Quanto la tecnologia ci sta cambiando? Riflessioni…

La società in cui viviamo ha sviluppato un modello di benessere basato sullo sviluppo delle tecnologie.

Cosa ha permesso lo sviluppo tecnologico?
Ci hanno reso più facile e meno impegnativa la pratica di tante azioni quotidiane.

Ha aumentato la velocità di ottenimento dei risultati ad un “clic”,

Ha allargato la possibilità di relazionarci in quantità con altri esseri umani e perfino in tutto il mondo.

Si è dimostrata estremamente precisa e chirurgica nel compiere certe operazioni che prima venivano compiute a mano.

È diventata indispensabile da sostituire il nostro cervello nell’elaborare complessi calcoli e nozioni, allontanandoci dal lavoro manuale producendo nuovi professioni e così via…

Oggi non riusciamo a vivere senza tecnologia.

Tecnologia per noi significa: progresso, civiltà, maggiore tempo libero, libertà, stile di vita più agevole e sicuro, confort, possibilità di fare cose prima solo per pochi o impensabili, pensiamo solo andare su Marte o spostarci da una parte all’altra della terra con facilità…

Cosa saremmo senza la tecnologia?

Diciamo perfino che per fare bene ogni cosa bisogna usare la “tecnica giusta”, chi conosce le “tecniche” ottiene il miglior risultato, o se sei bravo in qualcosa ti domandano: ”Che tecnica usi?”.

La tecnica ci ha portati a cambiare il modo con cui noi ci approcciamo alla vita reale.

Chi di noi oggi sarebbe capace di vivere senza un cellulare, internet, l’auto o il semplice scaldabagno, o la calcolatrice?

Non voglio criticare lo sviluppo della tecnologia, che certamente ha prodotto benefici incredibili nella vita quotidiana delle persone. Desideravo condividere una riflessione su di noi, nella pausa tra un massaggio e l’altro.

Oggi stiamo perdendo il “con-tatto” con il nostro corpo e ci affidiamo sempre più a ciò che è extra-corpo, agli strumenti tecnologici riponendo in essi fiducia cieca.

Quanto le abitudini all’uso degli strumenti tecnologici e il vivere in una società tecnologica sta cambiando il nostro “essere”?

Ci fidiamo di quello che leggiamo su internet e delle notizie alla TV, ci fidiamo di quello che ci è stato insegnato e ci viene trasmesso a livello subliminale, ma non prestiamo ascolto a quello che il nostro corpo ci dice e suscita in noi, siamo perfino diventati sordi ai suoi messaggi, o semplicemente addormentati. Mentre lui si è attrezzato lungo l’evoluzione della nostra razza a metterci in guardia da tutto quello che crea in noi squilibrio, semplicemente non è “verità” per noi. Solo “la verità ci rende liberi”.

Abbiamo inconsapevolmente accettato una velocità ed una efficienza nei nostri stili di vita che imita quella tipica degli strumenti tecnologici e non rispettiamo più i ritmi naturali del corpo che poi sono i ritmi della natura (circadianani, ultradiani, diurni, notturni …) in una armonia di ritmi temporali diversi tra loro, mentre viviamo come se ci fosse solo un tempo, quello a cui presta attenzione la nostra mente.

Puntiamo a dimostrarci all’altezza dei tempi, riformulando il nostro stile di vita, proprio come accade per l’ultimo Iphone o lavatrice tecnologica, dove la versione precedente di solo un anno è percepita già vecchia di un secolo e non più alla moda. Essere alla nostra altezza significa misurarci con umanità, valori, introspezione, mente aperta, equilibrio e sereno radicamento…

Confondiamo la “realtà” con la erre piccola (quella che pensiamo credere realtà, quella indotta da abitudini di limitanti visioni di vita inculcate da informazioni ricorrenti e credenze sociali, impegni che ci danno la parvenza di vivere una vita di senso come il lavoro, il correre come tante formichine casa, metropolitana, ufficio, palestra…) dalla Realtà con la R grande, quella che l’ “intelligenza intuitiva” ci fa percepire dai tempi dei tempi, una Realtà interiore collegata a quella esteriore che ci sorpassa sempre e ci invita alla scoperta, alla avventura, all’esporci per ritrovarci, al vivere esperienziale.

Siamo diventati molto mentali, razionali, che non riusciamo più a spegnere il cervello, ci risulta difficile trovare un momento di silenzio e di ascolto, o semplicemente per noi. Ragioniamo come un PC, affidandoci alla coerenza di dati logici in modo binario, trasformandoci in dei moralisti che dividono l’esistente in bene o male, giusto o sbagliato, creando amici quelli simili a noi e nemici quelli diversi da noi. Siamo diventati meno elastici nel pensare su più livelli, sotto diverse angolazioni non sempre congruenti tra loro, rischiando di perdere sempre più il fascino della dimensione del “mistero” che si svela mentre lo penetri per velarsi di nuovo ad una nuova ricerca di senso.

Ci fidiamo dei manuali tipo: “ come fare per…”, “video corso: conoscerai la tecnica per”, pensando di possedere, con la sola partecipazione, capacità e conoscenze che si acquisiscono solo dopo anni di esperienza e di condivisione pratica nell’arte delle conoscenze. Pensiamo che per sapere basti solo la mente senza il corpo, ma ci sbagliamo.

Il nostro corpo fisico è stato interpretato dalla tecnica come un oggetto di studio e sperimentazione come qualsiasi altro materiale presente nel pianeta, il corpo come materia, elemento fisico, macchina efficiente scomposta in vari apparati e come tale viene curata a scomparti distinti, perdendo non solo la dimensioni d’insieme, ma anche che ciò che è: “un corpo fisico tutt’uno col corpo mentale e spirituale”. Il nostro corpo obbedisce alle informazioni della mente, si trasforma in base alle emozioni, ai traumi o alle esperienze sublimi che prendono volto espressivo nelle posture e tratti fisionomici, nella salute e nella malattia, nella fortezza e nella debolezza, nella gioia e nella tristezza, nel coraggio e nella paura, nel vivere una vita in pienezza e nella sopravvivenza, perché il corpo parla della voce del nostro Sé interiore.

Anche l’Amore, parole sublime, è stato ridotto ad un “atto” sessuale quasi tecnico, una azione fisica con componenti emotive, soprattutto gli uomini vedono solo quello. Perdiamo la fantasia, l’arte di amare, diventiamo ripetitivi come una catena di montaggio, non prestiamo sufficiente contatto con noi stessi per crescere nella “consapevolezza” di quello che accade in noi e delle nostre potenzialità. Rischiamo di ridurre l’incontro sessuale al soddisfacimento di un impulso erotico. L’Amore è un viaggio interiore personalissimo in due verso una maggiore “consapevolezza” della propria infinità-fisica, In amore ogni tecnica deve essere a servizio della “consapevolezza che evolve”, perché parte da una esperienza primitiva profondamente fisica che ci permette di salire coscientemente e spiritualmente verso l’infinito e non viceversa, perché di natura siamo esseri di infinito sulla terra.

“Senza il “Materiale” non possiamo essere esseri di “Infinito!”.

Quando la tecnica ci distrae dal “Reale” che è ben più di materiale-prodotto-possesso, e dal “Fisico, tutt’uno con ciò che non è fisico”, perdiamo la strada di essere “creature della Vita”, riducendoci inconsciamente in “esseri prodotti della Tecnica”.

Perché è importante prenderci cura delle nostre cicatrici?

Non si devono sottovalutare le cicatrici sul nostro corpo

È veramente raro trovare una persona priva cicatrici sul corpo. Quanti di noi nel corso della vita abbiamo avuto la sfortuna di subire in modo più o meno grave non solo un incidente o una caduta, ma perfino un intervento chirurgico?

Tutti questi eventi hanno lasciato in noi delle tracce permanenti sotto forma di cicatrici.

Le cicatrici si trovano sulla nostra pelle e proprio sul derma scorrono i canali di energia che comunicano e mantengono in equilibrio dinamico il nostro corpo con tutti i suoi apparati e organi interni. Le cicatrici possono, di conseguenza, causare il rallentamento o perfino il blocco dello scorrere fluido e libero della energia vitale lungo i canali energetici.

Fortunatamente, le cicatrici non costituiscono sempre dei campi di interferenza.

In linea di principio, l’energia vitale può fluire senza ostacoli attraverso l’area delle cicatrici, ma in alcune situazioni il tessuto cicatriziale ostacola il flusso di energia. Non solo, provate pensare quando prepariamo un arrosto di carne avvolgendolo e cucendolo con un cordino sottile, questo schiaccia il contenuto sottostante e tutto ciò che passa attraverso di esso.

Lo stesso accade quando riceviamo dei punti di sutura per chiudere una ferita. Tolti i punti notiamo i tessuti cicatrizzati, ma non vediamo quello che accade al derma costituito da più strati, i vari tessuti con tutti i loro componenti di sono ritrovati incollati stretti tra di loro. Questo stato non solo impedisce il flusso di energia, ma può ostacolare anche il regolare afflusso di sangue e linfa, perfino una certa trasmissioni delle informazioni nervose.

Per questo motivo è consigliabile scollare questi tessuti per esempio tramite un massaggio connettivale professionale e ripristinare i collegamenti energici lì dove fossero impediti o bloccati.

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Cose accade quando il flusso di energia si interrompe?

I disturbi del flusso di energia, come normalmente verrebbe da pensare, non si verificano necessariamente nell’area delle cicatrici. Questi disturbi, purtroppo, non sono sempre limitati alle immediate vicinanze della cicatrice, ma si diffondono spesso attraverso i percorsi meridiani su altre aree del corpo, a volte sono molto distanti dalla cicatrice stessa.

Ad esempio, una cicatrice nell’area dell’appendice può modificare il flusso di energia nell’addome inferiore destro e causare dolore e disturbi funzionali nell’intestino.

Tutti meridiani, che attraversano l’area della cicatrice, possono essere energeticamente irritati. Il meridiano milza-pancreas, una parte del quale scorre anche sul basso addome destro, è quasi di norma disturbato da cicatrici da appendicectomia. Poiché il suo corso superficiale inizia dall’alluce e attraversa l’interno della gamba fino al tronco, gli stati di pienezza energetica spesso si accumulano nella sua parte lunga, a livello caudale In direzione della testa) e distale (in direzione dei piedi), rispetto alla cicatrice addominale inferiore.

Quali sintomi può causare una interruzione del flusso di energia a causa di una appendicectomia?

Si possono verificare sintomi come dolore alla caviglia, problemi all’interno dell’articolazione del ginocchio o all’inguine. Muovendoci nella parte superiore alla cicatrice dell’appendice, il meridiano della milza-pancreas può evidenziare sintomi tipici di un vuoto di energia – lo stesso vale per il meridiano del cuore che segue nella direzione del flusso di energia.

I disturbi del flusso energetico del meridiano della milza-pancreas possono anche attaccare il meridiano di opposizione, il meridiano del triplice riscaldatore, e provocare disturbi durante il suo percorso dall’anulare, attraverso il braccio fino all’orecchio, come per esempio:

  • dolore sul lato dorsale del polso,
  • borsite al gomito,
  • una sindrome spalla-braccio,
  • disabilità rotazionali del rachide cervicale
  • ronzio nelle orecchie.

Quali ulteriori meridiani possono entrare in squilibrio a causa di una cicatrice dell’appendice?

Purtroppo non sono pochi i disturbi, perché i meridiani si muovono lungo il corpo su specifici percorsi e lì dove abbiamo un squilibrio nello scorrere dell’energia possiamo verificare i seguenti sintomi:

  • congestione linfatica ascellare,
  • dolore al gomito “gomito del golfista”,
  • disturbi del rachide cervicale,
  • acufene,
  • sindrome spalla-braccio,
  • fastidio al polso dorsale,
  • dolore all’inguine,
  • problemi al menisco interno,
  • dolore alla caviglia,
  • dolore all’alluce,
  • borsite dell’olecrano,

Il flusso di energia interrotto alla cicatrice dell’appendice può, quindi, diffondersi attraverso i meridiani e le loro diverse relazioni ad altre parti del corpo e innescare disturbi in ulteriori aree lontane dal basso addome.

In determinate circostanze, verificando l’afflusso di energia lungo i meridiani, i fastidi sopra elencati, possono alla fine essere ricondotti al campo di interferenza della “cicatrice dell’appendice”.

Questo perché ogni meridiano non ha vita a sé. Nel nostro caso, il meridiano della milza-pancreas è profondamente in contatto con altri meridiani, questo fa sì che un disturbo del flusso di energia, indotto dalla cicatrice, possa diffondersi su altre aree del corpo.

Se andiamo a prendere in considerazione anche gli altri meridiani il cui percorso attraversa l’addome inferiore destro, si possono scoprire un’ampia varietà di sintomi in ulteriori aree del corpo derivanti da una cicatrice dell’appendice che può perfino essere “poco appariscente”, ma capace di inferire su altri meridiani come il meridiano del fegato e dello stomaco.

Prendersi cura delle nostre cicatrici è prenderci cura della nostra salute fisica ed energetica.

Rivolgiti ad un massaggiatore professionista.

La paura della malattia è peggiore della malattia stessa

Penso proprio di sì, perché la paura ha l’effetto di INGRANDIRE il problema e di farcelo percepire enorme, come una montagna per noi tanto difficile da scalare.

Altro effetto della paura è di AGGIUNGERE problema al problema e di legarli tutti assieme come tanti nubi che, da più direzioni, si addensano per formare un unico pesante nuvolone nero.  Ci pare di non farcela perché pensiamo di dover risolvere tutti quei problemi insieme e ci dimentichiamo di semplificare e di risolvere un problema per volta. Comportandoci così soccombiamo sotto quel cataclisma, quel nuvolone nero per paura di non farcela.

Dentro di noi ci sentiamo piccoli, incapaci, privi di risorse, abbiamo un respiro veloce, irregolare.

L’ansia prende il possesso della nostra mente, dando vita al pullulare di continui pensieri negativi.

Il corpo stesso soffre, non solo per la malattia, ma per lo stress emotivo e comincia a cedere sui capisaldi delle sue difese immunitarie e sui meccanismi degli apparati in maggiore difficoltà.

Percependo il nostro corpo debole e incapace di compiere alcune sue funzioni, temiamo di non farcela, ci deprimiamo e l’angoscia cresce ancora di più.

La paura della malattia ci fa ammalare ancora di più!

La paura ha l’effetto di farci smarrire la strada della felicità, ci fa sprofondare in un tunnel buio e senza fondo. Non solo, ci fa sprecare le nostre poche risorse vitali, siamo nella confusione e nello smarrimento.

Cosa fare per vincere la paura della malattia?

Quando una nave è nella tempesta, non deve perdere mai la sua rotta.

Per chi è nella malattia non deve mi smarrire la vera rotta, la sua intenzione perché la vera rotta è sempre la felicità, la realizzazione di sé.

È la luce di questa fede incrollabile che è certezza interiore, il desiderio profondo che vede già ciò che ancora non è, l’ intenzione chiara carica di decisione, questi fanno sparire i mostri e dissolvono i fantasmi della paura.

La “fede”, il “desiderio”, l’ “intenzione” combattono vigorosamente contro i morsi velenosi dei pensieri e delle emozioni negative perché ti portano su un altro piano, più alto, al di sopra quel cielo che vedi plumbeo, dove brilla il sole, la vita, la luce. Immagina mentre compi le cose che ti piacciono, ti soddisfano, ti riempiono il cuore di gioia e vitalità, mentre sei con le persone che ami.

Fissare i propri pensieri, le proprie emozioni su quello che ci sentiamo chiamati essere e realizzare nell’anima ci dà la rotta, la direzione, la luce dove orientare tutte le nostre risorse, le nostre azioni coraggiose.

Ogni volta che noi, nella difficoltà, dirigiamo il nostro sguardo interiore verso la direzione della nostra vera realizzazione, programmiamo senza saperlo, anche il nostro corpo e tutte le sue energie a muoversi in quella direzione.

Camminare nella direzione della propria profonda e vera Intenzione di vita, ci porta a scrollarci di dosso tutti i pesi inutili e lo stress per diventare più essenziali, più veri, più liberi, più leggeri.

Ed ecco che ci liberiamo di tante pesantezze, di tanta negatività, di situazioni e persone che non ci fanno bene, di abitudini e stili di vita non conformi alla direzione della nostra intenzione.

Ci prendiamo vera cura di noi, con tutto l’amore meraviglioso di un padre e di una madre verso il proprio figlio, dove qui, il figlio, sono totalmente “io” nel mio corpo e nella mia anima. Così mi amo e mi prendo cura di me.

Sì, quando la paura mi toglie il respiro e mi irrigidisce, è il momento in cui sono chiamato a volermi bene ancora di più immensamente.

Ed ecco che curo la mia alimentazione, purificando progressivamente il mio corpo perché si irrobustisca e acquisti tutte le energie necessarie lì dove servono. Così facendo alleggerisco gli apparati in difficoltà da compiti gravosi derivati da sbagliate abitudini e stili alimentari non sani e posso convogliare tutte le mie energie verso la mia guarigione.

Faccio movimento perché il corpo riacquista tutta la sua vitalità attraverso il movimento fisico, qualsiasi esso sia, una passeggiata, yoga, sport, palestra. Natura, sole, aria aperta sono toccasana.

Curo la mia anima leggendo libri che mi alimentano e facendo meditazione, parlando e comunicando i miei pensieri e le mie emozioni, relazionandomi con le persone che amo, mi dono occasioni per ridere e donarmi piacere di vivere.

Parlo al mio corpo, ascoltandolo, e lottando in modo solidale con lui, mostrandogli la luce che brilla dentro di me, svelandogli la mia chiara intenzione di vita e felicità.

Mi dono un massaggio, perché il mio corpo ama quel tocco umano e professionale che toglie le stasi energetiche, fa fluire sangue ed energia, elimina le tossine e scarti, distende i muscoli tesi e dona un profondo senso di benessere e leggerezza.

Ogni giorno trovo il mio momento per ringraziare per ogni piccola-grande cosa che mi fa star bene, mi ha fatto sorridere e gioire, per ogni piccola conquista e azione conclusa con coraggio. GRAZIE.

La gratitudine scaccia la rabbia e alimenta tutto il nostro corpo di positiva energia.

Quando ho una intenzione chiara, ho voglia di agire. L’AZIONE è la più grande cura.

Non commiserarsi, non abbattersi, ma lottare da guerriero o guerriera, “agendo”.

Quando si agisce tutto il corpo è impegnato nel conseguire quel risultato e grande è l’energia che produci, non solo in te, ma nell’ambiente in cui vivi perché inizi a trasformare e richiamare le cose e le persone attorno a te nella stessa frequenza della tua intenzione.

Il grande equilibrio e radicamento è stare nella frequenza alta di noi stessi.

La calma, la pazienza assieme alla costanza serena e tenace, sono le veri armi della vittoria.

Non c’è affanno, confusione, ma chiarezza pace interiore, perché ti sei circondato/a del tuo amore.

Le montagne non si scalano con un salto, ma passo dopo passo, ed è il ritmo del passo che ti rende la vetta più vicina di quanto tu pensi.

È più difficile ascoltare il corpo o tendiamo rimandare nel tempo il nostro benessere?

Spesso si parla dell’importanza di ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO.

Molti clienti mi confessano che non lo ascoltano correttamente o non sanno ascoltarlo!

È proprio vero che non lo ascoltano o è una velato modo di scusarsi?

Io penso che quando il corpo vuole farsi sentire, si fa sentire perché ha una voce molto potente: la voce del dolore!

È la voce del fastidio, della stanchezza, della sonnolenza, della svogliatezza. È la voce delle emozioni, delle sensazioni, del malessere generale. È la voce della diminuita capacità o voglia di movimento, la voce della perdita di appetito o della fame nervosa, del volto e degli occhi spenti.

Non solo, il corpo usa perfino la teatralità (psicosomatica) gonfiandoci o rendendoci asciutti, giocando tra pieni e vuoti, colorando il nostro viso di bianco oppure arrossando la nostra pelle qua e là, come se anche il corpo avesse il diritto di irritarsi per tanta nostra poca attenzione. Arriva, perfino, a cambiare la nostra postura, l’espressione stessa del volto e degli occhi, la fisionomia del nostro aspetto (fisiognomica).

Tutte queste cose raramente passano inosservate, ne prendiamo coscienza: non si può fa finta di non sentire un dolore o un fastidio, è che diventiamo abili nel farlo!

Cosa ci impedisce ascoltare il nostro corpo? Cosa ci impedisce di rispondere immediatamente alle richieste del nostro corpo?

È una riflessione che mi pongo spesso. Chi viene nel mio studio è solito sentirsi domandare: da quanto tempo… lei sente questo fastidio? La confessione: un mese, tre mesi, sei mesi, un anno… chi ancora di più.

Tutti, penso, lo sappiamo: più rimandiamo nel tempo un malessere, più esso diventa cronico ed è più complesso toglierlo.

È proprio vero che la vera ragione del non ascolto del corpo non sta nel non ascolto?

Più che a non ascoltare il nostro corpo, noi TENDIAMO A RIMANDARE NEL TEMPO CIÒ CHE DOBBIAMO FARE OGGI!

Non abbiamo sufficiente percezione, quanto sia nefasto e grave il “rimandare nel tempo” ciò che ci chiede “oggi” il nostro corpo e quello che ci chiede è sempre collegato con le nostre esigenze profonde.

Che cosa rende progressivamente debole il nostro corpo fino ad ammalarsi?

Provo a spiegarlo semplicemente.

Quando assumiamo un comportamento innaturale come una postura scorretta da seduti, quando accade un evento traumatico, quando subiamo un incidente involuto, quando ci scontriamo nell’ambiente in cui viviamo con un fattore stressogeno ecc., immediatamente noi ne percepiamo il colpo, il disagio. Il corpo, in mille modi, ci lancia i suoi messaggi di avvertimento. Ma noi, invece di farne tesoro e agire subito per togliere la causa stressante, tendiamo a rimandare nel tempo la soluzione.

Ecco come lo facciamo:

  • Svalutiamo i campanelli di allarme, non diamo loro il peso che meritano.
  • Assumiamo il ruolo di Superman, ci sentiamo forti e bravi nel saper sopportare tutto all’ennesima potenza.
  • Ci sentiamo più responsabili degli altri trascurando noi stessi, per quella idea che senza di noi gli altri sarebbero come persi, noi veniamo sempre dopo nella priorità del tempo e tralasciamo di dare la giusta importanza ai messaggi del nostro corpo, bravi crocirossini, ma medici incapaci di curare se stessi.
  • A causa di una scorretta educazione al dovere e al sacrificio, tendiamo a mettere prima di tutto gli impegni, il lavoro, non ho tempo per… (frase scusante).
  • Per “paura” e chiamare le cose col loro nome, cerchiamo di abbellire ciò che ci spaventa per renderlo meno angosciante, togliendo urgenza, gravità, facendo finta che nulla sia accaduto, non ascoltando i segnali del corpo e … aspettiamo che tutto si risolva come per magia.
  • altro ancora, prova a raccontarlo tu.

Cosa comporta questo RIMANDARE NEL TEMPO: prima o poi ci verrà presentato il conto!

Un problema latente non se ne sta buono a cuccia come il buon fedele cane, la disfunzione, il disequilibrio continuano a lavorare sotto la soglia della nostra coscienza e si complicano proprio grazie al nostro “rimandare nel tempo”.

Sì perché il nostro corpo funziona così.

Il corpo possiede una sapienza meravigliosa interna, grazie alla quale cerca di risolvere ogni stress, trauma, disequilibrio. Dentro di noi agisce una intelligenza innata, la quale attiva immediatamente tutte le sue risorse ed è più veloce di ogni nostro pensiero. Tutte le misure di difesa e correzione seguono le leggi inconsce a noi trasmesse e rielaborate dal DNA di generazione in generazione.

Eppure il nostro corpo non vuole fare tutto da solo, ci vuole avvertire, per quel patto di profonda e dinamica collaborazione tra mente conscia e inconscia, tra “Io razionale” e “Sé interiore”. Il corpo ci parla lanciando diversi segnali alla nostra mente conscia perché li interpreti affinché noi, in modo cosciente, attiviamo, senza aspettare tempo, tutte le soluzioni migliori.

Il corpo non è uno strumento da sfruttare, ma un essere vivente con cui “collaborare” per realizzare il nostro progetto di vita, mai del tutto conosciuto alla nostra mente razionale. Sì, svegliarci dal torpore della vita reale di tutti i giorni (abitudini, impegni, progetti, sacrifici, pensieri, gioie e dolori) per prendere coscienza di ciò che, sotto il livello della nostra coscienza vigile, ma altrettanto reale, accade nel nostro corpo, in modo da prestare anche il nostro aiuto, la nostra collaborazione, nel ristabilire quel dinamico naturale equilibrio in noi infranto.

Se noi, invece, siamo tutti presi dalla nostra mente razionale, impegnata e limitata nelle cose di questo mondo, non prestiamo molta attenzione ai segnali del corpo e continuiamo a vivere come se nulla fosse. Il nostro corpo, allora, si domanda: “perché non mi aiuta, glielo sto chiedendo?

Il corpo, vendendo che non cambiamo nulla e non facciamo nessuna scelta per migliorare la nostra condizione, pensa che la disfunzione in atto non rappresenti per noi qualcosa di pericoloso per la nostra sopravvivenza, proprio quanto il nostro corpo ce lo sta gridando.

Il corpo dice: “se l’essere umano, in cui esisto, persiste nel tempo a voler mantenere comportamenti scorretti e non trova soluzioni a questo squilibrio, significa che per qualche ragione questo squilibrio svolga un ruolo voluto“. Di conseguenza il corpo, pur non capendo la nostra motivazione, ci rispetta e tende ad adattarsi, mantenendo nel tempo lo squilibrio. Contemporaneamente cerca di diminuire al massimo ciò che nell’immediato può mettere in crisi la sua sopravvivenza. Dice: “io non capisco perché, ma mi ci adatto”.

Quando il corpo si adatta e accetta uno squilibrio? Solo quando uno squilibrio continua nel tempo. Non vede da parte nostra nessun cambiamento di comportamento, nessuna azione di aiuto, nessun atto volontario che attesti la solidarietà al nostro corpo e ai suoi messaggi di aiuto.

È proprio il PERMANERE NEL TEMPO DELLO SQUILIBRIO a provocare l’adattamento del corpo allo squilibrio, o meglio, il nostro corpo cerca di correre ai ripari adattandosi allo squilibrio che noi rimandiamo nel tempo. È ciò che la medicina occidentale indica come “CRONICIZZAZIONE” di un malessere.

Ogni volta che una disarmonia o squilibrio permane nel tempo, il nostro corpo attiva una procedura interna di reciproco sostegno, chiedendo aiuto ad altri organi, ad altri sistemi corporei, ad altri muscoli, ad altre fonti di energia. La spartizione dei pesi all’interno del corpo fa sì che quel malessere contagi, allargandosi, altre strutture e sistemi. Per esempio prima ho un dolore alla zona lombare e ora mi scende lungo tutta la gamba. Questo perché tutto e tutti nel corpo collaborano 24 ore su 24 alla nostra sopravvivenza, anche se non ne abbiamo coscienza: il reciproco aiuto è una legge interna. Purtroppo anche strutture e sistemi del corpo hanno una loro vitalità e resistenza e, quando anche questi subiscono uno stress superiore alle loro performance, diventano vittime sacrificali di quel malessere. Il risultato: il semplice malessere si complica e cronicizza e noi ci ammaliamo.

Arriva quindi il giorno in cui il dolore si fa più forte, il corpo ci impedisce di compiere le azioni quotidiane, ci toglie la dignità del vivere e allora corriamo ai ripari e andiamo dal medico o dal massaggiatore, nel mio caso, e …. chiediamo il miracolo. Ed è meraviglioso: il nostro corpo è così generoso e ricco di possibilità che il miracolo anche ce lo dona, non sempre subito però, questa volta, quando una situazione è cronicizzata, ci fa attendere un po’ di più, quasi come ad insegnarci una lezione.

Proprio per questo invito tutti a prendersi cura del proprio benessere.

Ama te stesso prima di ogni cosa e sarai in grado di compiere ogni cosa.

Non rimandare nel tempo ciò che devi fare oggi, per tutto il resto tempo ce n’è sempre.

il nostro corpo, quando chiama, va ascoltato e nulla deve farci rimandare nel tempo la nostra risposta chiara e amorosa. Agire subito, non fermarti mai al solo pensare e se un massaggio ti è utile fissa subito un appuntamento, prima che un problema diventi cronico. Prevenire è meglio che curare.

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Massaggio-Trattamento Access Bars

Access Bars è un dolce trattamento-massaggio effettuato sulla testa.

A cosa serve e perché proprio sulla testa?

La testa è la sede del nostro cervello. Vi sono presenti gli organi di senso e di relazione con l’ambiente esterno. Essa è il luogo dove le emozioni si esprimono liberamente e immediatamente sul nostro volto grazie ai muscoli mimici. La testa è ricchissima di terminazioni nervose e neurovascolari. Su di essa si percepisce  il movimento del flusso del liquido cerebro spinale, pensiamo al craniosacrale, In breve, la nostra testa è come la tastiera di un computer su cui lavorare. Non solo, è una zona molto sensibile, molto piacevole e rilassante sulla quale ricevere un massaggio.

Sulla nostra testa esistono precisi punti il cui trattamento apporta un chiaro e definito beneficio. Non solo toglie tensioni accumulate, ma anche imprime, per mezzo di una gradevole, leggera e quasi impercettibile sollecitazione dei polpastrelli, un beneficio per tutta nostra persona sia a livello fisico che psico-emozionale.

La testa è anche la sede della mente, è tutti noi ben sappiamo quale potere esercitano i nostri pensieri e come questi possono, se pesanti, carichi di preoccupazioni, paure, grattacapi, convinzioni, rigidità mentali, causare fastidi, dolori e malesseri.

Questi pensieri spesso si incanalano e si stabiliscono in zone specifiche della testa come le tempie, la fronte o a volte anche la nuca e possono dalla testa propagarsi anche in altre zone del nostro corpo come organi, ghiandole, apparati.

Proprio nella nuca si immagazzinano le nostre credenze limitanti, quelle che non ci permettono di credere abbastanza in noi stessi e agire con coraggio nella vita.

Come funziona il trattamento Access Bars?

Access Bars va a lavorare, attraverso attraverso un dolce tocco-massaggio su delle “barre di energia”, situate su specifiche zone del nostro cranio. Il fine è di liberare la iper-carica elettromagnetica accumulata nella nostra testa, ristabilendo il naturale equilibrio dinamico. Questo trattamento ti aiuta a percepirti più agile, libero, rilassato, radicato e centrato.

Access Bars ti dona l a possibilità riscoprire te stesso, permettendoti di lavorare e alleggerire quei blocchi e quei pesi, che bloccano o limitano il tuo libero agire. Permette la progressiva cancellazione di quelle convinzioni e credenze derivanti dalla educazione ricevuta, dall’ambiente sociale in cui vivi, per ritornare ad essere genuinamente te stesso nell’esprimere la tua originale essenza e portare a compimento il tuo personale progetto di vita.

Access Bars va a trattare 32 barre energetiche, ognuna di esse svolge una funzione precisa nel protocollo di lavoro. Si va ad armonizzare la struttura mentale, attivando processi di autoguarigione, stimolando creatività, potere, amore nei confronti della vita. Ridesta la gioia, il piacere della vita e quello sessuale, aiuta nella auto-realizzazione, nel raggiungere il successo e molto altro ancora.

Quando l’energia mentale ritorna a scorrere libera, tutto ciò che stagnante fluisce via e noi siamo non solo maggiormente propensi e desiderosi, ma anche pronti e carichi di tutta l’energia necessaria per aprirci al cambiamento, al rinnovamento, a nuove possibilità nell’esplorare noi stessi per evolvere.

Questo trattamento non regala benefici fisici solo alla testa, zona del trattamento, questi si diffondono in tutto il corpo: molti sperimentano l’energia fluire fino ai piedi.

Questo trattamento non è per nulla invasivo ed è per tutti, bambini, giovani, anziani, soggetti deboli. Ti rilasserai, steso su un lettino, mentre l’operatore agisce tramite un dolce, piacevole rilassante tocco-massaggio su punti specifici della testa, Tutto questo ti procurerà un riequilibrio del corpo, della mente e dell’aniima.

A chi è consigliato il trattamento Access Bars?

Il trattamento Access Bars è consigliato a tutti coloro che soffrono di:

  • depressione
  • stress
  • ansia
  • confusione mentale
  • malessere fisico e sofferenza nel corpo
  • disturbi del sonno (dall’insonnia al critico sonno non ristoratore)
  • in presenza di patologie croniche o malattie degenerative
  • disturbi dell’attenzione

È consigliato soprattutto in periodi di forte stress: prima di esami, colloqui di lavoro o eventi importanti o ancora per stress post traumatico (lutto, divorzio, esperienze particolarmente traumatiche).

Il trattamento ti insegna a prendere la tua vita con più gioia e leggerezza nel cuore, imparando a prendere la vita con più divertimento e senso del piacere.

Quanto dura il trattamento Access Bars?

Il massaggio ha una durata di circa 50 minuti e viene effettuato da un operatore specializzato. Tu godrai di una meravigliosa esperienza di rilasssamento.

Richiedi maggiori informazioni per il trattamento-massaggio Access Bars