.

Jesolo – Trieste Massaggi & Kinesiologia

È UN LUOGO DOVE UN PROFESSIONISTA TI INCONTRA COME PERSONA UNICA,  

ATTRAVERSO L’ESPERIENZA VITALE DEL MASSAGGIO

TI CONDUCE AD RICEVERE NON IL SOLITO MASSAGGIO,

MA BENESSERE, NUOVA VITALITÀ,

 LEGGEREZZA, EQUILIBRIO, SERENITÀ

MAGGIORE QUALITÀ DI MOVIMENTO E DI VITA.

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TELEFONO +39 3924624282

EMAIL studio@pierluigicipriani.com

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CELLULITE: MASSAGGI LINFODRENANTI E COPPETTAZIONE

La Cellulite detta Pannicolopatia edemato-fibrosclerotica è un disturbo infiammatorio del tessuto adiposo sottocutaneo (pannicolo adiposo) dove si forma la cellulite a causa dell’accumulo di liquidi. Questo è dovuto ad una disfunzione del microcircolo (piccola circolazione sanguigna), il rallentamento del sangue provoca la ritenzione idrica e tende a creare dei setti fibrosi che intrappolano il tessuto adiposo e l’acqua. Nelle aree dove questo si verifica questo processo manifestano come dei buchi o delle depressioni che conferiscono alla pelle quell’aspetto comunemente chiamato “buccia d’arancia”.

Ci sono quattro stadi evolutivi della Pannicolite:

  1. Cellulite Edematosa: è il primo stadio iniziale di ristagno dei liquidi e può essere migliorato ed è reversibile. Segni: la pelle si presenta al tatto più pastosa e fredda, con i primi segni di buccia d’arancia. Sintomi: nessuno.
  2. Cellulite Fibrosa: in questo secondo stadio notiamo dei piccoli noduli e se trattati tempestivamente sono anch’essi reversibili. Segni: pelle a “buccia di arancia” ma con avvallamenti più o meno profondi e il colorito cutaneo non è uniforme. Sintomi: esercitando una pressione sulla zona interessata si inizia a percepire un leggero dolore-fastidio, su di essa la pelle è fredda rispetto alle zone limitrofe.
  3. Cellulite Sclerotica Molle: in questo terzo stadio il numero dei noduli sottocutanei sono cresciuti a causa di una insufficienza della circolazione venosa e/o linfatica con apparire di edema sulla zona interessata. Anche qui la problematica è ancora risolvibile e reversibile. Segni: gli avvallamenti sulla pelle sono molti, possono comparire dei lividi a causa dei problemi circolatori. Sintomi: Toccare queste zone provoca dolore e la cute è fredda al tatto.
  4. Cellulite Sclerotica: questo quarto stadio è caratterizzato da un peggioramento delle precedenti condizioni del tessuto adiposo sottocutaneo. Al tatto e alla vista il tessuto acquista un aspetto simile a “materasso”. Qui la condizione si trasforma in irreversibile.

I fattori che provocano questo disturbo sono spesso genetici, familiari, o costituzionali legati alla obesità o alla propria conformazione ginoide (figura a “pera”) o androide (figura a “mela”), ai processi ormonali, particolarmente se si usano contraccettivi o in presenza di ipertiroidismo, o ancora quando si evidenziano problematiche circolatorie sia venose che linfatiche.

TRATTAMENTI CONSIGLIATI

I trattamenti devono soddisfare due condizioni:

1. La prima è condizione per un buon risultato è il drenaggio dei liquidi. Uno strumento efficace è una PACCHETTO DI MASSAGGI LINFODRENANTI, a cui si possono accostare l’uso di prodotti drenanti esterni come creme, fanghi, o interni come integratori, è una regolare e corretta assunzione di acqua.

2. La seconda condizione è migliorare il microcircolo. Il deficit nel microcircolo sottocutaneo è la ragione base della manifestazione della cellulite perché va a causare l’accumulo di liquidi e la conseguente infiammazione dei tessuti. Proprio per questo è consigliato abbinare ai massaggi linfodrenanti una serie di trattamenti di  COPPETTAZIONE. La coppettazione èuno strumento potente ed efficace che ci viene dalla sapienza della Medicina Cinese. La suzione creata dal vuoto indotto nelle coppette aiuta e attiva il microcircolo, così fondamentale per la risoluzione e la inversione della cellulite, inoltre agisce migliorando la circolazione venosa e linfatica e l’. Verrà applicata una coppettazione statica su precisi punti di agopuntura seguendo una corretta e progressiva sequenza per togliere le stasi ed attivare il flusso energetico per poi passare ad una serie di coppettazioni dinamiche seguendo il percorso superficiale di meridiani tendino-muscolari di Vescica, Reni, Vescicola Biliare, Stomaco, Fegato…, si tratta di un percorso nastriforme assimilabile a quello delle fasce.

Questi trattamenti li trovi presso Jesolo Massaggi e Kinesiologia.

I trattamenti servono se accompagnati da corretti stili di vita.

Si invita a migliorare la propria alimentazione, utilizzando cibi sani e freschi e misurati, soprattutto con proprietà drenanti, diuretiche e depurative. Si esorta a fare movimento fisico per almeno trenta minuti o camminare con passo spedito per più di venti minuti o praticare costantemente degli esercizi yoga. Infine molto conta anche la cura della propria interiorità, stress, preoccupazioni, non accettazione del proprio corpo, rabbia, insoddisfazione, non ascolto del proprio corpo non aiutano, ma soprattutto tutti quei comportamenti che favoriscono la cellulite come fumare, accavallare le gambe, indossare abiti troppo aderenti.

Per maggiori informazioni chiama 3924624282.

Quanto la tecnologia ci sta cambiando? Riflessioni…

La società in cui viviamo ha sviluppato un modello di benessere basato sullo sviluppo delle tecnologie.

Cosa ha permesso lo sviluppo tecnologico?
Ci hanno reso più facile e meno impegnativa la pratica di tante azioni quotidiane.

Ha aumentato la velocità di ottenimento dei risultati ad un “clic”,

Ha allargato la possibilità di relazionarci in quantità con altri esseri umani e perfino in tutto il mondo.

Si è dimostrata estremamente precisa e chirurgica nel compiere certe operazioni che prima venivano compiute a mano.

È diventata indispensabile da sostituire il nostro cervello nell’elaborare complessi calcoli e nozioni, allontanandoci dal lavoro manuale producendo nuovi professioni e così via…

Oggi non riusciamo a vivere senza tecnologia.

Tecnologia per noi significa: progresso, civiltà, maggiore tempo libero, libertà, stile di vita più agevole e sicuro, confort, possibilità di fare cose prima solo per pochi o impensabili, pensiamo solo andare su Marte o spostarci da una parte all’altra della terra con facilità…

Cosa saremmo senza la tecnologia?

Diciamo perfino che per fare bene ogni cosa bisogna usare la “tecnica giusta”, chi conosce le “tecniche” ottiene il miglior risultato, o se sei bravo in qualcosa ti domandano: ”Che tecnica usi?”.

La tecnica ci ha portati a cambiare il modo con cui noi ci approcciamo alla vita reale.

Chi di noi oggi sarebbe capace di vivere senza un cellulare, internet, l’auto o il semplice scaldabagno, o la calcolatrice?

Non voglio criticare lo sviluppo della tecnologia, che certamente ha prodotto benefici incredibili nella vita quotidiana delle persone. Desideravo condividere una riflessione su di noi, nella pausa tra un massaggio e l’altro.

Oggi stiamo perdendo il “con-tatto” con il nostro corpo e ci affidiamo sempre più a ciò che è extra-corpo, agli strumenti tecnologici riponendo in essi fiducia cieca.

Quanto le abitudini all’uso degli strumenti tecnologici e il vivere in una società tecnologica sta cambiando il nostro “essere”?

Ci fidiamo di quello che leggiamo su internet e delle notizie alla TV, ci fidiamo di quello che ci è stato insegnato e ci viene trasmesso a livello subliminale, ma non prestiamo ascolto a quello che il nostro corpo ci dice e suscita in noi, siamo perfino diventati sordi ai suoi messaggi, o semplicemente addormentati. Mentre lui si è attrezzato lungo l’evoluzione della nostra razza a metterci in guardia da tutto quello che crea in noi squilibrio, semplicemente non è “verità” per noi. Solo “la verità ci rende liberi”.

Abbiamo inconsapevolmente accettato una velocità ed una efficienza nei nostri stili di vita che imita quella tipica degli strumenti tecnologici e non rispettiamo più i ritmi naturali del corpo che poi sono i ritmi della natura (circadianani, ultradiani, diurni, notturni …) in una armonia di ritmi temporali diversi tra loro, mentre viviamo come se ci fosse solo un tempo, quello a cui presta attenzione la nostra mente.

Puntiamo a dimostrarci all’altezza dei tempi, riformulando il nostro stile di vita, proprio come accade per l’ultimo Iphone o lavatrice tecnologica, dove la versione precedente di solo un anno è percepita già vecchia di un secolo e non più alla moda. Essere alla nostra altezza significa misurarci con umanità, valori, introspezione, mente aperta, equilibrio e sereno radicamento…

Confondiamo la “realtà” con la erre piccola (quella che pensiamo credere realtà, quella indotta da abitudini di limitanti visioni di vita inculcate da informazioni ricorrenti e credenze sociali, impegni che ci danno la parvenza di vivere una vita di senso come il lavoro, il correre come tante formichine casa, metropolitana, ufficio, palestra…) dalla Realtà con la R grande, quella che l’ “intelligenza intuitiva” ci fa percepire dai tempi dei tempi, una Realtà interiore collegata a quella esteriore che ci sorpassa sempre e ci invita alla scoperta, alla avventura, all’esporci per ritrovarci, al vivere esperienziale.

Siamo diventati molto mentali, razionali, che non riusciamo più a spegnere il cervello, ci risulta difficile trovare un momento di silenzio e di ascolto, o semplicemente per noi. Ragioniamo come un PC, affidandoci alla coerenza di dati logici in modo binario, trasformandoci in dei moralisti che dividono l’esistente in bene o male, giusto o sbagliato, creando amici quelli simili a noi e nemici quelli diversi da noi. Siamo diventati meno elastici nel pensare su più livelli, sotto diverse angolazioni non sempre congruenti tra loro, rischiando di perdere sempre più il fascino della dimensione del “mistero” che si svela mentre lo penetri per velarsi di nuovo ad una nuova ricerca di senso.

Ci fidiamo dei manuali tipo: “ come fare per…”, “video corso: conoscerai la tecnica per”, pensando di possedere, con la sola partecipazione, capacità e conoscenze che si acquisiscono solo dopo anni di esperienza e di condivisione pratica nell’arte delle conoscenze. Pensiamo che per sapere basti solo la mente senza il corpo, ma ci sbagliamo.

Il nostro corpo fisico è stato interpretato dalla tecnica come un oggetto di studio e sperimentazione come qualsiasi altro materiale presente nel pianeta, il corpo come materia, elemento fisico, macchina efficiente scomposta in vari apparati e come tale viene curata a scomparti distinti, perdendo non solo la dimensioni d’insieme, ma anche che ciò che è: “un corpo fisico tutt’uno col corpo mentale e spirituale”. Il nostro corpo obbedisce alle informazioni della mente, si trasforma in base alle emozioni, ai traumi o alle esperienze sublimi che prendono volto espressivo nelle posture e tratti fisionomici, nella salute e nella malattia, nella fortezza e nella debolezza, nella gioia e nella tristezza, nel coraggio e nella paura, nel vivere una vita in pienezza e nella sopravvivenza, perché il corpo parla della voce del nostro Sé interiore.

Anche l’Amore, parole sublime, è stato ridotto ad un “atto” sessuale quasi tecnico, una azione fisica con componenti emotive, soprattutto gli uomini vedono solo quello. Perdiamo la fantasia, l’arte di amare, diventiamo ripetitivi come una catena di montaggio, non prestiamo sufficiente contatto con noi stessi per crescere nella “consapevolezza” di quello che accade in noi e delle nostre potenzialità. Rischiamo di ridurre l’incontro sessuale al soddisfacimento di un impulso erotico. L’Amore è un viaggio interiore personalissimo in due verso una maggiore “consapevolezza” della propria infinità-fisica, In amore ogni tecnica deve essere a servizio della “consapevolezza che evolve”, perché parte da una esperienza primitiva profondamente fisica che ci permette di salire coscientemente e spiritualmente verso l’infinito e non viceversa, perché di natura siamo esseri di infinito sulla terra.

“Senza il “Materiale” non possiamo essere esseri di “Infinito!”.

Quando la tecnica ci distrae dal “Reale” che è ben più di materiale-prodotto-possesso, e dal “Fisico, tutt’uno con ciò che non è fisico”, perdiamo la strada di essere “creature della Vita”, riducendoci inconsciamente in “esseri prodotti della Tecnica”.

Perché è importante prenderci cura delle nostre cicatrici?

Non si devono sottovalutare le cicatrici sul nostro corpo

È veramente raro trovare una persona priva cicatrici sul corpo. Quanti di noi nel corso della vita abbiamo avuto la sfortuna di subire in modo più o meno grave non solo un incidente o una caduta, ma perfino un intervento chirurgico?

Tutti questi eventi hanno lasciato in noi delle tracce permanenti sotto forma di cicatrici.

Le cicatrici si trovano sulla nostra pelle e proprio sul derma scorrono i canali di energia che comunicano e mantengono in equilibrio dinamico il nostro corpo con tutti i suoi apparati e organi interni. Le cicatrici possono, di conseguenza, causare il rallentamento o perfino il blocco dello scorrere fluido e libero della energia vitale lungo i canali energetici.

Fortunatamente, le cicatrici non costituiscono sempre dei campi di interferenza.

In linea di principio, l’energia vitale può fluire senza ostacoli attraverso l’area delle cicatrici, ma in alcune situazioni il tessuto cicatriziale ostacola il flusso di energia. Non solo, provate pensare quando prepariamo un arrosto di carne avvolgendolo e cucendolo con un cordino sottile, questo schiaccia il contenuto sottostante e tutto ciò che passa attraverso di esso.

Lo stesso accade quando riceviamo dei punti di sutura per chiudere una ferita. Tolti i punti notiamo i tessuti cicatrizzati, ma non vediamo quello che accade al derma costituito da più strati, i vari tessuti con tutti i loro componenti di sono ritrovati incollati stretti tra di loro. Questo stato non solo impedisce il flusso di energia, ma può ostacolare anche il regolare afflusso di sangue e linfa, perfino una certa trasmissioni delle informazioni nervose.

Per questo motivo è consigliabile scollare questi tessuti per esempio tramite un massaggio connettivale professionale e ripristinare i collegamenti energici lì dove fossero impediti o bloccati.

Massage Wiki - Blog about the mobile massage from neckattack

Cose accade quando il flusso di energia si interrompe?

I disturbi del flusso di energia, come normalmente verrebbe da pensare, non si verificano necessariamente nell’area delle cicatrici. Questi disturbi, purtroppo, non sono sempre limitati alle immediate vicinanze della cicatrice, ma si diffondono spesso attraverso i percorsi meridiani su altre aree del corpo, a volte sono molto distanti dalla cicatrice stessa.

Ad esempio, una cicatrice nell’area dell’appendice può modificare il flusso di energia nell’addome inferiore destro e causare dolore e disturbi funzionali nell’intestino.

Tutti meridiani, che attraversano l’area della cicatrice, possono essere energeticamente irritati. Il meridiano milza-pancreas, una parte del quale scorre anche sul basso addome destro, è quasi di norma disturbato da cicatrici da appendicectomia. Poiché il suo corso superficiale inizia dall’alluce e attraversa l’interno della gamba fino al tronco, gli stati di pienezza energetica spesso si accumulano nella sua parte lunga, a livello caudale In direzione della testa) e distale (in direzione dei piedi), rispetto alla cicatrice addominale inferiore.

Quali sintomi può causare una interruzione del flusso di energia a causa di una appendicectomia?

Si possono verificare sintomi come dolore alla caviglia, problemi all’interno dell’articolazione del ginocchio o all’inguine. Muovendoci nella parte superiore alla cicatrice dell’appendice, il meridiano della milza-pancreas può evidenziare sintomi tipici di un vuoto di energia – lo stesso vale per il meridiano del cuore che segue nella direzione del flusso di energia.

I disturbi del flusso energetico del meridiano della milza-pancreas possono anche attaccare il meridiano di opposizione, il meridiano del triplice riscaldatore, e provocare disturbi durante il suo percorso dall’anulare, attraverso il braccio fino all’orecchio, come per esempio:

  • dolore sul lato dorsale del polso,
  • borsite al gomito,
  • una sindrome spalla-braccio,
  • disabilità rotazionali del rachide cervicale
  • ronzio nelle orecchie.

Quali ulteriori meridiani possono entrare in squilibrio a causa di una cicatrice dell’appendice?

Purtroppo non sono pochi i disturbi, perché i meridiani si muovono lungo il corpo su specifici percorsi e lì dove abbiamo un squilibrio nello scorrere dell’energia possiamo verificare i seguenti sintomi:

  • congestione linfatica ascellare,
  • dolore al gomito “gomito del golfista”,
  • disturbi del rachide cervicale,
  • acufene,
  • sindrome spalla-braccio,
  • fastidio al polso dorsale,
  • dolore all’inguine,
  • problemi al menisco interno,
  • dolore alla caviglia,
  • dolore all’alluce,
  • borsite dell’olecrano,

Il flusso di energia interrotto alla cicatrice dell’appendice può, quindi, diffondersi attraverso i meridiani e le loro diverse relazioni ad altre parti del corpo e innescare disturbi in ulteriori aree lontane dal basso addome.

In determinate circostanze, verificando l’afflusso di energia lungo i meridiani, i fastidi sopra elencati, possono alla fine essere ricondotti al campo di interferenza della “cicatrice dell’appendice”.

Questo perché ogni meridiano non ha vita a sé. Nel nostro caso, il meridiano della milza-pancreas è profondamente in contatto con altri meridiani, questo fa sì che un disturbo del flusso di energia, indotto dalla cicatrice, possa diffondersi su altre aree del corpo.

Se andiamo a prendere in considerazione anche gli altri meridiani il cui percorso attraversa l’addome inferiore destro, si possono scoprire un’ampia varietà di sintomi in ulteriori aree del corpo derivanti da una cicatrice dell’appendice che può perfino essere “poco appariscente”, ma capace di inferire su altri meridiani come il meridiano del fegato e dello stomaco.

Prendersi cura delle nostre cicatrici è prenderci cura della nostra salute fisica ed energetica.

Rivolgiti ad un massaggiatore professionista.

La paura della malattia è peggiore della malattia stessa

Penso proprio di sì, perché la paura ha l’effetto di INGRANDIRE il problema e di farcelo percepire enorme, come una montagna per noi tanto difficile da scalare.

Altro effetto della paura è di AGGIUNGERE problema al problema e di legarli tutti assieme come tanti nubi che, da più direzioni, si addensano per formare un unico pesante nuvolone nero.  Ci pare di non farcela perché pensiamo di dover risolvere tutti quei problemi insieme e ci dimentichiamo di semplificare e di risolvere un problema per volta. Comportandoci così soccombiamo sotto quel cataclisma, quel nuvolone nero per paura di non farcela.

Dentro di noi ci sentiamo piccoli, incapaci, privi di risorse, abbiamo un respiro veloce, irregolare.

L’ansia prende il possesso della nostra mente, dando vita al pullulare di continui pensieri negativi.

Il corpo stesso soffre, non solo per la malattia, ma per lo stress emotivo e comincia a cedere sui capisaldi delle sue difese immunitarie e sui meccanismi degli apparati in maggiore difficoltà.

Percependo il nostro corpo debole e incapace di compiere alcune sue funzioni, temiamo di non farcela, ci deprimiamo e l’angoscia cresce ancora di più.

La paura della malattia ci fa ammalare ancora di più!

La paura ha l’effetto di farci smarrire la strada della felicità, ci fa sprofondare in un tunnel buio e senza fondo. Non solo, ci fa sprecare le nostre poche risorse vitali, siamo nella confusione e nello smarrimento.

Cosa fare per vincere la paura della malattia?

Quando una nave è nella tempesta, non deve perdere mai la sua rotta.

Per chi è nella malattia non deve mi smarrire la vera rotta, la sua intenzione perché la vera rotta è sempre la felicità, la realizzazione di sé.

È la luce di questa fede incrollabile che è certezza interiore, il desiderio profondo che vede già ciò che ancora non è, l’ intenzione chiara carica di decisione, questi fanno sparire i mostri e dissolvono i fantasmi della paura.

La “fede”, il “desiderio”, l’ “intenzione” combattono vigorosamente contro i morsi velenosi dei pensieri e delle emozioni negative perché ti portano su un altro piano, più alto, al di sopra quel cielo che vedi plumbeo, dove brilla il sole, la vita, la luce. Immagina mentre compi le cose che ti piacciono, ti soddisfano, ti riempiono il cuore di gioia e vitalità, mentre sei con le persone che ami.

Fissare i propri pensieri, le proprie emozioni su quello che ci sentiamo chiamati essere e realizzare nell’anima ci dà la rotta, la direzione, la luce dove orientare tutte le nostre risorse, le nostre azioni coraggiose.

Ogni volta che noi, nella difficoltà, dirigiamo il nostro sguardo interiore verso la direzione della nostra vera realizzazione, programmiamo senza saperlo, anche il nostro corpo e tutte le sue energie a muoversi in quella direzione.

Camminare nella direzione della propria profonda e vera Intenzione di vita, ci porta a scrollarci di dosso tutti i pesi inutili e lo stress per diventare più essenziali, più veri, più liberi, più leggeri.

Ed ecco che ci liberiamo di tante pesantezze, di tanta negatività, di situazioni e persone che non ci fanno bene, di abitudini e stili di vita non conformi alla direzione della nostra intenzione.

Ci prendiamo vera cura di noi, con tutto l’amore meraviglioso di un padre e di una madre verso il proprio figlio, dove qui, il figlio, sono totalmente “io” nel mio corpo e nella mia anima. Così mi amo e mi prendo cura di me.

Sì, quando la paura mi toglie il respiro e mi irrigidisce, è il momento in cui sono chiamato a volermi bene ancora di più immensamente.

Ed ecco che curo la mia alimentazione, purificando progressivamente il mio corpo perché si irrobustisca e acquisti tutte le energie necessarie lì dove servono. Così facendo alleggerisco gli apparati in difficoltà da compiti gravosi derivati da sbagliate abitudini e stili alimentari non sani e posso convogliare tutte le mie energie verso la mia guarigione.

Faccio movimento perché il corpo riacquista tutta la sua vitalità attraverso il movimento fisico, qualsiasi esso sia, una passeggiata, yoga, sport, palestra. Natura, sole, aria aperta sono toccasana.

Curo la mia anima leggendo libri che mi alimentano e facendo meditazione, parlando e comunicando i miei pensieri e le mie emozioni, relazionandomi con le persone che amo, mi dono occasioni per ridere e donarmi piacere di vivere.

Parlo al mio corpo, ascoltandolo, e lottando in modo solidale con lui, mostrandogli la luce che brilla dentro di me, svelandogli la mia chiara intenzione di vita e felicità.

Mi dono un massaggio, perché il mio corpo ama quel tocco umano e professionale che toglie le stasi energetiche, fa fluire sangue ed energia, elimina le tossine e scarti, distende i muscoli tesi e dona un profondo senso di benessere e leggerezza.

Ogni giorno trovo il mio momento per ringraziare per ogni piccola-grande cosa che mi fa star bene, mi ha fatto sorridere e gioire, per ogni piccola conquista e azione conclusa con coraggio. GRAZIE.

La gratitudine scaccia la rabbia e alimenta tutto il nostro corpo di positiva energia.

Quando ho una intenzione chiara, ho voglia di agire. L’AZIONE è la più grande cura.

Non commiserarsi, non abbattersi, ma lottare da guerriero o guerriera, “agendo”.

Quando si agisce tutto il corpo è impegnato nel conseguire quel risultato e grande è l’energia che produci, non solo in te, ma nell’ambiente in cui vivi perché inizi a trasformare e richiamare le cose e le persone attorno a te nella stessa frequenza della tua intenzione.

Il grande equilibrio e radicamento è stare nella frequenza alta di noi stessi.

La calma, la pazienza assieme alla costanza serena e tenace, sono le veri armi della vittoria.

Non c’è affanno, confusione, ma chiarezza pace interiore, perché ti sei circondato/a del tuo amore.

Le montagne non si scalano con un salto, ma passo dopo passo, ed è il ritmo del passo che ti rende la vetta più vicina di quanto tu pensi.

È più difficile ascoltare il corpo o tendiamo rimandare nel tempo il nostro benessere?

Spesso si parla dell’importanza di ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO.

Molti clienti mi confessano che non lo ascoltano correttamente o non sanno ascoltarlo!

È proprio vero che non lo ascoltano o è una velato modo di scusarsi?

Io penso che quando il corpo vuole farsi sentire, si fa sentire perché ha una voce molto potente: la voce del dolore!

È la voce del fastidio, della stanchezza, della sonnolenza, della svogliatezza. È la voce delle emozioni, delle sensazioni, del malessere generale. È la voce della diminuita capacità o voglia di movimento, la voce della perdita di appetito o della fame nervosa, del volto e degli occhi spenti.

Non solo, il corpo usa perfino la teatralità (psicosomatica) gonfiandoci o rendendoci asciutti, giocando tra pieni e vuoti, colorando il nostro viso di bianco oppure arrossando la nostra pelle qua e là, come se anche il corpo avesse il diritto di irritarsi per tanta nostra poca attenzione. Arriva, perfino, a cambiare la nostra postura, l’espressione stessa del volto e degli occhi, la fisionomia del nostro aspetto (fisiognomica).

Tutte queste cose raramente passano inosservate, ne prendiamo coscienza: non si può fa finta di non sentire un dolore o un fastidio, è che diventiamo abili nel farlo!

Cosa ci impedisce ascoltare il nostro corpo? Cosa ci impedisce di rispondere immediatamente alle richieste del nostro corpo?

È una riflessione che mi pongo spesso. Chi viene nel mio studio è solito sentirsi domandare: da quanto tempo… lei sente questo fastidio? La confessione: un mese, tre mesi, sei mesi, un anno… chi ancora di più.

Tutti, penso, lo sappiamo: più rimandiamo nel tempo un malessere, più esso diventa cronico ed è più complesso toglierlo.

È proprio vero che la vera ragione del non ascolto del corpo non sta nel non ascolto?

Più che a non ascoltare il nostro corpo, noi TENDIAMO A RIMANDARE NEL TEMPO CIÒ CHE DOBBIAMO FARE OGGI!

Non abbiamo sufficiente percezione, quanto sia nefasto e grave il “rimandare nel tempo” ciò che ci chiede “oggi” il nostro corpo e quello che ci chiede è sempre collegato con le nostre esigenze profonde.

Che cosa rende progressivamente debole il nostro corpo fino ad ammalarsi?

Provo a spiegarlo semplicemente.

Quando assumiamo un comportamento innaturale come una postura scorretta da seduti, quando accade un evento traumatico, quando subiamo un incidente involuto, quando ci scontriamo nell’ambiente in cui viviamo con un fattore stressogeno ecc., immediatamente noi ne percepiamo il colpo, il disagio. Il corpo, in mille modi, ci lancia i suoi messaggi di avvertimento. Ma noi, invece di farne tesoro e agire subito per togliere la causa stressante, tendiamo a rimandare nel tempo la soluzione.

Ecco come lo facciamo:

  • Svalutiamo i campanelli di allarme, non diamo loro il peso che meritano.
  • Assumiamo il ruolo di Superman, ci sentiamo forti e bravi nel saper sopportare tutto all’ennesima potenza.
  • Ci sentiamo più responsabili degli altri trascurando noi stessi, per quella idea che senza di noi gli altri sarebbero come persi, noi veniamo sempre dopo nella priorità del tempo e tralasciamo di dare la giusta importanza ai messaggi del nostro corpo, bravi crocirossini, ma medici incapaci di curare se stessi.
  • A causa di una scorretta educazione al dovere e al sacrificio, tendiamo a mettere prima di tutto gli impegni, il lavoro, non ho tempo per… (frase scusante).
  • Per “paura” e chiamare le cose col loro nome, cerchiamo di abbellire ciò che ci spaventa per renderlo meno angosciante, togliendo urgenza, gravità, facendo finta che nulla sia accaduto, non ascoltando i segnali del corpo e … aspettiamo che tutto si risolva come per magia.
  • altro ancora, prova a raccontarlo tu.

Cosa comporta questo RIMANDARE NEL TEMPO: prima o poi ci verrà presentato il conto!

Un problema latente non se ne sta buono a cuccia come il buon fedele cane, la disfunzione, il disequilibrio continuano a lavorare sotto la soglia della nostra coscienza e si complicano proprio grazie al nostro “rimandare nel tempo”.

Sì perché il nostro corpo funziona così.

Il corpo possiede una sapienza meravigliosa interna, grazie alla quale cerca di risolvere ogni stress, trauma, disequilibrio. Dentro di noi agisce una intelligenza innata, la quale attiva immediatamente tutte le sue risorse ed è più veloce di ogni nostro pensiero. Tutte le misure di difesa e correzione seguono le leggi inconsce a noi trasmesse e rielaborate dal DNA di generazione in generazione.

Eppure il nostro corpo non vuole fare tutto da solo, ci vuole avvertire, per quel patto di profonda e dinamica collaborazione tra mente conscia e inconscia, tra “Io razionale” e “Sé interiore”. Il corpo ci parla lanciando diversi segnali alla nostra mente conscia perché li interpreti affinché noi, in modo cosciente, attiviamo, senza aspettare tempo, tutte le soluzioni migliori.

Il corpo non è uno strumento da sfruttare, ma un essere vivente con cui “collaborare” per realizzare il nostro progetto di vita, mai del tutto conosciuto alla nostra mente razionale. Sì, svegliarci dal torpore della vita reale di tutti i giorni (abitudini, impegni, progetti, sacrifici, pensieri, gioie e dolori) per prendere coscienza di ciò che, sotto il livello della nostra coscienza vigile, ma altrettanto reale, accade nel nostro corpo, in modo da prestare anche il nostro aiuto, la nostra collaborazione, nel ristabilire quel dinamico naturale equilibrio in noi infranto.

Se noi, invece, siamo tutti presi dalla nostra mente razionale, impegnata e limitata nelle cose di questo mondo, non prestiamo molta attenzione ai segnali del corpo e continuiamo a vivere come se nulla fosse. Il nostro corpo, allora, si domanda: “perché non mi aiuta, glielo sto chiedendo?

Il corpo, vendendo che non cambiamo nulla e non facciamo nessuna scelta per migliorare la nostra condizione, pensa che la disfunzione in atto non rappresenti per noi qualcosa di pericoloso per la nostra sopravvivenza, proprio quanto il nostro corpo ce lo sta gridando.

Il corpo dice: “se l’essere umano, in cui esisto, persiste nel tempo a voler mantenere comportamenti scorretti e non trova soluzioni a questo squilibrio, significa che per qualche ragione questo squilibrio svolga un ruolo voluto“. Di conseguenza il corpo, pur non capendo la nostra motivazione, ci rispetta e tende ad adattarsi, mantenendo nel tempo lo squilibrio. Contemporaneamente cerca di diminuire al massimo ciò che nell’immediato può mettere in crisi la sua sopravvivenza. Dice: “io non capisco perché, ma mi ci adatto”.

Quando il corpo si adatta e accetta uno squilibrio? Solo quando uno squilibrio continua nel tempo. Non vede da parte nostra nessun cambiamento di comportamento, nessuna azione di aiuto, nessun atto volontario che attesti la solidarietà al nostro corpo e ai suoi messaggi di aiuto.

È proprio il PERMANERE NEL TEMPO DELLO SQUILIBRIO a provocare l’adattamento del corpo allo squilibrio, o meglio, il nostro corpo cerca di correre ai ripari adattandosi allo squilibrio che noi rimandiamo nel tempo. È ciò che la medicina occidentale indica come “CRONICIZZAZIONE” di un malessere.

Ogni volta che una disarmonia o squilibrio permane nel tempo, il nostro corpo attiva una procedura interna di reciproco sostegno, chiedendo aiuto ad altri organi, ad altri sistemi corporei, ad altri muscoli, ad altre fonti di energia. La spartizione dei pesi all’interno del corpo fa sì che quel malessere contagi, allargandosi, altre strutture e sistemi. Per esempio prima ho un dolore alla zona lombare e ora mi scende lungo tutta la gamba. Questo perché tutto e tutti nel corpo collaborano 24 ore su 24 alla nostra sopravvivenza, anche se non ne abbiamo coscienza: il reciproco aiuto è una legge interna. Purtroppo anche strutture e sistemi del corpo hanno una loro vitalità e resistenza e, quando anche questi subiscono uno stress superiore alle loro performance, diventano vittime sacrificali di quel malessere. Il risultato: il semplice malessere si complica e cronicizza e noi ci ammaliamo.

Arriva quindi il giorno in cui il dolore si fa più forte, il corpo ci impedisce di compiere le azioni quotidiane, ci toglie la dignità del vivere e allora corriamo ai ripari e andiamo dal medico o dal massaggiatore, nel mio caso, e …. chiediamo il miracolo. Ed è meraviglioso: il nostro corpo è così generoso e ricco di possibilità che il miracolo anche ce lo dona, non sempre subito però, questa volta, quando una situazione è cronicizzata, ci fa attendere un po’ di più, quasi come ad insegnarci una lezione.

Proprio per questo invito tutti a prendersi cura del proprio benessere.

Ama te stesso prima di ogni cosa e sarai in grado di compiere ogni cosa.

Non rimandare nel tempo ciò che devi fare oggi, per tutto il resto tempo ce n’è sempre.

il nostro corpo, quando chiama, va ascoltato e nulla deve farci rimandare nel tempo la nostra risposta chiara e amorosa. Agire subito, non fermarti mai al solo pensare e se un massaggio ti è utile fissa subito un appuntamento, prima che un problema diventi cronico. Prevenire è meglio che curare.

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Massaggio-Trattamento Access Bars

Access Bars è un dolce trattamento-massaggio effettuato sulla testa.

A cosa serve e perché proprio sulla testa?

La testa è la sede del nostro cervello. Vi sono presenti gli organi di senso e di relazione con l’ambiente esterno. Essa è il luogo dove le emozioni si esprimono liberamente e immediatamente sul nostro volto grazie ai muscoli mimici. La testa è ricchissima di terminazioni nervose e neurovascolari. Su di essa si percepisce  il movimento del flusso del liquido cerebro spinale, pensiamo al craniosacrale, In breve, la nostra testa è come la tastiera di un computer su cui lavorare. Non solo, è una zona molto sensibile, molto piacevole e rilassante sulla quale ricevere un massaggio.

Sulla nostra testa esistono precisi punti il cui trattamento apporta un chiaro e definito beneficio. Non solo toglie tensioni accumulate, ma anche imprime, per mezzo di una gradevole, leggera e quasi impercettibile sollecitazione dei polpastrelli, un beneficio per tutta nostra persona sia a livello fisico che psico-emozionale.

La testa è anche la sede della mente, è tutti noi ben sappiamo quale potere esercitano i nostri pensieri e come questi possono, se pesanti, carichi di preoccupazioni, paure, grattacapi, convinzioni, rigidità mentali, causare fastidi, dolori e malesseri.

Questi pensieri spesso si incanalano e si stabiliscono in zone specifiche della testa come le tempie, la fronte o a volte anche la nuca e possono dalla testa propagarsi anche in altre zone del nostro corpo come organi, ghiandole, apparati.

Proprio nella nuca si immagazzinano le nostre credenze limitanti, quelle che non ci permettono di credere abbastanza in noi stessi e agire con coraggio nella vita.

Come funziona il trattamento Access Bars?

Access Bars va a lavorare, attraverso attraverso un dolce tocco-massaggio su delle “barre di energia”, situate su specifiche zone del nostro cranio. Il fine è di liberare la iper-carica elettromagnetica accumulata nella nostra testa, ristabilendo il naturale equilibrio dinamico. Questo trattamento ti aiuta a percepirti più agile, libero, rilassato, radicato e centrato.

Access Bars ti dona l a possibilità riscoprire te stesso, permettendoti di lavorare e alleggerire quei blocchi e quei pesi, che bloccano o limitano il tuo libero agire. Permette la progressiva cancellazione di quelle convinzioni e credenze derivanti dalla educazione ricevuta, dall’ambiente sociale in cui vivi, per ritornare ad essere genuinamente te stesso nell’esprimere la tua originale essenza e portare a compimento il tuo personale progetto di vita.

Access Bars va a trattare 32 barre energetiche, ognuna di esse svolge una funzione precisa nel protocollo di lavoro. Si va ad armonizzare la struttura mentale, attivando processi di autoguarigione, stimolando creatività, potere, amore nei confronti della vita. Ridesta la gioia, il piacere della vita e quello sessuale, aiuta nella auto-realizzazione, nel raggiungere il successo e molto altro ancora.

Quando l’energia mentale ritorna a scorrere libera, tutto ciò che stagnante fluisce via e noi siamo non solo maggiormente propensi e desiderosi, ma anche pronti e carichi di tutta l’energia necessaria per aprirci al cambiamento, al rinnovamento, a nuove possibilità nell’esplorare noi stessi per evolvere.

Questo trattamento non regala benefici fisici solo alla testa, zona del trattamento, questi si diffondono in tutto il corpo: molti sperimentano l’energia fluire fino ai piedi.

Questo trattamento non è per nulla invasivo ed è per tutti, bambini, giovani, anziani, soggetti deboli. Ti rilasserai, steso su un lettino, mentre l’operatore agisce tramite un dolce, piacevole rilassante tocco-massaggio su punti specifici della testa, Tutto questo ti procurerà un riequilibrio del corpo, della mente e dell’aniima.

A chi è consigliato il trattamento Access Bars?

Il trattamento Access Bars è consigliato a tutti coloro che soffrono di:

  • depressione
  • stress
  • ansia
  • confusione mentale
  • malessere fisico e sofferenza nel corpo
  • disturbi del sonno (dall’insonnia al critico sonno non ristoratore)
  • in presenza di patologie croniche o malattie degenerative
  • disturbi dell’attenzione

È consigliato soprattutto in periodi di forte stress: prima di esami, colloqui di lavoro o eventi importanti o ancora per stress post traumatico (lutto, divorzio, esperienze particolarmente traumatiche).

Il trattamento ti insegna a prendere la tua vita con più gioia e leggerezza nel cuore, imparando a prendere la vita con più divertimento e senso del piacere.

Quanto dura il trattamento Access Bars?

Il massaggio ha una durata di circa 50 minuti e viene effettuato da un operatore specializzato. Tu godrai di una meravigliosa esperienza di rilasssamento.

Richiedi maggiori informazioni per il trattamento-massaggio Access Bars

Un massaggio può aiutare gli organi interni a stare meglio?

Massaggio della fascia

Tutti noi mettiamo in relazione il massaggio con i muscoli del corpo umano, per questo andiamo da un bravo massaggiatore perché sappiamo che può aiutarci a risolvere una disfunzioni muscolare che ci arreca fastidio.

Quando siamo dal massaggiatore diciamo: “Penso di avere una contrattura qui…; non riesco a fare questo movimento…; sento tensione in una zona del corpo …; ho passato un periodo assai stressante e desiderio un massaggio rilassante…;

Chi ha conosciuto l’importanza del massaggio per risolvere un fastidio muscolare e  si prende cura del proprio benessere, non ci pensa due volte per prendere un appuntamento dal proprio massaggiatore di fiducia e fa bene, perché aspettare spesso significa trasformare la causa di quel dolore in in una cronicità, solo per aver lasciato trascorrere il tempo e non averci dato il peso che meritava.

Oggi ti voglio svelare una cosa che ancora pochi sanno:

i muscoli sono solo la copertura esterna di ciò che si trova all’interno del corpo umano, essi stanno a protezione di tutti gli organi interni, quelli viscerali, quelli  vascolari e quelli ghiandolari.

Un bravo massaggiatore sa bene che lavorando con le giuste tecniche sulla superficie di copertura del corpo umano si può lavorare sugli organi fasciali interni. Un massaggio specifico certamente può aiutare la peristalsi degli organi interni e arrecare loro benessere.

Prova ad immaginarti il corpo di una persona in piedi suddiviso in 5 cilindri:

  1. Il primo cilindro: la testa,
  2. Il secondo cilindro: il collo
  3. Il terzo cilindro: il torace
  4. Il quatro cilindro: l’addome
  5. Il quinto cilindro: la pelvi.

Ogni cilindro, al suo interno, ha precisi organi viscerali, vascolari e ghiandolari.

Lavorando su ognuno di questi 5 cilindri, è possibile intervenire sugli squilibri degli organi interni contenuti in ogni cilindro.

L’involucro esterno della parete di copertura del corpo umano nei suoi cinque cilindri è dato dalla cute, dai muscoli e dalle aponeurosi sottostanti e creano quello spessore protettivo da possibili urti o botte che accidentalmente possiamo prendere, salvando così gli organi interni.

Se osserviamo con attenzione ogni cilindro, lo puoi notare da te, la superficie esterna del cilindro ha la parete posteriore più solida, più dura, più resistente della parete anteriore, questa, infatti, è più elastica, tenera e mobile.

Siamo fatti proprio così: se ti tasti il collo nella sua parte posteriore oppure la schiena, senti al tatto tutta la sua compattezza, ma se metti il palmo della mano sulla parte anteriore del collo, del torace e della pancia, ti accorgi al tatto come questa, diversamente, risulta più tenera. Non solo, si muove.

È sufficiente inspirare un po’ d’aria che tutto si gonfia come un palloncino, grazie ai polmoni.  Tu stesso avrai notato più volte, quando lo stomaco o l’intestino non funzionano correttamente perché sono in squilibrio, gonfiano la parete esterna anteriore nel tratto del corpo in cui sono contenuti. Gli organi interni esercitano una pressione sui muscoli che li circondano cosicché l’addome e la pancia cambiano il loro volume quando l’organo si gonfia e tu provi una fastidiosa sensazione.

Quali organi fasciali trovano la loro localizzazione al di sotto questo strato di copertura fasciale, sotto i muscoli?

Quali organi specifici si collocano all’interno dei cinque cilindri?

Sotto il CILINDRO DEL COLLO. oltre ai muscoli del collo e alle vertebre cervicali su cui i muscoli traggono origine e inserzione, sono custoditi e protetti:

  • gli Organi Viscerali: la Laringe, la Faringe, la Trachea,
  • gli Organi Vascolari: la Vena Giugolare,
  • gli Organi Ghiandolari: la Tiroide e le Paratiroidi.

Sotto il CILINDRO DEL TORACE troviamo:

  • gli Organi Viscerali: la Trachea, i Bronchi, Polmoni,
  • gli Organi Vascolari: il Cuore e Vasi
  • gli Organi Ghiandolari: il Timo e il Pericardio

Sotto il CILINDRO LOMBARE troviamo:

  • gli Organi Viscerali: Cardias, lo Stomaco, il Piloro, il Duodeno
  • gli Organi Vascolari: l’Aorta lombare e i Reni
  • gli Organi Ghiandolari:il il Pancreas, il Fegato e i Surreni

Sotto il CILINDRO DELLA PELVI troviamo:

  • gli Organi Viscerali: l’Intestino Tenue, Crasso, Sigmoideo e Retto
  • gli Organi Vascolari: i Vasi Iliaci, gli Ureteri e la Vescica
  • gli Organi Ghiandolari: le Gonadi, la Prostrata e l’Utero

Tutti questi organi (Viscerali, Vascolari e Ghiandolari) non solo degli oggetti inanimati, al contrario si muovono e il loro movimento crea delle variazioni di pressione interna che impattano contro la parete esterna del cilindro che li contiene e cioè i muscoli. Il muscolo risente della disfunzione interna di un organo perché ne percepisce una maggiore pressione non fisiologicamente naturale. Ma è vero anche il contrario.

Cosa accade se il muscolo è contratto? Esso diventa rigido e meno disposto al movimento.

Gli organi interni se ne accorgono e iniziano a soffrire perché nel loro movimento di espansione sentono la resistenza esterna di quel muscolo contratto che da morbido diventa duro e rigido. L’organo interno si trova così a urtare contro questa rigidità, ogni volta che compie il suo fisiologico movimento.

Un muscolo contratto nel tempo è facile che mandi in disequilibrio uno o più organi organi interni, così come un organo viscerale, o vascolare o ghiandolare, a causa di una sua disfunzione, può creare un cambiamento delle pressioni interne da sensibilizzare un muscolo o un gruppo di muscoli della parete esterna del cilindro dove esso è locato. In questo ultimo caso  l’organo interno diventa causa di contrazione del muscolo o di un gruppo di muscoli con cui è a contatto.

Tutto il corpo umano è una sinfonia di movimenti, è tutto percorso, stimolato, vitalizzato da un ritmico armonico susseguirsi di movimenti di espansione e contrazione.

Pensiamo al sangue che circola nelle vene al ritmo del battito cardiaco: vene che si gonfiano e sgonfiano. Solo per citare la fondamentale importanza dello stimolo a livello neuronale che questi movimenti suscitano nel corpo: le valvole a farfalla, che permettono la risalita della linfa lungo il corpo, si aprono e si chiudono facendo salire la linfa, grazie allo stimolazione data dal movimento ritmico delle vene, come anche al movimento di contrazione-distensione dei muscoli.

Pensiamo ai muscoli scheletrici volontari: ogni nostro movimento nell’ambiente esterno è prodotto dalla loro contrazione e distensione all’interno del nostro corpo.

Pensiamo a tutte le peristalsi interne degli organi, come lo stomaco o l’intestino, che si muovono al passaggio del cibo mentre portano a termine la sua digestione e assimilazione.

Ma cosa succede se questi importanti movimenti fisiologici vengono impediti e limitati da resistenze?

L’impossibilità di compiere un movimento armonico provoca il disequilibrio in uno o più organi interni come anche la rigidità di organi interni procura il disequilibrio nei muscoli striati.

Cerchiamo di capire meglio e con questo iniziamo a comprendere tutta l’importanza del massaggio miofasciale.

Tutti muscoli al loro esterno e i legamenti e all’interno di ogni muscoli tutte le fibre muscolari che li costituiscono, sono avvolti protetti e contenuti da delle “fasce”. Le fasce sono come dei sacchettini da congelatore sottovuoto che avvolgono con cura il loro contenuto, le “fasce” costituite da tessuto connettivo avvolgono singolarmente anche tutti gli organi.

Queste fasce non solo avvolgono organi e muscoli, ma aiutano e lubrificano il loro movimento. Fascia contro fascia scivolano tra loro come se fossero oliate (acido ialuronico) rendendo tutti i movimenti del corpo fluidi. Pensa al motore di un’auto se non avesse più olio, o un olio scadente, i cilindri del motore si ingrippano,

Immagina un pezzo di legno e un pannello di compensato composto da più strati, il pezzo di legno è duro e rigido, il compensato invece permette un minimo scivolamento di uno strato sull’altro permettendo così lo scorrimento delle varie superfici e quindi si incurva senza rompersi.

Le fasce quando sono fluide permettono a muscoli e organi interni la libertà del loro movimento, e qui la magia: tutti i diversi movimenti interni al corpo umano attraverso le fasce  si regolano tra di loro e ritrovano sempre nuovi equilibri dinamici.

Quando un organo o un muscolo ha una disfunzione, la fascia diventa densa e perde la sua fluidità. Di conseguenza non scivola più fluida sulle altre come dovrebbe ma si irrigidisce densificandosi, divenendo così meno elastica. Il libero e armonico movimento interno degli organi viene limitato ed ecco dolore, gonfiamenti e vari tipi di sensazioni sgradevoli.

Queste fasce hanno tutta una loro complessa architettura, sono ancorate alla parte posteriore del cilindro perché è la più solida e robusta ma avvolgono tutto il cilindro sia nella sua parte anteriore che posteriore, non solo sono tra loro collegate.

Che cosa fa un massaggio fasciale:

Posso descriverlo con una immagine: vi ricordate le marionette? Queste vengono mosse da dei fili collegati alla bravura del burattinaio che li muove. Le fasce collegano tra loro organo e muscoli come i fili di una marionetta. In breve, un massaggiatore può essere come un mastro burattinaio che sa trattare punti precisi della parte esterna del cilindro come a muovere i fili collegati alle fasce di copertura, egli riesce a stimolare la fisiologica fluidità delle fasce e portare benessere allo squilibrio interno che faceva soffrire un organo interno.

Questa è la Magia del Massaggio Miofasciale.

Godelieve Denys Struyf, inscindibile unità tra muscoli e fattore psico-comportamentale

Godelieve Denys Struyf
Godelieve Denys Struyf

Oggi ci sono sempre più studi in cui le problematiche fisiche di una persona vengono studiate a livello psico-emotivo e spirituale.

Oggi vi parlo di una donna: Godelieve Denys Struyf, fisiochinesiterapista e osteopata.

Come tutti i geni era una grande osservatrice, non solo fu studente delle belle arti e bravissima disegnatrice specializzata sulla anatomia del corpo umano. Denys Struyf aveva osservatoa lungo il corpo umani di diversi individui e aveva intuito l’unità profonda tra l’apparato locomotore e la psiche e in particolare il comportamento umano (fattore psico-comportamentale) classificando i diversi tipi comportamentali.

Essa scrisse: “La forma delle ossa rivela i nostri modi di essere e di agire”.

Essa aveva unito due principi:

Il primo: si tratta delle CATENE MUSCOLARI. In parole semplici, tutti i muscoli del corpo umano, mentre determinano i nostri movimenti e la nostra postura, sono collegati tra loro come gli anelli di una catena. Ogni muscolo non è mai solo, ma si muove assieme ad una precisa linea muscolare o catena di muscoli che si susseguono l’uno all’altro lungo tutto il corpo. Queste catene, a causa dell’energia delle nostre emozioni e sistemi comportamentali sono soggette a tensioni e rigidità e, quindi, costringono il corpo in un atteggiamento limitante la sua naturale libertà di movimento. I segni di questo processo diventano evidenti nella postura.

catene muscolari

Il secondo principio: I MUSCOLI SONO STRUMENTI DI ESPRESSIONE PSICO-CORPOREA. La stessa convinzione è alla base della fisionomica. Come difficilmente riusciamo a nascondere la nostra emotività, a chi ci guarda in volto, allo stesso modo difficilmente, per chi lo sa leggere, possiamo nascondere il nostro stato psico-comportamentale a chi osserva la nostra struttura fisica. 

Quanti ti hanno detto: “Perché oggi sei così triste?”, “Te lo si legge in volto, non lo sai nascondere!”.

Il nostro volto, mentre noi non sempre ne siamo consci, arrossisce, impallidisce, e in esso prendono forma delle precise espressioni facciali legate alla distensione e contrazione dei muscoli facciali, causate dalle emozioni e sensazioni che si sprigionano nel nostro corpo. Per questo motivo i muscoli facciali sono propriamente detti “MUSCOLI MIMICI”. Il nostro volto tradisce delle micro espressioni, che manifestano le nostre emozioni e sensazioni, i nostri pensieri nascosti. Non solo, occhi, naso, fronte, bocca, fronte, iride, la morfologia stessa del cranio prendono forma fisica in base alla nostra situazione psico-comportamentale, cioè quelle maschere comportamentali di difesa che abbiamo assunto fin da piccoli.

Se questo è vero per il volto, lo è anche per tutto il nostro corpo fisico.

E qui ritorniamo a quanto aveva osservato Godelieve Denys Struyf, la quale ha poi ideato un metodo chiamato GDS.

Madame Denys-Struyf, dopo aver a lungo osservato e analizzato la morfologia e la psicologia delle forme del corpo umano, le sue antropometrie e i ritratti, è riuscita ad evidenziare una serie di atteggiamenti e posture corporei come base per la comprensione delle problematiche fisiche a cui quella persona si trova maggiormente soggetta e quali sono i muscoli e le catene muscolari implicate. Un lavoro meraviglioso per noi esperti del settore.

Quello che mi preme farvi conoscere, senza dover entrare nella complessità del lavoro di Madame Denys-Struyf, è il profondo e inscindibile legame tra corpo e psiche.

Quando parlo di psiche, parlo della mente inconscia, quella che determina molti nostri comportamenti abitudinari, le emozioni preponderanti. Questi fattori psico-comportamentali, come dei programmi all’interno di noi stessi, cambiano pesantemente, nel senso che creano uno squilibrio, sia la nostra struttura fisica che la struttura organica del nostro corpo.

Per struttura fisica intendo tutto l’apparato muscolo scheletrico e articolare, le sue catene muscolari, tutta la serie di risposte neurali di compensazioni fisiche che si trasformano nel tempo in espressioni esterne (somatizzazione) di ciò che è in atto a livello interno al corpo e a livello interiore cioè spirituale.

Per struttura organica intendo tutti gli altri apparati del corpo umano, per esempio quello respiratorio, digestivo, riproduttivo, endocrino, neurale… Ogni apparato è profondamente legato a precisi muscoli e meridiani, ogni disequilibrio energetico ed emotivo si carica e si manifesta prendendo forma nel suo apparato di riferimento. La Tradizionale Medicina Cinese ne parla ampiamente.

Il mio invito: impariamo a non fermarci solo ai nostri sintomi fisici: mi fa male qui, mi si è contratto questo muscolo, le gambe non mi tengono, mi fanno male le spalle, ho una cervicalgia, il bacino è roteato e così via…

Domandatevi ulteriormente: cosa a livello psico-comportamentale mi sta causando questo fastidio, che cosa il sintomo, in qualità di campanello di allarme, mi sta dicendo?

Smettiamo di separare il corpo fisico dal corpo mentale, dal corpo emotivo, dal corpo psichico, dal corpo spirituale.

Reimpossessiamoci della nostra profonda unità e cominciamo a collegare le problematiche fisiche con quelle della nostra parte interiore, psico-emotiva-comportamentale e spirituale. Siamo una profondo e inscindibile unità di fisico e psico-spirituale, di conscio ed inconscio, di luce e ombra, di materia ed energia.

Chi frequenta il mio studio viene accolto con questa profonda, complessa e unitaria visione dell’essere umano. È la strada maestra per il vero raggiungimento del proprio benessere personale, che è sempre personalissimo e unico. Non è sufficiente liberare una persona dal sintomo. Quando ti sciolgo una contrattura, ti raddrizzo la postura, ti alleggerisco le spalle, ti libero dalla cervicalgia o dalla sciatalgia, vado a lavorare anche sul tuo aspetto psico-emotivo e comportamentale. 

Ogni problematica fisica è il segnale di qualcosa altro su cui andare a lavorare a livello personale, ogni sintomo è un invito ad una presa di coscienza interiore ad una azione di cambiamento..

Impariamo ad ascoltare il nostro corpo, prendiamo coscienza delle nostre sensazioni ed emozioni, ad osservare i nostri pensieri ricorrenti, ad accorgerci dei nostri comportamenti difensivi e quasi sempre inconsci, (qui ci vengono in aiuto le persone che vivono con noi, famigliari, coniuge, amici). Agiamo per cambiare le nostre programmazioni interiori, sfruttiamo al massimo lo strumento della Kinesiologia, per esempio.

Il corpo fisico è profondamente legato col proprio bambino interiore, col proprio Sé, e a lui dobbiamo ritornare liberando le sue espressioni e desideri.

La vera cura è solo olistica.

Se questo articolo ti è piaciuto metti un mi piace o commentalo. Porta una tua esperienza, serve a tutti. Impariamo ad osservare e osservarci.

Sciatica, psicosomatica e massaggio

Caro nervo sciatico quanto ti infiammi ti fai proprio sentire…

A molti capita di sentire quel fastidioso dolore che dalla schiena per le natiche scende lungo la gamba…

Varie sono le cause dell’infiammazione. Una di queste non viene sufficientemente considerata: la causa psicosomatica.

Ansia, depressione, stress originati da pesanti situazioni lavorative, esistenziali, familiari e relazionali, oppure uno stile comportamentale automatico acquisito per educazione ricevuta o assunto come forma di difesa a seguito di una ferita emozionale, spesso inconscia, possono generare, se non risolti nel breve termine, questo malessere: la sciatalgia.

Esistono due fattori, uno interno ed uno esterno, da considerare, essi mettono a dura prova il nostro organismo e producono manifestazioni psicosomatiche.

Il fattore interno. Le emozioni salgono dal nostro inconscio in modo spontaneo, involontario e, proprio mentre si manifestano, noi ne prendiamo coscienza. Le emozioni sono in grado di influenzare i nostri pensieri, i nostri stati d’animo, i nostri comportamenti e scelte di vita. Emozioni che destabilizzano la nostra sicurezza di vita, ci fanno temere il giudizio degli altri, ci fanno sentire non all’altezza o insicuri di farcela e noi di risposta non smettiamo mai di impegnarci, di sacrificarci diventato esigenti verso noi stessi, senza mai raggiungere la serenità di sentirci a posto, realizzati, pienamente felici.

Il fattore esterno. Tutto ciò che proviene dalle sollecitazioni e provocazioni dell’ambiente in cui viviamo e ci muoviamo. Per esempio: una notizia scioccante, un genitore anziano ammalato, un evento che condiziona la nostra vita, la perdita di un lavoro, una situazione pesante professionale o familiare, un non buon rapporto con il denaro, una instabilità o insicurezza di vita.

Il movimento “spirituale” causato dai fattori interni ed esterni sollecita tutto il nostro organismo, mente e corpo. Tutto viene filtrato attraverso una complessa rete di informazioni che a livello cellulare viene poi decodificata dal nostro sistema nervoso e da questo a tutti i suoi apparati.

La schiena è quella struttura che ci mantiene in posizione eretta, sicura e dovrebbe trovarsi, ordinariamente, in una condizione di rilassatezza.

Purtroppo ansia, stress, preoccupazioni, pensieri negativi, stili comportamentali generati da emozioni non sane producono nel nostro organismo tensione e rigidità. La schiena è la prima a risentire tutte le tensioni emotive e a irrigidirsi, causando tutta una serie di malesseri che vanno a interessare le cervicali, le spalle, le vertebre dorsali, lombari e la zona sacro coccigea.

I muscoli sono a stretto contatto con il sistema nervoso e immediatamente rispondono ai fattori stressogeni scaricandosi energicamente, ecco perché sono i primi a risentirne. La rigidità di alcuni di essi, come il muscolo Piriforme, causa proprio l’infiammazione del nervo sciatico.

Di conseguenza assumiamo “inconsciamente” posizioni scorrette, quasi per trovare sollievo o per scaricare una tensione emotiva muscolare accumulata, ma col tempo cosa succede? Ecco sorgere artriti, artrosi, perfino ernie e anche la sciatalgia.

Da un punto di vista psicologico la sciatalgia sorge quando una persona è costretta a fare qualcosa che non le va, ad agire per necessità, oppure si è presa la responsabilità di risolvere un problema al posto di altri, oppure ricerca autonomia e stabilità senza mai raggiungerla. Sono soggette a sciatalgia le persone che hanno bisogno di avere tutto sotto controllo e per poterlo fare non si rilassano mai, quelle che sono assalite dal bisogno di “dover” risolvere le proprie preoccupazioni, progettando, lavorando senza tregua, occupando tutti gli spazi del proprio tempo, ma non si accorgono che è proprio questo atteggiamento a stressarle irrigidendole, disperdendo la loro energia vitale. La loro mente è sempre in movimento e non riposa. Di conseguenza hanno messo da parte i propri bisogni, hanno cessato di ascoltare i propri intimi desideri e hanno finito per sacrificare se stesse rinunciando a vivere con piacere, con dignità ed equilibrio. Dicono di non avere mai tempo per se stesse.

Sono persone che sono intransigenti con se stesse, hanno un forte senso del dovere e una rigidità morale, con la scusa che se non fanno loro quella cosa non la fa nessuno. Non delegano.

Sono tutti atteggiamenti e comportanti rigidi, carichi di austerità e severità, dietro spesso c’è la storia di un genitore altrettanto severo con loro o troppo idealizzato.

Un po’ di leggerezza qui servirebbe, ma non sono in grado di concedersela.

E lui, il nostro caro nervo sciatico che fa?

Si infiamma, si carica di calore e tensione e ti dice attraverso quel dolore che ti provoca: “forse non sarebbe opportuno cambiare qualcosa del tuo modo di affrontare la vita?”

Non è facile, occorre una presa di coscienza, soprattutto degli schemi mentali e comportamentali collegati alle emozioni che ci spingono a vivere non in equilibrio. 

Tu cosa ne pensi?

Per prima cosa un buon massaggio, professionale, mirato a rilassare la muscolatura contratta e ad alleviare il peso e la tensione che premono sul nervo sciatico è la giusta e urgente soluzione. Poi consiglio sempre, secondo la sapienza olistica, riprendiamo in mano la nostra vita, prendiamo coscienza dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, del nostro modo di affrontare le provocazioni che ci vengono dalla vita… forse c’è anche lì qualcosa da trattare con dolcezza e amore.