Cliente ed Operatore olistico, quale rapporto?

Il rapporto tra operatore in discipline olistiche e bionaturali ed il cliente gioca un ruolo fondamentale e irrinunciabile.

Tutte e due sono dei soggetti attivi per la buona riuscita del trattamento.

Spesso il cliente che riceve il trattamento si trova in una situazione di sudditanza perché è colui che ha bisogno e si affidata totalmente nelle mani dell’operatore. L’Operatore deve vigilare su se stesso, per trasformare questa sentimento di sudditanza in partecipazione attiva e consapevole.

Il cliente, infatti, ha un ruolo irrinunciabile nel trattamento. Prima di tutto perché è una fonte preziosissima di informazioni che aiutano l’operatore a scegliere il trattamento più efficace e personalizzato, proprio come un abito cucito su misura. La sua storia, i suoi traumi fisici e psichici, l’osservazione del linguaggio del corpo, la sua fisiognomica.

Si rivela, quindi, irrinunciabile il dialogo cordiale e sincero tra operatore e cliente.

Ulteriori strumenti sono l’esecuzione di test di verifica, l’osservazione della postura, l’ascolto tattile del corpo, per esempio per trovare bande tese, zone Yin-Yang o di freddo-caldo, vuoti o pieni, l’osservazione del colorito della pelle, etc.

Il cliente non è solo un oggetto di indagine, prima di tutto è il SOGGETTO ATTIVO, SENSITIVO E VIVENTE del trattamento.  

SOGGETTO ATTIVO

La “partecipazione attiva” del cliente è fondamentale. L’operatore deve sempre promuovere ed educare in modo attivo la “partecipazione consapevole” del cliente al trattamento impartito. Non tanto sulle caratteristiche tecniche del trattamento che potrebbero rivelarsi noiose e non sempre comprensibili per il cliente, quanto sull’aiutare il cliente a formulare al suo interno una CHIARA INTENZIONE, capace di rafforzare la fiducia, la visione del risultato che intende ottenere dal trattamento, come se quel risultato fosse già “ORA”. Il risultato non si deve concentrare tanto sulla soluzione del problema o del sintomo, quanto sulla qualità di vita di vita che quel problema o sintomo stanno impedendo. L’intenzione va oltre la malattia, abbraccia la vita stessa e il progetto di vita del cliente.

L’ intenzione ha la capacità di corroborare, a livello inconscio, tutto l’organismo vivente, rendendolo collaborativo al trattamento. È il modo migliore per CHIEDERE IL PERMESSO non solo al cliente che ci sta di fronte, inteso come persona cosciente e consapevole, ma anche all’INTELLIGENZA INNATA del suo corpo vivente, la quale partecipa in modo attivo, intelligente, con la sapienza stessa della evoluzione della specie al trattamento, rendendolo ancora più efficace, anche se il cliente non ne è consapevole.

SOGGETTO SENSITIVO

Il corpo del cliente è come la tastiera di un computer. Ogni cosa che l’operatore fa e perfino pensa (perché l’inconscio coglie ogni aspetto nella relazione operatore-cliente) è simile alla trascrizione di programmi, di operazioni a livello neurale, chimico, elettrico, energetico che il corpo, grazie ai suoi innumerevole SENSORI, mette in moto nel corpo modificando struttura e programmi interni. Il corpo umano, infatti, è ricco di cellule che svolgono proprio questo compito. Non solo quello di percepire cosa accade all’interno e all’esterno del corpo, ma anche di immettere tutta una serie di informazioni in uscita e in ritorno che producono precisi comportamenti fisiologici in tutti gli apparati del corpo umano. Sensitivo significa anche che il cliente sente dolore, ognuno a suo modo, lo stesso vale per la gioia o la tristezza e tutte le emozioni che sempre si accompagnano a espressioni fisico-organiche, posturali, mimiche del volto e comportamentali, anche queste non sempre consapevoli. L’operatore deve porre sempre una grande attenzione sulla sensibilità fisica, emotiva del cliente. Le cellule stesse, se non sono avvicinate con sensibilità si irritano, come quando qualcuno ci dà una improvvisa brusca spinta. Ecco perché al corpo psico-fisico delle persone bisogna sempre avvicinarsi in punta di piedi, partire da lontano per avvicinarsi sempre di più al punto di maggiore irritabilità e dolore, ecco perché i punti più irritabili vanno prima sedati e poi trattati, con pazienza e ascolto, anche quando si tratta a livello tattile.

SOGGETTO VIVENTE

Il corpo umano è infatti un soggetto ed essere vivente.

Vivente perché abitato da una mente consapevole che gli permette di vivere, agire, determinarsi in modo spontaneo o voluto in questo mondo terreno nella sua dimensione spazio-temporale tridimensionale e mantenersi così in vita e progredire nella evoluzione della vita rispondendo alle provocazioni interne e a quelle esterne dell’ambiente in cui viviamo. Questo ci permette di sopravvivere ad ogni minaccia migliorando perfino la qualità del vivere.

Vivente perché abitato da una mente inconscia, da una intelligenza molecolare che gestisce, nel qui ed ora, infinite informazioni, checks e mette in atto strategie, operazioni e comportamenti automatici capaci di difendere e mantenere la nostra sopravvivenza sia all’interno del nostro corpo sia rispondendo alle sfide dell’ambiente in cui esistiamo.

Ecco perché il cliente è il soggetto protagonista del trattamento e l’operatore solo uno “strumento provvisorio” (no dipendenza) capace di aiutare il corpo e la mente a svolgere in modo efficace, naturale il suo compito.

Ciò che ci mantiene in vita è già tutto dentro di noi a livello operativo (programmi interni) e naturalmente anche fuori di noi perché siamo essere relazionali, non solo fra esseri a noi simili, ma con tutto il creato che ci dà l’essenza della vita, cioè l’ossigeno, l’acqua, il cibo e tutti i piaceri della vita.

Siamo un tutt’uno col la madre terra e non possiamo vivere senza di lei. La NATURA e le PERSONE sono due elementi importantissimi del trattamento, assieme all’operatore.

Ecco perché anche la FAMIGLIA, gli AMICI sono elementi fondamentali del trattamento e assieme a loro il CONTATTO FISICO-EMOTIVO con la natura, la madre terra che ci riequilibra.

Di solito se un trattamento dà risultato si riconosce la bravura e alle conoscenze dell’operatore, ma chi veramente ha fatto il miracolo è stato il cliente stesso. Il suo sistema innato a livello inconsapevole e la sua chiara intenzione, la sua determinazione, la sua fede nel vedere già da ora il risultato che sarà finale, il suo impegno, la sua sofferenza come molla verso la guarigione, la sua capacità di ascoltare il suo corpo e il suo Sé interiore, il suo impegno nel praticare tutto ciò che si rivela utile, necessario alla guarigione (ginnastica attiva-passiva, cambiamento delle abitudini e dei comportamenti, alimentazione, miglioramento delle relazioni, contatto con la natura, lavoro sulle proprie emozioni, traumi, meccanismi inconsci…) a livello consapevole.

Cosa aggiungeresti a quanto fin qui detto? Qual’ è la tua esperienza. Condividi quanto qui ho espresso?

IL VALORE DEL CORPO IN TEMPO DI PANDEMIA

Riscoprire il valore del corpo in tempo di pandemia è la migliore scelta che possiamo fare.

Stiamo passando un nuovo pesante periodo di stress e paura sempre a causa delle nuove variazioni dei virus covid e delle restrizioni governative che sempre più limitano le nostre libertà personali e anche alcuni nostri diritti inviolabili.

In questa situazione collettiva, siamo chiamati tutti a ritrovare il nostro centro, l’equilibrio in noi stessi, l’ascolto del nostro Sé interiore per essere fedeli a noi stessi e proteggere il nostro benessere. Lasciamo fuori della porta di casa paura, tensione, rabbia, e tutte le emozioni e altre informazioni negative che annebbiano la nostra luce interiore.

La pandemia ha influenzato le sensazioni che percepiamo nei confronti del nostro corpo.

Molti di noi lo possono percepire stressato: mangiamo più del dovuto, affiorano arrossamenti sulla pelle, abbiamo difficoltà nella digestione, come anche dolori muscolari. Notiamo una maggiore rigidità nella mente e nel corpo, una spiacevole tendenza a ingrassare o a dimagrire eccessivamente. Soffriamo di insonnia, stanchezza diffusa, dimentichiamo impegni o dove abbiamo lasciato le chiavi. Quando parliamo non ci viene la parola giusta, urtiamo contro oggetti esterni ritrovandoci lividi qua e là. Ci arrabbiamo per niente, tendiamo a giudicare facilmente, a provare fastidio per rumori che sentiamo eccessivi, preferiamo non uscire di casa, procrastiniamo le cose che farebbero veramente del bene o quelle pesanti perché non ne abbiamo voglia, etc.

Non va bene se fosse così!

È fondamentale coltivare in noi sentimenti e pensieri positivi, piacevoli, arricchenti.

Molti si domandano: come fare? Spesso cadiamo nell’errore di chiedere questo sforzo alla nostra mente razionale. Ci impegnano mentalmente dicendoci di non comportarci più così. Ci obblighiamo ad eliminare quel pensiero o emozione facendo leva sulla forza della nostra volontà, ma poi ci accorgiamo di non farcela. Sì, perché la mente, già oberata da molti fattori stressanti, non è in grado di affrontare tutto, è stanca, non ne ha voglia.

Cosa è successo? Ci siamo dimenticati di un nostro grande alleato.

Ci siamo dimenticati del corpo!

Riscoprire il valore del corpo in tempo di pandemia è essenziale!

Purtroppo questa l’educazione ricevuta ci ha insegnato ad essere dei cerebrali, a risolvere ogni problema solo con la ragione, la lucidità mentale. Il corpo è come, non è bello come esempio ma dice la realtà, un mulo che viene caricato e caricato a dismisura, e bacchettato perché cammini con tutto quel peso addosso.

In realtà un corpo rispettato può aiutarci moltissimo. Se lo rilassiamo, se lo alimentiamo correttamente senza appesantirlo, se ce ne prendiamo cura, ascoltandolo, liberandolo dalle tensioni accumulate, se gli concediamo spazi di riposo sereno e gli doniamo di vivere quello che ci chiede.

In tutto questo il massaggio è un “antidoto privilegiato” per il tuo reale benessere, perché lavora su più livelli non solo sul piano fisico (muscoli, organi, apparati) ma anche su quello mentale ed emozionale, toccando perfino la tua anima. Un massaggio rilassante aiuta notevolmente a ritrovare equilibrio, buon umore, saggezza interiore, centratura perché permette al tuo corpo di ritrovare le condizioni migliori per affrontare lo stress che ti sorge dal tuo interno e quello che proviene dall’ambiente esterno in cui vivi.

Riscoprire il valore del corpo in tempo di pandemia significa anche tocco, contatto.

Durante il distanziamento sociale, molte persone hanno riferito di aver perso il contatto umano e di aver sperimentato la privazione del tocco. La venuta meno di questa dimensione essenziale per ogni essere umano, di qualsiasi età, maschio o femmina, oltre che a produrre ansia e depressione, ha creato un senso di disconnessione con i nostri corpi. La mancanza di contatto può perfino compromettere le nostre capacità di apprendere e prendere decisioni. Quante volte un problema, che ci sembrava insormontabile da tirare i remi in barca, solo col sostegno umano di un amico si è sciolto come neve al sole?

Non abbiamo bisogno solo che qualcuno ci dica cosa fare. Quel, a volte fastidioso, “devi” fare così! Abbiamo bisogno semplicemente di una presenza umana, di un tocco che ci dice senza dirlo: tu esisti, tu vali! Non ha prezzo il tocco rispettoso, amorevole, rappacificante poiché vince il nostro stress! Il nostro corpo ce lo fa percepire subito donandoci serenità, leggerezza, benessere, nuova forza ed energia infuse di calma e incoraggiamento. Il tocco ci riporta al nostro centro, alla nostra vera luce interiore, che per un momento si era come annebbiata. Non dimentichiamo mai il tocco rasserenante e amorevole di papà e mamma, quando eravamo tristi, stressati, doloranti.

Sì, perché il massaggio è uno specialista nel donarti tutto questo. E lo fa attraverso il tuo corpo!

Probabilmente sai, leggendomi, come un massaggio regolare può offrire al tuo corpo rilassamento fisico-mentale, migliore circolazione, sollievo per muscoli tesi ed è in grado di eliminare quella compressione nervosa che grava sui diversi livelli di energia.

Come io stesso non sono per il classico massaggio generico, ma per un massaggio professionale e personalizzato, basato su un attento ascolto della tua persona e di quello che racconta il tuo corpo.

Ti faccio una domanda. In questo periodo di pandemia, il massaggio rientra nel tuo piano di recupero per ritornare al tuo top e ottenere il massimo beneficio possibile?

Se vuoi approfondire di più, sono qui per aiutarti. Scrivimi.

Oggi ti aggiungo una chicca, riflettici un po’:

  • un massaggio regolare è un PERCORSO lungo il quale scopri molto di te,
  • ti mette nelle condizioni migliori per fare scelte giuste grazie a maggiore equilibrio e tranquillità interiore,
  • ti permette di avere un maggiore contatto con te stesso/a e con il tuo corpo,
  • migliora la tua centratura e rilassa la mente e i suoi effetti psicosomatici sul tuo corpo.

Il massaggio mette il tuo corpo nelle condizioni migliori perché tu possa affrontare ogni cosa, ma soprattutto per realizzare il tuo progetto di vita, la tua felicità.

Quando dentro di me tutto tace

Ascoltare il proprio corpo è fare prevenzione, ma se ad un certo punto il mio corpo tace?

Leggo molti articoli dove si afferma a carattere cubitali: “il corpo parla”, e di conseguenza invitano il lettore ad ascoltare il proprio corpo. È veramente fondamentale mantenere, costante nel tempo, una attiva percezione di ascolto dei sottili messaggi del corpo.

Questo richiede una costante educazione alla percezione, al silenzio, a trovare tempo per sé, alla meditazione, a donarsi spazi privilegiati dedicati all’ascolto, al lasciar emergere con amore ogni cosa senza paura per poi lasciar andare e lasciar andare…

Perché ascoltare il proprio corpo?

Ascoltare il nostro corpo ci aiuta a cogliere squilibri, problematiche, sintomi, incongruenze, fattori stressogeni, energie negative e compresse, magari prima che si trasformino in malattia o patologie. Semplicemente perché il corpo ha bisogno di far risalire in superficie ciò che preme in profondità, ha bisogno di liberare la pressione che si accumula nei suoi organi, nelle sue viscere, nei suoi muscoli, nella sua mente (pensieri fissi…), nei suo cuore (emozioni e stati d’animo)

Può accadere che il corpo inizi a tacere qualcosa di grave? Purtroppo sì.

Se si verificano certe circostanze il corpo inizia a stare zitto e a non dire più ciò che prima gridava a pieni polmoni.

Ci sono individui che costantemente o su particolari settori della propria vita non vogliono più ascoltarsi, e di conseguenza hanno accettato come naturale o abitudine una situazione stressante e invalidante per il corpo la mente e lo spirito. Lo fanno perché così pensano di stare meglio, come una strategia di sopravvivenza.

Cosa è accaduto? Per giorni, mesi, anni hanno accettato un dolore, un fastidio, uno stress. una situazione invalidante o limitante. Per un tempo ripetuto e lungo hanno nascosto in uno spazio ormai sordo del proprio Sé quelle emozioni, pensieri, sensazioni che non potevano accettare, assieme a tutte quelle che il corpo stesso naturalmente ha messo a tacere per non destabilizzarsi nei cassetti del proprio inconscio.

Ed oggi? Oggi non provano più nulla, non stanno né bene né male, si sono come immunizzati dal dolore, dalla vergogna, dalla paura, dal vuoto e dall’abbandono, dal sentire ciò che tanto ha fatto loro male. Come se una ferita avesse fatto una robusta cicatrice superficiale , ma sotto non è mai guarita.

Sono diventati insensibili, intoccabili, hanno messo su una corazza robusta e non provano nulla, nemmeno si pongono più domande, vivono alla giornata, continuano a far del male al proprio corpo, alla propria mente e al proprio spirito, alle volta continuano a fare del male agli altri senza accorgersene, perché non sono più in grado di sentire, di cogliere il  male che stanno facendo a sé stessi e anche agli altri.

Ho incontrato una persona che soffriva di fame nervosa, ma alla domanda: “quando apri il frigorifero di notte, di che cosa hai veramente fame, che cosa il tuo corpo, la tua mente, il tuo spirito sta cercando, che cosa gli stai negando? Si tratta di cibo o di qualcosa altro?

Guardandosi dentro questa persona sentiva il nulla, il suo desiderio di cibo era diventata una abitudine, un comportamento normale, quotidiano, non si stava nemmeno accorgendo che stava mettendo la rischio la sua salute e accorciando il tempo della sua vita.

A questa domanda rimase stupito e son riusciva a trovare dentro di sé una risposta, non sentiva nulla. Non era in grado di porsi una domanda così semplice perché sordo dentro di sé.

Lo si nota anche nella Riflessologia plantare: quando un sintomo si trasforma in patologia l’evidenza dello squilibrio energetico che appare sul piede tende a sparire, a divenire velata perché per il sistema corpo quello che prima era uno squilibrio da correggere si è trasformato progressivamente in una normalità accettata.

Ecco perché anch’io continuo a invitarvi ad ascoltare il corpo, le sensazioni che ci invia, i malesseri e i sintomi che suscita, le intuizioni che sussurra, le emozioni e gli stati d’animo che condizionano i nostri comportamenti perché proprio su di essi si giocano le più grandi battaglie della nostra esistenza.

In gioco non sono soldi, prestigio, cose materiali, ma la nostra stessa vita.

Ringraziamo con riconoscenza il nostro corpo per ogni messaggio, impariamo il suo linguaggio, cerchiamo di non essere sempre troppo presi dagli impegni della nostra vita per dedicargli il tempo di dargli semplicemente attenzione, cuore, ascolto e dirgli che gli vogliamo bene.

L’ascolto ci può salvare la vita!

Tu che ne pensi?

Il corpo ci parla raccontando una storia

Ogni massaggio permette di fare un viaggio, attraverso il corpo, nella storia di una persona. Questo viaggiare della mani dagli arti inferiori agli arti superiori passando per l’addome e la schiena fino ad arrivare alle testa arreca salute e benefici in ogni parte del corpo. I benefici accadono non solo in superficie, a livello epidermico, ma anche in profondità in tutti i sistemi dell’organismo fino a penetrare le profondità spirituali della psiche e delle emozioni.

Ma quale storia racconta il corpo umano?

Forse non tutti lo sanno, le esperienze psico-emotive hanno la forza di trasformare la fisionomia del corpo umano rendendo visibile il racconto velato della propria storia personale, originale ed unica.

Il corpo assume, infatti, le caratteristiche e le forme esterne proprie delle emozioni e delle ferite che hanno segnato profondamente passaggi importanti della vita, in tal modo il corpo si trasforma manifestando le sue carenze, ferite e sofferenze che segnano la sua evoluzione. Alcune di queste forme rappresentano proprio degli archetipi e immagini primordiali presenti nell’inconscio collettivo, delle quali molto ha parlato lo psicologo Carl Gustav Jung. Per soddisfare la vostra curiosità vi consiglio la lettura del libro “Le cinque ferite” di L. Bourbeau nel quale, in modo evidente e piacevole, vengono raffigurate le fisionomie maschili e femminili delle persone che portano su di sé il segno visibile di una delle ferite di rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione e tradimento.

Il corpo parla attraverso i piedi.

Il racconto della storia di una persona, e ben lo sa chi pratica riflessologia plantare, viene tradotto nel linguaggio della fisionomia e delle caratteristiche tipiche del piede. I piedi non vanno subito toccati, ma osservati proprio per non contaminare quel racconto meraviglioso che contengono. Basta porre l’attenzione sul colorito, sul tono muscolare, sulla forma, sulla lunghezza delle dita, sui rossori localizzati, sulla posizione dei calli e molti altri elementi per scorgere il racconto di ricordi passati e attuali.

Call Now ButtonChiama