Meridiani e Massaggio

Si può immaginare il corpo umano come un terreno percorso da dei ruscelli sul cui alveo scorre libero, abbondante e trasparente un flusso continuo di acqua.
Lo stesso accade nel corpo umano, ci sono 12 meridiani principali, invisibili agli occhi, all’interno dei quali scorre l’energia vitale, come avviene nei ruscelli, e questa attraversa una linea precisa lungo corpo proprio come vediamo i fiumi nelle mappe geografiche.
 
🧐 A cosa servono?
Hanno la funzione di sostenere, alimentare, equilibrare, vitalizzare e rigenerare tutto ciò che incontrano nel loro percorso: organi, ghiandole e tutti gli apparati.
L’energia vitale (Qi), che scorre lungo i meridiani, svolge una funzione essenziale per la vita e per la vitalità del nostro corpo, della mente e dello spirito.
 
🧐 Cosa accade se il flusso di un meridiano rallenta o si blocca?
Gli organi, le ghiandole e gli apparati, ad essi collegati, iniziano ad indebolirsi, a funzionare non correttamente, determinando dolori, sensazioni non piacevoli, sintomi, stress, poco voglia, stanchezza, insonnia, irritabilità…
 
🧐 Perché il massaggio è importante per i meridiani?
Il massaggio va a lavorare su ogni singolo meridiano liberando ciò che ostacola in esso lo scorrimento dell’energia vitale (Yin/Yang). Di conseguenza il massaggio aiuta i meridiani a fare quello che sanno fare veramente bene: stimolare la capacità di autoguarigione del corpo intero in ogni sua parte.
 
🧐 Come il massaggiatore può fare tutto questo?
L’occhio osservatore del massaggiatore e il tatto delle sue mani riescono a vedere e ascoltare i segnali che il corpo manifesta ogniqualvolta un meridiano non funziona correttamente. Non solo, dal colloquio con la persona il massaggiatore ottiene informazioni utili e conferme su organi, ghiandole, muscoli, apparati in difficoltà.
 
🧐 Quali tecniche di massaggio vengono applicate per lavorare sui meridiani?
Contribuisce alla liberazione dello scorrimento energetico dei meridiani ogni tecnica che favorisce l’aumento del flusso sanguigno, il drenaggio dei liquidi in ristagno, il riscaldamento tissutale, la direzione precisa con cui le mani si muovono sul corpo, lo scollamento delle zone corporee incollate e fredde tipico del massaggio connettivale e della coppettazione, lo stretching perché va ad allungare parti del corpo immobilizzate, l’azione decontratturante di varie tecniche perché scioglie e libera tensioni fisiche ed emotive, la riflessologia applicata su precisi punti energetici del corpo, il lavoro sottile energetico che alcuni massaggiatori, esperti nelle energie sottili, esercitano sulla persona, l’uso della numerologia e dei simboli, i test di riequilibrio kinesiologici.
 
IL MASSAGGIO OLISTICO MIRATO SUI MERIDIANI è una sinfonia articolata di tecniche, conoscenze e operazioni mirate al benessere globale della persona.
Quando i 12 meridiani principali sono equilibrati e l’energia scorre libera e viva in essi, tutto l’intero organismo ha energia e informazioni utili per la naturale autoguarigione e noi percepiamo viva quella meravigliosa sensazione di benessere ed equilibrio.
 
#PierluigiCipriani
#JesoloMassaggi
#Kinesiologia
#Riflessologia

Quale valore ha l’attestato di un corso di formazione?

Nel campo del Benessere olistico non esistono diplomi, ogni certificazione che viene rilasciata da qualsiasi scuola (a parte l’estetica) ha il valore di un ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE.

I Diplomi rilasciati dallo Stato Italiano sono consegnati solo da Enti ed Istituti di formazione da lui riconosciuti, ad oggi non ce ne sono, proprio per questo l’Operatore del Benessere rientra tra le professioni NON RICONOSCIUTE, tutte quelle che rientrano all’interno della legge 4/2013.

Questo per dirti che non esiste in Italia un diploma più valido di un altro, né esistono titoli obbligatori ed abilitanti, pertanto si può esercitare la libera professione senza necessità di alcuna abilitazione.

Al fine di iniziare una attività che rientra nella legge 4/2913 qualsiasi attestato olistico va bene.

Se trovi una scuola che ti assicura di consegnarti un “diploma” “riconosciuto” o che ti “abilita”, gioca sull’ignoranza delle leggi, in realtà è solo una questione di marketing per spingerti a comprare i corsi da loro.

Se vuoi diventare un Massaggiatore Olistico o di Benessere fai attenzione a non praticare massaggi di tipo estetico né massaggi di tipo terapeutico perché questi sono di competenza solo degli estetisti e dei fisioterapisti.

A questo punto ti domanderai: 

Quale valore hanno gli attestati dei corsi frequentati?

Hanno il valore di quello che ti è stato trasmesso ed insegnato, si differenziano per la qualità dei contenuti teorici e delle tecniche pratiche trasmesse tali da differenziarti dalla massa. Ma soprattutto ogni attestato è un segno tangibile della qualità del tuo lavoro, della tua passione, della tua volontà di migliorare i tuoi servizi e trattamenti attraverso una formazione continua perché tutto il tuo lavoro nel settore olistico sia sempre più apprezzato dai tuoi clienti. Sono loro la tua pubblicità.

La legge italiana permette oggi a chiunque di lavorare nel settore delle Discipline Olistiche e Bionaturali, ma i tuoi diplomi sono il racconto e l’attestazione del percorso qualificante che ti ha reso un professionista agli occhi di chi si affida a te e alle tue capacità e, tu lo sai, i tuoi clienti meritano sempre il meglio.

In conclusione, ad oggi nessuna scuola o accademia ad indirizzo olistico può darti un riconoscimento legale, un diploma o una abilitazione come accade dopo aver frequentato una università o altro ente formativo riconosciuto dalla Stato Italiano. Tuttavia lo Stato difende promuove tutti coloro che vogliano intraprendere una professione, punta a scegliere non solo il corso che desideri frequentare, ma vaglia contemporaneamente la bravura e la competenza del docente. Un docente che ha già anni di insegnamento universitario è già una ottima carta di presentazione, soprattutto se ha una formazione ampia che spazia nei vari campi di conoscenza del mondo olistico e della medicina alternativa. 

Il vero docente non si ferma a insegnarti quattro cose in croce da ripetere meccanicamente come un pappagallo senza sapere perché le esegui, e alla fine perché hai pagato ti dà un attestato, un verso docente continuamente ti stimola, apre la tua mente alla tua curiosità di comprendere sempre meglio e in profondità attraverso l’esperienza, la ricerca e l’approfondimento continua, accende in te la passione e il piacere di essere e fare l’Operatore Olistico.

Quindi approfitta!

Coppettazione Cinese

La coppettazione cinese rientra tra le tecniche di medicina alternativa olistica e lavora a livello energetico e fisico e fa uso di speciali coppette di vetro o di silicone o di materiale plastico all’interno delle quali viene creato il vuoto.

La coppettazione riesce a sbloccare situazioni complesse, purificare dalle tossine e sciogliere ristagni energetici che si traducono in blocchi a livello fisico e non solo.

La tecnica:

L’applicazione di una coppetta produce su una specifica e precisa area anatomica del corpo produce una suzione, una aspirazione della pelle a livello locale. Prima di porre le coppette il professionista esegue sempre una attenta valutazione visiva, di ascolto tattile ed energetico sul corpo della persona al fine di verificare se, dove e perché procedere con l’applicazione delle coppette e quale tecnica di coppettazione utilizzare al fine di ottenere il migliore risultato.

Questa trattamento è particolarmente indicato per eliminare contratture, correggere la postura, rendere efficiente il proprio apparato muscolare soprattutto per gli sportivi, indicato anche per episodi di emicrania, sciatica, mal di schiena, ansia e depressione, blocchi, stasi energetiche.

La suzione in precise zone del corpo umano produce un evidente effetto positivo a livello connettivale, a livello energetico, vascolare e linfatico, libera dalle tossine accumulate nella zona trattata ed evidenzia le zone di stasi e di decongestione da sciogliere e liberare.

La coppettazione può lasciare dei segni circolari che scompaiono nel giro di qualche giorno. I cerchi rossi che naturalmente si formano all’interno della coppetta, in base alla tonalità di colore e ulteriori segni all’interno del cerchio, forniscono importanti elementi di lettura della situazione psico-fisico energetica della persona trattata.

Non sempre il professionista procede alla coppettazione, ma viene da lui utilizzata solo nei casi nei quali tale tecnica sia richiesta.

Controindicazioni

La coppettazione cinese presenta alcune controindicazioni:

  • Insufficienza cardiaca
  • Insufficienza renale
  • Dermatite e malattie della pelle, irritazione solare, psoriasi
  • Ferite cutanee
  • Eccessiva magrezza
  • Maggiore presenza di energia Yin mentre è consigliata per un eccesso di energia Yang.

A chi è consigliata:

  • Atleti che praticano sport in modo continuativo
  • Persone che soffrono di contratture, persone limitate nei movimenti articolari muscolari.
  • Postura scorretta.

Mi prendo cura delle mie emozioni?

Voglio condividere con voi una riflessione. Ripensando alle molte persone che hanno fatto la scelta di prendersi cura del proprio benessere rivolgendosi allo Studio Jesolo Massaggi, Kinesiologia, Craniosacrale e Riflessologia Plantare ho notato quello che vi scrivo in questo articolo.

Ci hanno insegnato a zittire le nostre emozioni.

Un considerevole numero di persone ha ricevuto una buona educazione, da piccoli, nel prendersi cura del proprio corpo.

Quasi tutti abbiamo cura per il nostro corpo: seguiamo gli abiti di cui rivestirlo, ci prendiamo cura dei denti, della pelle, dei capelli, della dieta, facciamo attenzione ai sintomi, ci preoccupiamo per quel dolorino che insorge improvviso e corriamo in farmacia o dal medico di base. In casa tutti abbiamo un nostro piccolo “pronto soccorso” da usare all’occorrenza fornito di cerotti, disinfettante, bende, antidolorifico, antinfiammatorio, lassativi, misuratore della pressione, cotone idrofilo, termometro, aghi e siringhe monouso. Siamo equipaggiati per ogni occorrenza, sia per l’igiene sia per prenderci cura del corpo e nei casi più gravi basta una telefonata al 118 che il pochi minuti veniamo soccorsi.

Siamo veramente equipaggiati e formati e sappiamo come agire nella cura del corpo, ma quando il semaforo rosso si illumina per il nostro spirito, per la nostra mente?

Un grido di allarme:

Sono incredibilmente poche le persone che si prendono cura del proprio stato emotivo.

Manca una educazione da piccoli a prendersi cura della propria interiorità, dei propri pensieri, delle proprie emozioni, delle luminose intuizioni, delle sensazioni interiori espresse attraverso la sensibilità del nostro corpo, dello stress che ci ammala.

Moltissime persone tengono tutto nascosto dentro, trattengono, non esprimono ciò che realmente  e spontaneamente provano, sentono. 

L’energia emozionale, automatica, spontanea, involontaria che si libera nel corpo, proprio perché abbisogna di essere fatta fuoriuscire ed espressa per non danneggiare il corpo, la mente e lo spirito, viene da molti e spesso per una errata educazione ricevuta, volontariamente trattenuta, bloccata, frenata. 

Così facendo invertiamo la naturale direzione di risalita delle energia emozionale verso l’esterno, proprio perché fuoriesca e si disperda nell’ambiente attorno a noi. Quando blocchiamo le nostre emozioni questa energia emozionale ritorna pericolosamente indietro per ridiscendere nella direzione del nostro interno, andando in tal modo a squilibrare precisi apparati bersaglio del nostro organismo. 

Sono solito a fare questo esempio: l’energia emozionale ha la stessa potenza di pressione dell’aria che gonfia un palloncino. Per sgonfiare quel palloncino occorre liberare all’esterno quella tensione, quella pressione che preme sulle pareti del palloncino gonfiandolo. Ora prova ad immaginare quella pressione energetica, potente e stabile, sul tuo fegato o sul tuo stomaco: crea uno squilibrio, un affaticamento, un super lavoro in più non necessario e invalidante. Alla lunga quell’organo comincia a soffrire fino ad ammalarsi. La pressione sull’organo si diffonde attorno ad esso, andando a produrre una tensione sui muscoli ed il tessuto connettivo limitrofi a quell’organo e quei muscoli si contraggono, fino a produrre dolorosi Trigger Points, limitano la tua capacità di movimento articolare, e sentii dolori nel tuo corpo. Quella pressione energetica emozionale può indirizzarsi verso la tua mente, trasformandosi in un pensiero fisso che ti tormenta e si ripresenta e ti appesantisce la testa, rendendo iperattiva la tua mente, creando tensioni sui muscoli cervicali e procurandoti fastidiosi mal di testa. Oppure quella pressione energetica emozionale colpisce il tuo spirito facendoti sentire quel peso interno che non sai chiamare per nome ma è così pensante, a volte come un macigno, ti accompagna ovunque, ti deprime e ti toglie energia vitale, solarità, sorriso, ti chiudi in te stesso, perdi la voglia di uscire, di relazionarti.

Abbiamo ricevuto una corretta educazione nel gestire le nostre emozioni?

Purtroppo per molti di noi, fin da piccoli, mamma e papà e anche certi nostri educatori hanno instillato un senso di vergogna, di timore nel manifestare le nostre emozioni. Quante volte ci hanno fatto vergognare per uno nostro comportamento, ci hanno castigati per avere espresso qualcosa che veniva naturale ed era in sintonia col nostro sentire e la nostra personalità, chiamandolo semplicemente un capriccio o non opportuno. Ci hanno detto che dovevamo comportarci da “più grandi” e lasciare certi atteggiamenti da bambini. Oggi abbiamo messo una velo alla nostra sensibilità emotiva per nasconderla agli altri, abbiamo paura di manifestare le nostre emozioni temendo di suscitare una reazione negativa nell’altro, ci hanno educato a trattenere, nascondere, non manifestare a anno anche della nostra autenticità. Molti uomini, perché maschi, temono di esprimere le proprie emozioni per non essere giudicati delle femminucce. 

Eppure nel corso della nostra storia emozionale, ci sono certamente state delle ferite profonde, dei traumi, pensiamo alla ferita di abbandono, di giudizio, umiliazione, rifiuto, ingiustizia, tradimento fino al sopruso. Queste ferite albergano dentro di noi e condizionano i nostri comportamenti emozionali.

Per fortuna possediamo un organismo saggio, gestito da una intelligenza inconscia. Molte di queste ferite le ha curate la nostra intelligenza innata interiore, a nostra insaputa, alcune, le più gravi, le ha nascoste nel magazzino del nostro subconscio per tutelare il nostro equilibrio emotivo e preservare la nostra sopravvivenza vitale.

A molte persone a cui ho chiesto di prendersi cura della propria vita emozionale mi hanno risposto: “come si fa?”. A pochi è stato insegnato come prendersi cura della nostra interiorità, delle nostre emozioni. A troppo poche persone è stata insegnata l’igiene dei pensieri, la dieta da immagini, simboli, archetipi, in altre parole da tutto ciò che vediamo, leggiamo, ascoltiamo per televisione, al cinema, in internet, per strada, nei giornali, nei testi delle canzoni accompagnate da musiche emozionali, cose tutte che inconsciamente e subliminalmente possono destabilizzarci e programmarci, lavorando sulle nostre emozioni.

Raramente siamo stati educati a gestire le nostre emozioni, senza trattenerle e senza rinunciare alla nostra autenticità.

Dobbiamo riempire questo gap, questo vuoto.

Non possiamo prenderci cura del corpo senza prenderci cura delle nostre emozioni. 

Le emozioni fanno parte di noi e non sono separabili dal corpo, semplicemente perché siamo un tutt’uno. 

Perché allora abbiamo ricevuto una sufficiente educazione nel prenderci cura del corpo e della sua igiene e siamo così carenti nell’impartire una educazione corretta nella cura delle emozioni, della mente e dello spirito? 

La cura della mente oggi è stata ridotta a una sfera della mente, quella conscia e razionale , ma abbiamo posto nell’oblio la mente inconscia ed emozionale. Prenderci cura della mente significa, leggere, studiare, informarci, curare la memoria, la capacità intellettuale e critica. La nostra psiche è molto di più! Proviamo a pensare: quando ci è stato impartita una educazione nel gestire e utilizzare tutte le potenzialità delle nostre emozioni, sensazioni, intuizioni, capacità artistiche e talenti?

Le persone che si rivolgono al mio studio per un massaggio, spesso vengono per un dolorino qua e là, per migliorare il loro benessere, ma non collegano quasi mai quel dolorino o quella contrattura ad uno stress emotivo. Molte persone non conoscono la potenza della Kinesiologia nel migliorare il benessere del proprio stato emotivo, né hanno fatto esperienza di quanto la nostra vita può in tutti i suoi settori (relazionale, lavorativo, interiore, progettuale, sentimentale) migliorare notevolmente. 

Mi domando perché passare anni della nostra vita senza prenderci cura della più potente risorsa nel realizzare il nostro vero progetto di vita: la nostra vita emozionale. Quando non ci prendiamo cura delle nostre emozioni queste ci condizionano e ci limitano nella nostra libertà di essere e nella nostra evoluzione personale.  

Quante volte vogliamo fare qualcosa, ma dentro di noi ci sentiamo impediti, bloccati. 

Molti di noi si sforzano nel realizzare i propri progetti di vita, si impongono doveri, sacrifici, ci mettono impegno con un enorme dispendio di forze, denaro ed energia, tralasciando perfino le proprie fondamentali esigenze. Che cos’è questa fatica, questa lotta? Sono i nostri fantasmi interiori, le nostre ferite emozionali limitanti che condizionano i nostri stati d’animo e ci rallentano nel raggiungere i nostri obiettivi: dico di fare una cosa e mi trovo a fare il suo contrario.

Eppure i nostri educatori ci hanno insegnato che per raggiungere qualcosa bisogna metterci impegno, bisogna sacrificarci. In realtà una persona in equilibrio emozionale trova al contrario “piacere”, soddisfazione nel realizzarsi.

Al contrario, quando le nostre emozioni sono in armonia con noi stessi, tutto diventa più facile, piacevole, spontaneo, non faticoso, sembra il vento sia a nostro favore e non ci soffi più contro. Quante volte abbiamo provato questa facilità e velocità nel realizzare i nostri progetti, ma forse non ci siamo mai chiesti perché ci accadeva questo: il nostro equilibrio emozionale era forte!

Ma cosa succede nella realtà?

Se uno ha una gamba rotta, lo assistiamo, lo portiamo a fare i raggi, gli diciamo fermati e prenditi tempo per curarti, poi riprenderai i tuoi doveri. Ma se uno ha una ferita emozionale, gli diciamo: “datti una mossa, lascia stare le tue fantasie, rimettiti a lavorare per non pensare”. 

Non c’è attenzione, non c’è cura, anzi aumentiamo nella persona la difficoltà emozionale facendo sentire quella persona giudicata, derisa, la consigliamo nel mettere a tacere tutto per dimostrarsi forte e mostrare carattere. Quella persona tende a sdoppiarsi e a sopprimere le sue emozioni reprimendole e chiudendole dentro un cassetto. Così facendo quella ferita emozionare rimane irrisolta, permane dentro e continuerà a condizionare, a volte in modo pesante, la nostra vita, le nostre scelte, la nostra libertà.

Ho lanciato un sasso nello stagno, pensiamoci. 

Riprendiamoci la cura delle nostre emozioni. Non esistono emozioni cattive o buone, ma solo emozioni che hanno qualcosa da dirci per migliorare la nostra vita e liberarla.

Libera le tue emozioni per liberare la tua vita.

Impariamo a fare meditazione, ad ascoltarci dentro senza giudizio, a lasciare emergere ogni cosa, anche la più oscura con perdono e gratitudine. Scopriamo cosa può fare la Kinesiologia per la nostra salute emozionale e mentale. Scopriamo il massaggio emozionale per liberare le emozioni dolorose e nascoste, le memorie che abbiamo impresso dentro di noi. Prendiamoci cura della energia emozionale nel lasciarla andare, per sgonfiare la pressione dei nostri colorati palloncini o per investirla nei nostri progetti, nelle nostre relazioni, nella nostra professionalità, nella nostra famiglia.

Per ogni domanda sono a vostra disposizione, mi piacerebbe che continuassimo insieme ad approfondire questo importante tema.

Cibo ed Emozioni nella Medicina Tradizionale Cinese

Per la Medicina Tradizionale Cinese i cinque sapori base presenti nella nostra dieta, l’aspro, l’amaro, il dolce, il piccante, il salato, possono essere utilizzati per riequilibrare le nostre emozioni.

Ogni emozione esercita un grande influsso sul nostro organismo e può determinare il nostro benessere o il nostro malessere. 

Quando una emozione è ipermanifesta o ipomanifesta, per esempio un momento di eccessiva gioia o un momento di totale assenza di gioia, essendo smisurata o troppo contenuta può provocare delle conseguenze negative al nostro organismo, i danni peggiorano quando lo stato di iper/ipoemozione perdura nel tempo.

Regola di saggezza: le emozioni vanno sempre espresse dal nostro interno verso l’esterno e con equilibrio. 

Per la Medicina Tradizionale Cinese non esistono emozioni cattive o buone, ma emozioni che rischiano di essere troppo eccessive ed emozioni, a contrario, impoverite, poco vissute e manifeste o peggio ancora trattenute.

Nella nostra cultura rabbia, tristezza, malinconia, paura, per esempio, sono indicate come emozioni negative e crediamo possano ridurre la nostra felicità. Per la Medicina Tradizionale Cinese, invece, non c’è la distinzione tra emozioni negative o positive, tutte le emozioni sono “normali” perché tutte sono una espressione interna/esterna di una risposta fisiologica ad una stimolazione, o di una energia inconscia memorizzata in noi (trauma) in un momento preciso della storia della nostra vita. 

Ciò che conta è che tutte le emozioni senza distinzioni siano mantenute nel loro equilibrio naturale, né troppo né poco e abbiamo sempre modo di essere espresse. 

Le emozioni hanno bisogno di liberare tutta la loro energia fuori da noi, mentre si manifestano nel movimento che va dall’interno verso l’esterno.

Certo, in un momento di rabbia, non significa che abbiamo la libertà di ammazzare una persona, bensì dobbiamo educarci ad esprimere ogni emozione in modi non distruttivi per noi e per gli altri, ma ripeto vanno sempre espresse e non represse. Questo perché le emozioni non espresse o liberate vanno a togliere equilibrio al nostro organismo nel movimento inverso, cioè verso l’interno. L’energia emozionale non liberata all’esterno ritorna all’interno andando ad attaccare gli organi interni, squilibrandoli e stressandoli nelle loro funzioni. 

Ogni emozioni, quando ritorna al suo interno, ha un preciso “organo bersaglio” verso il quale irradiare la propria potente energia compressa e assieme all’organo produce uno squilibrio sul meridiano ad esso collegato. 

Per esempio la rabbia colpisce il fegato, l’eccessiva gioia il cuore, la tristezza i polmoni, la paura i reni, i pensieri ossessivi la milza ed il pancreas.

Ritornando al cibo, quello che mettiamo in bocca può innalzare e accrescere il livello delle nostre emozioni come anche ridurre e calmare le emozioni eccessive.

Se nella nostra dieta sono presenti i cinque fondamentali sapori, anche il nostro “chi” (la forza dell’energia vitale) scorre fluido e armonio dentro di noi, calmando e nutrendo il nostro spirito e la nostra mente.

Ecco un piccolo schema per capire meglio cosa i cinque sapori base possono aumentare o diminuire delle nostre emozioni:

SAPORE MERIDIANO EMOZIONE IPER EMOZIONE IPO
Aspro Fegato Cistifellea Rabbia Pensieri
Amaro Cuore Intestino Tenue Gioia Tristezza e
Preoccupazione 
Dolce Milza e Stomaco Pensieri Paura e Shock
Piccante Polmoni e
Intestino Crasso
Preoccupazione e
Tristezza
Rabbia
Salato Reni e Vescica Paura e Shock Gioia

Troppa gioia manda in confusione il nostro spirito e può causare ansietà. Questo genere di gioia non porta ad una profonda pace e senso di benessere, al contrario provoca un sovreccitamento e iperattivismo.

Quando c’è carenza di rabbia il nostro “chi” non può aumentare la sua energia vitale e noi non riusciamo a difendere gli altri o noi stessi. Se invece siamo troppo arrabbiati, diveniamo violenti e crudeli.

Se non ci preoccupiamo a sufficienza, possiamo dimenticare qualcosa di importante per la nostra vita e non saremo stimati come affidabili dagli altri. Troppa preoccupazione ci porta alla dispersione e ci indebolisce.

La tristezza ci stimola a coltivare il sentimento dell’amore,  sentire la perdita di qualcuno o qualcosa ci rende umani. L’eccessiva tristezza ci consuma nel dolore.

La paura diminuisce la forza del “chi’, ci aiuta a ritornare sui nostri passi e fare il punto della situazione. Se noi siamo impauriti la nostra mente si blocca e non riusciamo a pensare e ad agire in modo corretto.

Quindi ogni emozione ci aiuta quando è nel suo equilibrio e ci spinge verso la nostra vera realizzazione e pienezza di vita.

Curo la malattia o il benessere?

Di che cosa mi devo prendere cura? Della malattia o del mio benessere?

Di fronte alla domanda, curo la malattia o il benessere, la risposta può sembrare banale: “la malattia si cura”. Tutti noi quando stiamo male, ogniqualvolta accusiamo un dolore oppure un sintomo corriamo, giustamente, dal medico. Questa mentalità del medico riconosciuto come “colui che cura la malattia” ci ha accompagnati fin dalla nascita e appartiene alla educazione ricevuta in famiglia, a scuola, volutamente consolidata dalla pubblicità nei media.

La pubblicità nei media mantiene, infatti, viva e diffusa, questa mentalità comune del “curare la malattia” enfatizzando i disagi negativi di una malattia per offrire immediatamente una soluzione facile, veloce e scientifica:  il prodotto ideale per togliere quel fastidio! Nella nostra mente avere una soluzione curativa a portata di mano soddisfa inoltre altre due importanti esigenze tipiche della nostra società, la soluzione deve essere efficiente e veloce: la “facilità” di utilizzo che ci sottrae l’attenzione dalle “complicazioni” sottostanti la soluzione proposta (le controindicazioni), e la “velocità” poiché la cura deve soddisfare il nostro desiderio del “tutto e subito”.

Nonostante la ricerca scientifica spenda ogni anno ingenti somme per trovare nuove cure efficaci, un grande impegno da lodare e sostenere, nuove malattie sorgono all’orizzonte. Non dovremmo forse anche impegnarci per studiare e migliorare il benessere dell’individuo come deterrente del insorgere di vecchie e nuove malattie?

Io penso che fermarci a considerare il binomio “cura <—> malattia” sia un modo limitante di guardare alla realtà, tu cosa ne pensi?

La mentalità di mettere in primo piano la malattia come obiettivo finale a cui indirizzare la cura può sviluppare dei comportamenti scorretti.

Eccone di alcuni molto frequenti:

  • Inizio a preoccuparmi e mi rivolgo al medico, faccio esami e spendo soldi solo quando sto veramente male? Ma cosa era successo prima di star così male? Quali eventi, comportamenti, segnali, stati d’animo, sensazioni, pensieri, abitudini scorrette, stile di vita innaturale? Con quali agenti chimici, tossici son venuto a contatto a livello di aria, pelle, alimentazione?
  • Pochi sono stati educati ad ascoltare il proprio corpo e i suoi messaggi, di conseguenza quando ci  si presentano passiamo superficialmente oltre.
  • Per educazione ricevuta scatta quell’imperativo morale secondo il quale dobbiamo essere efficienti nonostante tutto, ci sentiamo così responsabili dei nostri compiti nella famiglia e nella società da tacere le nostre esigenze di rispetto per il nostro corpo e per il nostro benessere interiore, le mettiamo in secondo piano.
  • La competitività sociale ci spinge a chiedere al nostro organismo performance e prestazioni come se fossimo una specie di robot indistruttibili, oppure grazie alla mentalità “cura la malattia”, ci pensiamo in qualche modo aggiustabili e quando un pezzo di noi si rompe e non si può aggiustare, vorremo che ci fosse sempre sostituito, altrimenti a cosa serve la scienza!

Subdolamente la mentalità del “cura la malattia” ci spinge ad accettare comportamenti non dignitosi e non rispettosi del nostro benessere, non ci indigna nel dover vivere in un ambiente contaminato e non salutare, non ci spinge a comportamenti etici ed ecologici a favore dell’ambiente in cui viviamo.

Il nostro organismo è capace di adattarsi allo stress, alle situazioni di non equilibrio, a superare anomalie, eccessi nel cibo, nel bere, nello sport, nel lavoro, ma non possiamo chiedere al nostro organismo miracoli, soprattutto se già debilitato e con le difese immunitarie deboli

Se cambiassimo mentalità e ci prendessimo cura del benessere saremmo degli “indignati” contro tutto ciò che non tutela il benessere personale e collettivo.

Se al corretto enorme dispendio di soldi e risorse per curare la malattia, crescesse nelle masse la cura e la tutela del benessere dell’individuo, dell’habitat dove ogni giorno noi traiamo vita ci sarebbe un grande salto di qualità evolutiva negli esseri umani, nello stile di vita individuale, sociale, lavorativa, familiare e del tempo libero, ci sarebbe un altissimo rispetto della natura, saremmo più etici e civili e penso anche molto meno ammalati e stressati.

La cultura occidentale del “cura la malattia” ha dimenticato negli ultimi 2000 anni l’altra faccia positiva della stessa medaglia della malattia, il benessere. Nelle Tradizionale Medicina Cinese e nella medicina Ayurvedica l’accento era posto sul benessere integrale della persona, il medico si prendeva cura del benessere della persona prima della malattia. L’idea di benessere allora inglobava una visione molto ampia dell’essere umano compreso sotto l’aspetto spirituale, fisico, psichico ed il suo rapporto con l’ambiente.

A cosa abbiamo ridotto, noi occidentali, il termine “benessere”?

Ad un weekend coccoloso presso un lussuoso albergo con SPA, o ad una pausa mordi e fuggi presso un centro estetico o uno studio di massaggi, a creme e profumi, ad esperienze sensoriali e rilassanti. Il benessere non è la quotidianità ma limitata ad un frammezzo di tempo, ad una pausa strappata dalla vita reale. Dati i costi del benessere un’altra idea serpeggia nel pensiero collettivo: il benessere possono concederselo solo le categorie sociali più benestanti. Il benessere non può significare evasione dalla realtà, né una concessione per pochi.

La generazione dei genitori del dopo guerra e del boom economico hanno trasmesso una mentalità per la quale il benessere significava risalire lo stato sociale, poter acquistare strumenti tecnici all’avanguardia che migliorano la qualità della vita, status symbol. Oggi possiamo ben accorgerci che il consumismo non è vero benessere ed il prezzo pagato dall’ambiente è stato enorme: questa ricetta non ha prodotto la felicità promessa.

Che cos’è il benessere? Difficile dare una definizione, tanto è vasto questo concetto.

Il benessere è dato da tutti quegli elementi essenziali alla realizzazione e alla evoluzione di una persona nel corso della sua vita personale e sociale, capace di mantenerla in un dinamico stato di equilibrio fisico, mentale e spirituale. Il benessere appartiene a tutti gli esseri umani, nessuno escluso, e alla vita quotidiana. Benessere è “ben-essere”.

La mentalità di poter “curare la malattia” può alimentare le possibilità di sviluppo della malattia ogni qual volta io accetto il fatto di non aver tempo ora per prendermi cura di me, quando mi fa rimandare ad un futuro non programmato le mie esigenze essenziali o mi spinge a scendere a compromessi con tutto ciò che mi stressa, mi appesantisce, mi debilita. La “permanenza nel tempo di un disequilibrio” sia interiore ed emotivo, oppure fisico e mentale conduce progressivamente e inesorabilmente alla formazione della malattia. Tanto più dura questo “tempo di distress” (stress negativo) tanto più la malattia si aggrava e si trasforma in cronica, in una patologia.

Domandiamo se è dignitoso aspettare la confluenza delle circostante giuste o opportune per il mio vero benessere (più serenità economica, tempo per prendermi cura di me, un habitat non inquinato…)? Posso re-inviare il diritto di prendere in considerazione il mio benessere solo dopo aver risolto le problematiche più urgenti della vita? Il prezzo nel frattempo pagato non ha valore! Alla fine non sempre basta una medicina, una pastiglia, un antinfiammatorio, un antidolorifico per ritornare subito in forma. Il mio organismo ora è indebolito, ha assunto delle cronicità per le quali dovrò assumere pastiglie per tutta la vita, anche la mia struttura fisica ne ha risentito in postura, agilità nei movimenti, lo stesso la mia mente non ha più la freschezza mentale di prima, stanchezza, poca energia vitale. Non basta curare la malattia se non curo il benessere.

Quante volte mi son detto: ‘finché sto bene tiro avanti, riesco a sostenere questa situazione stressante, faccio il forte, spero di non ammalarmi”?

Questo pensiero è un indicatore di come ancora siamo lontani dal curare il benessere, mentre possiamo curare la malattia. Serve un cambiamento radicale di mentalità.

Passare dal curare la malattia alla priorità di prendersi cura del benessere proprio, della società e dell’ambiente è una educazione che deve iniziare da piccoli, essa inizia dal singolo per poi estendersi alla comunità e all’ambiente.

Il benessere è collegato alla evoluzione personale della propria autocoscienza, è intimamente legato al proprio progetto di vita, cammina assieme a coerenza, autenticità e verità, è infuso di amore e responsabilità. Finché io non divento “cosciente” del “valore” del benessere, non mi impegnerò per esso, avrò comportamenti incoerenti. Il benessere è come un faro nel mare, ti dà la direzione delle tue scelte, del tuo agire, del tuo alimentarti, della qualità delle tue relazioni, della cura che hai dell’habitat in cui vivi a partire dalla cartina gettata per terra.

Prenderci cura del benessere ci spinge a porre attenzione sulle “cause” che hanno provocato quel lo specifico malessere e non a curare i sintomi, ci orienta ad assumere nuovi comportamenti e stili di vita più etici ed ecologici, ci rende coscienti nel mantenere il nostro organismo e la nostra mente in un riequilibrio costante e dinamico per superare i fattori che mettono in pericolo il nostro ben-stare o ben-essere.

Forse accanto al medico “cura la malattia” avremmo bisogno di medici o di “esperti in benessere” non coinvolti negli interessi di marketing, ma esperti capaci di illuminare le nostre coscienze ad una vita di benessere fisico, psichico e spirituale.

La stessa parola “sano”, dal greco “saos”, significa rimanere illeso, integro. Non riguarda la malattia né la sua cura, né solo la prevenzione, l’accento è sulla integrità dell’essere umano.

Mantenersi autentici, integri, in armonioso equilibrio fisico, mentale e spirituale con se stessi, gli altri e la natura.

Qual’è la tua mentalità, curo la malattia o il benessere?

Come ogni giorno ti mantieni o stai migliorando il tuo benessere personale e collettivo?

Quali sono i tuoi suggerimenti ?

Massaggio Bio Emozionale, che cos’è ed i suoi benefici

Il Massaggio Bio Emozionale è una esperienza da vivere perché ci vitalizza e ci ridona la coscienza di noi stessi.


Il Massaggio bio emozionale entra nell’anima e muove le emozioni perché ogni tocco, ogni movimento sul tuo corpo esprime cura, attenzione, rispetto, cuore come un caldo abbraccio che protegge, riscalda, rassicura, tiene senza stringere, libera e lascia andare.
Il Massaggio Bio emozionale non si riceve, lo si ascolta con l’anima. È un massaggio sensoriale dove la mente lascia il posto al corpo integrato perfettamente col Sè interiore e proprio quando l’ascolto si fa silenzio, loquace diventa un’altra voce: la tua voce interiore e intima, essa emerge sottile e vera dal tuo profondo e vibra di sensazioni.
Nella misura in cui ti fai ascolto tutto si amplifica, la tua capacità di prendere coscienza di ogni cosa si apre allo stupore, non si immagina prima cosa emergerà dal Profondo, non ha attese ed è priva di giudizio. Tutto quello che il rumore della mente, della frenesia della vita di ogni giorno o la durezza posta sul proprio animo ha coperto, nascosto o esiliato dalla terra della vita di tutti i giorni, ha la possibilità di esprimersi, di vibrare e di farsi udire e comprendere dalla nostra Coscienza.
Il Massaggio Bio Emozionale allenta le tensioni, elimina lo stress, distende i muscoli, alleggerisce l’anima, ci fa sentire che il nostro cuore è vivo e batte emozioni, ci ricarica di energia vitale e forza nuova per realizzare i nostri progetti.
IL Massaggio Bio Emozionale alla fine ti rende cosciente di una grande verità: tutto nella tua vita inizia dalla “cura che hai di stesso”, dall’ascolto sincero e leale delle emozioni e sensazioni che salgono dalla tua anima, dal porre un momento privilegiato di stop a tutto e tutti per affermare che al centro del tuo universo ci sei tu e niente e nessun altro, perché dall’equilibrio e dalla tua centratura interiore tutto prende forma, vita e identità, diventa parlante di te e della tua unicità e tu hai bisogno di alimentarti non solo di cibo, ma della tua anima, in altre parole di “amore” e “vita”.
Ecco perché “Bio”. Bios significa “vita”. Per tornare alle origini della vita dobbiamo ri-prendere coscienza di noi stessi, di tutto quello che sussurra, esprime, racconta, grida, sottace nel nostro corpo il nostro Sé fino agli infiniti spazi dell’anima.
Il Massaggio Bio Emozionale non è solo una tecnica di massaggio, tu ne sei il protagonista. Non è importante il tocco del massaggiatore, anche se la sua bravura e professionalità sono fondamentali, tu stai al centro di quel vortice di amore per ogni anche se piccola e appena percepibile sensazione, per ogni energia sottile e vitale che vibra dentro e oltre te nel mondo che ti circonda, per ogni emozione che ti racconta e ti fa esistere.
Il Massaggio Bio Emozionale scioglie i blocchi energetici, muscolari ed emotivi, libera da pesi e memorie inconsce proprio perché tutto viene eseguito dal massaggiatore e ascoltato dal massaggiato col cuore, con dolcezza, senza giudizio, senza attesa e con un costante e rispettoso profondo incondizionato ascolto.
Si instaura una altra frequenza vibrazionale attorno a quel lettino, aria fresca, leggera, profumata che tutto ricalibra, risana, rinnova. Più che un massaggio è un “evento di benessere”, mentre accade si realizza.
Penso sia impossibile non provarlo, e quando lo si riceve, il desiderio è di non lasciar scorrere troppo tempo dal riceverne un’altro.

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Il segreto del Benessere

Il Benessere è la risposta armoniosa di un equilibrio profondo in atto nella nostra vita e sempre in continuo movimento.

Il Benessere non si raggiunge una volta per tutte, è il risultato di un equilibrio dinamico perché sempre nuovo e ritrovato. Ogni giorno il nostro sistema innato risponde alle provocazioni del mondo esterno, agli eventi della vita ed contemporaneamente alle problematiche fisiche ed emotive interne che ci destabilizzano e ristabilisce il precedente equilibrio infranto oppure ne ne ricalibra uno nuovo adattato alle nuove condizioni. Questo perché il nostro organismo non corra il rischio di collassare a causa dello stress fisico, mentale ed emozionale sperimentato a casa di eventi esterni e interni al corpo umano che ci definisce come persona unica e irripetibile. In breve in noi esiste una Intelligenza innata che ci difende da tutto quello che potrebbe mettere in pericolo la nostra vita e l’armonia di ogni singola parte di noi con il tutto.

La vita ogni giorno ci riserva esperienze nuove, sfide, minacce, pericoli, novità e innovazioni, imprevisti, traumi fisici e psichici, cambi di programma, adattamenti, rischi, competizione, scontro, situazioni stressanti a cui dobbiamo fare fronte, come se ci venissero fatte delle domande a cui dover dare in ogni caso sempre una risposta, qualunque essa sia, pena la nostra stessa esistenza in questo mondo. Se non sono elastico, modulabile, adattabile, rinnovabile, creativo, intelligente, correggibile, aperto mentalmente, pronto al cambiamento, all’apertura mentale, all’improvvisazione momentanea, disposto a riprodurre nuovi equilibri e armonie per superare ogni crisi in atto nel sistema corporeo, mentale e spirituale del mio “essere in questo mondo”, io sono a rischio estinzione.

Chi mi protegge da tutto questo, chi veglia su di me?

In prima istanza l’Intelligenza Innata: ogni giorno c’è una intelligenza agente in ciascuno di noi la quale costantemente gestisce tutte le operazioni che permettono al nostro organismo non solo di compiere tutte le sue complesse funzioni, ma anche di preservare e mantenere il nostro stato di salute adattando e rimodellando egregiamente il sistema corpo-psiche-spirito a far fronte ad ogni possibile pericolo o minaccia (pensiamo solo al sistema immunitario) o cambiamento di condizioni e abitudini: il miracolo della vita si compie ogni giorno, non solo quando siano stati concepiti.

Ventiquattro ore su ventiquattro il nostro sistema corporeo è sottoposto a check-up e programmato dalla intelligenza innata attraverso infinite operazioni neurali , chimiche, elettriche, vibrazionali, psichiche, emozionali, energetiche… per meglio adattarsi ai cambiamenti in atto, alle nuove condizioni di vita.

Tutto nel nostro corpo coopera a questa sinfonia di armonie riscritte: dalla singola cellula al cervello, ogni organo, ormone, viscere, muscolo, valvola, diaframma, orofizio… tutto avviene in modo automatico, spontaneo, immediato o graduale, senza che noi ne siamo coscienti. Ogni operazione esprime una intelligenza innata che ha un compito essenziale: mantenerci in vita il meglio possibile con tutte le risorse di cui in ogni momento attuale ha a disposizione.

Quando tutto questo sistema di sistemi è in armonia con dentro e fuori di noi ci trasmette luna meravigliosa sensazione: quell’appagante senso di Benessere, Leggerezza, Felicità, Pienezza, Serenità che proviamo in alcuni momenti.

In noi esiste anche una Intelligenza Razionale, essa ci permette di prendere coscienza di una piccola parte di quello che accade dentro e fuori di noi, rendendoci consci di quello che ci accade e proviamo ci mette in grado di assumere dei comportamenti adeguati per migliorare il nostro benessere, compiendo azioni concrete e coraggiose, formulando pensieri positivi e propositivi, progetti, strategie, ci consente di dare ragione di ogni cosa che ci accade e proviamo per quanto possibile, trovando rimedi, soluzioni e aiuti, in breve con la nostra mente razionale noi possiamo aiutare e collaborare con la nostra intelligenza innata. L’equilibrio e la costante collaborazione sinergica di queste due intelligenze è fondamentale per il nostro Benessere. Basta solo che una delle due sottometta l’altra e il nostro benessere subito ne risente.

Varie possono essere le nostre risposte personali e razionali agli squilibri che mettono in difficoltà la nostra esistenza quotidiana: possiamo trasformarci in dei combattenti, oppure ci comportiamo da incoscienti che non si rendono conto di ciò che il corpo comunica e non vedono i problemi (cecità di autocoscienza), oppure diveniamo dei codardi che gettano la spugna e si chiudono nella apatia senza reagire, oppure siamo come dei ciechi e sordi ai segnali da continuare a vivere come se stessimo bene ma la realtà è un’altra e perseveriamo nel mantenere intatte le nostre vecchie abitudini, certe convinzioni limitanti assunte in famiglia o dalla educazione ricevuta, oppure stiamo male ma non ne capiamo nulla e ci mettiamo con fiducia nelle mani di chi sa più di noi con cieca fiducia.

Eppure ogni volta che il nostro organismo combatte o manda segnali (sintomi) di insofferenza o di squilibrio, oltre all’importante rimedio medico domandiamoci: Che cosa mi sta dicendo il mio corpo attraverso i suoi messaggi di dolore, debolezza, difficoltà, fastidio e insofferenza?

Dietro ogni squilibrio in atto c’è una provocazione che ci viene fatta, c’è qualcosa che la sta causando. Ed è proprio quando la vita viene messa in pericolo che riusciamo ad apprezzarne tutto il suo valore senza prezzo.

Il Benessere non si raggiunge una volta per tutte, la vita è sempre in cambiamento e ci lancia sempre nuove sfide. Cercare il Benessere, significa prenderci cura di noi quando stiamo bene (ma quando stiamo bene non ci pensiamo) e quando il nostro benessere diminuisce. Quando il Benessere si indebolisce significa che abbiamo un interrogativo vitale e personale a cui dobbiamo dare una risposta, comporta una azione da intraprendere, un cambiamento da affrontare, un salto di qualità da fare a vari livelli.

Spesso una diminuzione del Benessere accade proprio lì dove ci viene data una prova da superare. Dietro al non-benessere c’è sempre un trauma, una emozione negativa, una sofferenza, una paura, una debolezza, un vuoto, una ferita già sperimentati e vissuti e da risolvere.

Il Benessere è infinitamente di più di un’ora di piacere presso una SPA, è un compito da affrontare, in una parola il nostro Benessere è collegato alla nostra essenza più profonda, al nostro reale progetto di vita, al nostro scopo in questo mondo, alla nostra felicità che non altro è la nostra vera realizzazione.

È in questo senso che assumere una alimentazione sana e corretta, curare se stessi e la propria autostima, affermare e difendere la propria dignità, ascoltare i messaggi del proprio corpo, le sensazioni e sintomi che esprime, vivere con trasparenza le proprie emozioni, liberare i traumi e lo stress accumulati, superare momenti di crisi e di squilibrio fisico, mentale ed emozionale, vivere con piacere e soddisfazione appartengono ai compiti di ogni essere umano, perché la vita va vissuta con ben-essere.

Proprio per questo ogni persona che entra nello Studio Jesolo Massaggi & Kinesiologia non viene solo a ricevere un Trattamento di Benessere ma viene condotta a ricercare il suo Benessere ad ogni livello: nella vita intima e spirituale, fisica, personale e familiare, sociale e professionale.

Ricevere un massaggio non è solo provare il ringraziamento del corpo che ti fa sentire più rilassato, ma sentire in quel benessere diffuso quella che dovrebbe essere la tua fondamentale dimensione di vita. Ricevere un trattamento di Riflessolgia Plantare è prendere coscienza che i tuoi piedi ti parlano e ti possono aiutare a ritrovare equilibrio proprio lì dove qualcosa ti sta destabilizzando. Fare una sessione di Kinesiologia ti aiuta a prendere maggiore coscienza della tua vita e trovare quella soluzione al tuo problema che da solo, nonostante la tua volontà e impegno personale, non eri in grado raggiungere. Vivere una esperienza di trattamento craniosacrale ti aiuta a risentire il respiro primario del liquido encefalorachiano, che pulsa dentro di te, riprendere il suo movimento lungo e sinuoso, il suo armonioso equilibrio che poi trasmette a tutte le cellule e organi e tu lo noti subito nella serenità che si sprigiona dentro di te.

Il massaggio raccontato dalle mani

Che cosa hanno di speciale le mani?

Le mani possono eseguire alla perfezione una tecnica imparata, per esempio premere un pulsante, girare una manovella, indicare un punto, scrivere una frase con una penna, ma quando hanno a che fare con un corpo, tutto cambia.

Quando massaggio, se usassi le mie mani solo per eseguire alla perfezione una tecnica imparata, l’azione delle mie mani non si differenzierebbe di molto da un braccio meccanico di un robot comandato da una intelligenza artificiale, né da molti altri massaggiatori che eseguono lo stesso massaggio ogni giorno meccanicamente. Un massaggiatore professionista, che conosce una grande varietà di tecniche e stili di massaggio,  ripetere massaggi senza adeguarli alla persona che li riceve diventa pressoché impossibile. Le mani non possono più rimanere ancorate, con fredda e lucida determinazione, all’esecuzione di un protocollo di massaggio pre-redatto. Perché? Le mani sanno fare molto di più: permettono il “con-tatto”, instaurano immediatamente un dialogo con chi riceve il massaggio e dalla interazione tra massaggiatore e massaggiato sono in grado di suscitare vibrazioni emotive, trasmettere sensibilità, rispetto profondo, cuore, sanno muoversi con originalità, creatività, sapienza, intuizione e donare benessere ed equilibrio non solo al corpo fisico e alla mente, ma raggiungere anche l’anima. 

Quando le mani sanno muoversi con personalità, saggezza e tatto in perfetta simbiosi con quello che sentono sotto la pelle, ogni massaggio diventa immediatamente unico, speciale, irripetibile perché le mani possono interagire con le reali esigenze di benessere di chi riceve il massaggio e possono comunicare realmente il tutto della persona stesa sul lettino.

Ecco che un massaggio si “personalizza”, si “umanizza” e il massaggiatore si distingue dalla massa perché è in grado di raggiungere efficaci livelli di comunicazione corporea, conscia ed insconcia, non solo, trasforma ogni movimento in un gesto di arte, che nulla ha a che vedere con shows mediatici per incantare la gente, perché l’arte di un movimento è intrisa di umiltà, vuoto di sé, essenzialità, armonia, perfezione ed efficienza nel risultato.

LA GRANDE DIFFERENZA che rende unico, originale il mio lavoro e quello di ogni massaggiatore che vuole distinguersi dalla massa, sono proprio loro, le mani, quando giungono a comunicare spontaneamente studi, esperienza, ricerca, evoluzione spirituale personale, ascolto rispettoso ed umiltà. Esse fanno la differenza anche se eseguono lo stesso identico fra molti e simili movimenti di una  qualsiasi specifica tecnica di massaggio.

Perché proprio le mani?

Le mani possiedono una capacità innata: sanno trasformarsi in un prolungamento della “essenza intelligente” che muove ogni azione del massaggiatore (per “essenza intelligente” intendo quello scrigno dinamico presente nella mente umana dove sono custodite e sempre pronte ad attivarsi con intuizione, creatività e sapienza tutte le conoscenze consce ed inconsce, le esperienze memorizzate e la maturità emozionale del massaggiatore). Le mani non si accontentano di possedere conoscenze, ogni giorno desiderano migliorare, allenarsi, arricchirsi di contenuti di qualità e nuove esperienze. Un vero massaggiatore non è mai “top”, e top significa avere l’umiltà di chi sa di non sapere.

Ogni singola mano attinge direttamente a questo scrigno di esperienza e formazione, frutto di impegno e costanza, e instaura un dialogo profondo con chi riceve il massaggio. Contemporaneamente, interagisce, in tempo attuale, con chi sta effettuando quel massaggio guidandolo in una esperienza sempre nuova. Non esiste un massaggio uguale ad un altro, semplicemente perché chi massaggio non è mai la stessa persona del precedente appuntamento, è un “universo dinamico” in continua trasformazione, non c’è mai ripetizione, abitudine, noia.

VI siete domandati perché abbiamo due mani e perché abbiamo due emisferi? Se le mani sono due ha un senso. Ogni singola mano può muoversi in modo unico e differente dall’altra mano, comunicando cose diverse, agendo per moti e tecniche differenti, perfino contrarie o sinergiche, le mani arrivano a comunicare simultaneamente ciascuna contenuti diversi. Qui arriviamo ai più alti livello di professionalità del massaggiatore.

Alle volte non ci si pensa, ma le mani mentre operano imparano, specializzano la loro esperienza. Come? Attraverso l’ “ascolto”.

Le mani, non eseguono solo degli ordini del nostro cervello come meri esecutori, al contrario sono loro a suggerire al cervello come muoversi perché percepiscono, mentre si muovono con dolcezza e giusto peso, ogni più sottile segnale attraverso il tatto dei polpastrelli delle dita, intuiscono e raffigurano nella mente ogni più piccola modulazione, cambiamento, problematicità che sta non solo in superficie, ma sotto la pelle, nel tessuto connettivale e muscolare, rendono consci di ogni secchezza o umidità, liscezza o spugnosità o gonfiore o vacuità, percepiscono ogni variazione di energia sottile sotto il palmo, svelano e velano con rispetto ogni emozione sia manifesta che celata.

LA MANO ASCOLTA come l’orecchio allenato e sopraffino di un musicista, ascolta la musicalità di un corpo, le sue assonanze e le sue dissonanze e tende ad accordarlo per ristabilire armonia ed equilibrio.

LA MANO VEDE attraverso degli occhi interiori. Spesso, mentre massaggio, chiudo per un attimo gli occhi per vedere con più precisione con gli occhi interiori quello che gli occhi naturali non vedono. Tutto di colpo diventa più amplificato, evidente, colorato, percettivo, e mi lascio condurre… Le mani riescono a vedere quello che ho studiato sui libri nel corpo di una persona e lo descrivono con dovizia di particolari, mostrano ciò che sta sotto la pelle e non è visibile alla vista degli occhi naturali, mi rendono conscio di ciò di cui non posso essere conscio e donano al mio massaggio una precisione millimetrica e sensoriale, alle volte rendono consci quando la sensazione di dolore, che provava il massaggiato, progressivamente si spegne al loro passaggio.

LA MANO SI TRASFORMA IN UNA “GUIDA”, come quella che in montagna ti accompagna su un sentiero sconosciuto fino alla meta, mettendoti in sicurezza. Le mani mi parlano in continuazione, suggeriscono costantemente dove, come, quando, se e non lavorare e in ogni caso a lavorare col massaggio proprio “lì dove serve”. Sì, perché non è la forza, il contatto violento che risolve gli squilibri, ma l’approccio rispettoso, graduale, attento intriso di sensibilità e amore.

Le mani sono etiche, non vanno oltre, non fanno finta di non aver sentito, ritornano sui loro passi, riascoltano se hanno dubbi. Le mani creano feeling, entrano in assonanza e vibrazione, gioiscono insieme al corpo di chi riceve il massaggio condividendo la sensazione di equilibrio e benessere ritrovato e quel fantastico graduale sparire di ogni tensione fisica ed emotiva. Le  mani educate dall’esperienza sono proprio una guida esperta per il massaggiatore professionista.

Cosa accade? Il tocco cambia di intensità, di pressione, di peso, di energia, modulando la propria dolcezza, pressione, peso e la raffinatezza del proprio movimento non solo in base al comando mentale di protocollo tecnico inerente ad un specifico massaggio, ma primariamente in base a quello che la persona vivente che riceve il massaggio comunica e dall’ascolto di tutto quello che esattamente il corpo di chi riceve il massaggio chiede.

Possiamo dire che IL TOCCO SI FA “UMANO”,  in altre parole usa quel linguaggio universale ed ecumenico che tutti gli uomini e le donne di ogni tempo luogo, razza, lingua ed età comprendono ed esprimono. Questo linguaggio universale attinge alla storia della evoluzione dell’essere umano, nel corso della quale il massaggio da sempre è stato presente e praticato. Le mani conoscono questo linguaggio e sanno subito farsi comprendere da chiunque, per questo il massaggio sa parlare a tutte le persone senza distinzione.

LA MANO TRASFORMA LA TECNICA IN ARTE, sì perché riesce a raccontare mentre agisce la sensibilità umana che rende artistico il movimento. Come? Il movimento tende sempre di più a diventare armonico, pulito, essenziale, va direttamente all’essenza e tale essenza lo rende fluido e leggero anche quando il tocco richiede maggiore pressione. Chi guarda un filmato di un massaggio può notare solo l’armonia di un movimento, tutt’altra cosa è percepire l’arte di un massaggio mentre lo si riceve. Ecco perché chi fa un massaggio ha bisogno di farsi massaggiare per primo, e in modo particolare dai maestri di talento. Chi impara la tecnica di un massaggio da un filmato, non sa cosa le mani del maestro massaggiatore comunicano.

All’inizio la tecnica di un massaggio è importante, ma poi la tecnica lascia il posto al  al cuore, all’ascolto profondo sia conscio che inconscio e a tutto il bagaglio di  studio, lavoro ed esperienza che ogni tocco sa esprimere.

Come le mani si approcciano alla persona? Si avvicinano in punta di piedi, facendo sentire una presenza rassicurante. Tranquillizzano, pacificano, si fanno rispettose e accoglienti, prive di giudizio. Solo una cosa desiderano:  il benessere della persona e lo comunicano con la dolcezza e la fermezza di quell’esserci totalmente ma non coinvolto emozionalmente. Si tratta di un esserci professionale che mira solo ad una cosa: donare vero benessere ed equilibrio fisico e interiore per poi sparire felice di aver fatto il suo dovere.

Dieci buoni motivi per ricevere un massaggio con regolarità

Educarci a migliorare i propri comportamenti significa migliorare la qualità ed il benessere della propria vita: ecco dieci motivi per ricevere un massaggio con regolarità.

Ricordiamoci: chi possiede le informazioni giuste può migliorare la propria vita.

Molti di noi, nel corso della loro vita, hanno cambiato alcune usanze comportamentali.

Chi beveva tanti caffé oggi forse ne beve di meno o ha smesso di prendere caffé al bar sostituendolo con qualcosa altro.

Chi mangiava troppo e senza criterio, oggi è diventato più attento alla propria alimentazione e alla scelta dei cibi, mentre ha eliminato dalla propria dieta tutti i cosiddetti cibi “spazzatura” .

Chi abbondava di cucchiaini di zucchero raffinato nelle bevande o nei dolci preparati in casa, oggi usa altri prodotti dolcificanti.

Chi mangiava spesso carni rosse, oggi le mangia più raramente o ci ha rinunciato del tutto.

Chi non faceva per nulla attività fisica, oggi compie una attività di movimento con regolarità ogni settimana.

Di esempi simili ce ne sono molti, eppure tutti questi cambiamenti comportamentali hanno un unico comune denominatore: nascono da una informazione che si traduce in una educazione comportamentale. Insomma educarci alle buone e corrette azioni produce un innalzamento del nostro benessere e della longevità della nostra vita.

Oggi vedo ancora quasi del tutto assente una corretta cultura del massaggio.

Forse per colpa di una certa pubblicità, ancora troppe poche persone usano ricevere un massaggio con regolarità. La maggioranza delle persone tende a rivolgersi  ad un massaggiatore professionista solo in caso di un disturbo o dolore fisico oppure per regalarsi una coccola come si dice “una volta ogni tanto”, in altre parole non con regolarità ma a bisogno, un po’ con l’idea limitata al massaggio in una SPA. C’è ancora chi, perfino, ancora non ha mai ricevuto un massaggio in vita.

Perché è importante ricevere un massaggio con regolarità?

  1. Perché la regolarità mantiene costanti nel tempo i benefici del massaggio.
  2. Perché ne amplifica i risultati.
  3. Perché diventa un aiuto efficace e verificabile.
  4. Perché non si disperde il lavoro fatto dal massaggiatore.
  5. Perché è un ottimo investimento in termini di benessere.
  6. Perché ci si educa a riceverlo e a riconoscerne i benefici.
  7. Perché inizio a prendere meno medicine.

Impariamo a cambiare la nostra cultura sul massaggio.

Ecco dieci buoni motivi che potrebbero farti riflettere:

  1. Prima di tutto perché il massaggio fa bene.
  2. Perché aiuta il sistema corpo a mantenersi giovane ed efficiente nel tempo.
  3. La pelle quando è massaggiata e oliata, elimina molte delle tossine e delle scorie sottocutanee, ringiovanendosi e diventando più luminosa.
  4. I muscoli stessi vengono ossigenati, tonificati, e liberati da tensioni accumulate lungo la settimana sia causa di una vita stressante, sia di emozioni negative che ci hanno irrigidito e bloccato.  I nostri movimenti diventano più agili e sciolti.
  5. Perché vivendo in una società competitiva e dai ritmi frenetici, avere un massaggio prenotato significa stabilire un tempo privilegiato per sé per eliminare stress, riprendere contatto con se stessi ed il proprio corpo e riappropriarsi dei propri ritmi naturali.
  6. Perché siamo fatti di emozioni e le emozioni non vanno mai trattenute, ma liberate; se la loro energia venisse trattenuta danneggerebbe i nostri organi. Il massaggio aiuta a prendere contatto con le proprie emozioni e a liberare quelle traumatiche, impedendo che questa energia vada a destabilizzare i nostri organi e visceri causando nel tempo conseguenze spiacevoli.
  7. Chi riceve un massaggio con regolarità sta facendo “prevenzione”. Sì, perché rafforza le proprie difese immunitarie, è meno soggetto a varie problematiche fisiche (raffreddori, problemi respiratori, herpes e manifestazioni psicosomatiche…) e soprattutto mantiene nel tempo il proprio corpo in salute.
  8. Aiuta la circolazione linfatica a purificare il nostro organismo da ristagni di scorie e tossine innalzando di conseguenza la qualità di nutrimento delle cellule e migliora la circolazione sanguigna apportando una maggiore quantità di ossigeno e nutrimento a tutti i tessuti.
  9. Perché migliora la qualità del sonno.
  10. Perché corpo, mente e spirito necessitano di essere riportati in costante e dinamico equilibrio, il benessere di ogni persona si misura, infatti, sulla qualità della omeostasi generale dell’intero sistema corporeo, di ogni sua singola parte nel tutto.

Il decimo motivo è il più importante, anche se l’ho numerato per ultimo, era un modo per portarvi a porre la attenzione su di esso.

Spesso noi siamo stati educati a misurare la qualità della nostra vita sul successo, sulle performance, sul denaro, in realtà la vera qualità di vita è il risultato del mantenimento, nel tempo e nel corso dei cambiamenti naturali della vita, del nostro naturale equilibrio interiore e spirituale (emozioni, stati d’animo, pensieri…) e dell’equilibrio del nostro sistema corporeo (organi, visceri e apparati…). Se questi vanno in squilibrio ecco il sorgere di malattie, disturbi fino ad arrivare alle cronicità e alle patologie fino alle più gravi come il tumore.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma un massaggio costa!

In realtà, un massaggio di qualità presso un studio massaggi, può costare al nostro portafoglio tra i 40 – 80€. Non pensi che educarci almeno ad un massaggio al mese,  i benefici che ne riceviamo non abbiano prezzo?

Qual è la tua esperienza?