CELLULITE: MASSAGGI LINFODRENANTI E COPPETTAZIONE

La Cellulite detta Pannicolopatia edemato-fibrosclerotica è un disturbo infiammatorio del tessuto adiposo sottocutaneo (pannicolo adiposo) dove si forma la cellulite a causa dell’accumulo di liquidi. Questo è dovuto ad una disfunzione del microcircolo (piccola circolazione sanguigna), il rallentamento del sangue provoca la ritenzione idrica e tende a creare dei setti fibrosi che intrappolano il tessuto adiposo e l’acqua. Nelle aree dove questo si verifica questo processo manifestano come dei buchi o delle depressioni che conferiscono alla pelle quell’aspetto comunemente chiamato “buccia d’arancia”.

Ci sono quattro stadi evolutivi della Pannicolite:

  1. Cellulite Edematosa: è il primo stadio iniziale di ristagno dei liquidi e può essere migliorato ed è reversibile. Segni: la pelle si presenta al tatto più pastosa e fredda, con i primi segni di buccia d’arancia. Sintomi: nessuno.
  2. Cellulite Fibrosa: in questo secondo stadio notiamo dei piccoli noduli e se trattati tempestivamente sono anch’essi reversibili. Segni: pelle a “buccia di arancia” ma con avvallamenti più o meno profondi e il colorito cutaneo non è uniforme. Sintomi: esercitando una pressione sulla zona interessata si inizia a percepire un leggero dolore-fastidio, su di essa la pelle è fredda rispetto alle zone limitrofe.
  3. Cellulite Sclerotica Molle: in questo terzo stadio il numero dei noduli sottocutanei sono cresciuti a causa di una insufficienza della circolazione venosa e/o linfatica con apparire di edema sulla zona interessata. Anche qui la problematica è ancora risolvibile e reversibile. Segni: gli avvallamenti sulla pelle sono molti, possono comparire dei lividi a causa dei problemi circolatori. Sintomi: Toccare queste zone provoca dolore e la cute è fredda al tatto.
  4. Cellulite Sclerotica: questo quarto stadio è caratterizzato da un peggioramento delle precedenti condizioni del tessuto adiposo sottocutaneo. Al tatto e alla vista il tessuto acquista un aspetto simile a “materasso”. Qui la condizione si trasforma in irreversibile.

I fattori che provocano questo disturbo sono spesso genetici, familiari, o costituzionali legati alla obesità o alla propria conformazione ginoide (figura a “pera”) o androide (figura a “mela”), ai processi ormonali, particolarmente se si usano contraccettivi o in presenza di ipertiroidismo, o ancora quando si evidenziano problematiche circolatorie sia venose che linfatiche.

TRATTAMENTI CONSIGLIATI

I trattamenti devono soddisfare due condizioni:

1. La prima è condizione per un buon risultato è il drenaggio dei liquidi. Uno strumento efficace è una PACCHETTO DI MASSAGGI LINFODRENANTI, a cui si possono accostare l’uso di prodotti drenanti esterni come creme, fanghi, o interni come integratori, è una regolare e corretta assunzione di acqua.

2. La seconda condizione è migliorare il microcircolo. Il deficit nel microcircolo sottocutaneo è la ragione base della manifestazione della cellulite perché va a causare l’accumulo di liquidi e la conseguente infiammazione dei tessuti. Proprio per questo è consigliato abbinare ai massaggi linfodrenanti una serie di trattamenti di  COPPETTAZIONE. La coppettazione èuno strumento potente ed efficace che ci viene dalla sapienza della Medicina Cinese. La suzione creata dal vuoto indotto nelle coppette aiuta e attiva il microcircolo, così fondamentale per la risoluzione e la inversione della cellulite, inoltre agisce migliorando la circolazione venosa e linfatica e l’. Verrà applicata una coppettazione statica su precisi punti di agopuntura seguendo una corretta e progressiva sequenza per togliere le stasi ed attivare il flusso energetico per poi passare ad una serie di coppettazioni dinamiche seguendo il percorso superficiale di meridiani tendino-muscolari di Vescica, Reni, Vescicola Biliare, Stomaco, Fegato…, si tratta di un percorso nastriforme assimilabile a quello delle fasce.

Questi trattamenti li trovi presso Jesolo Massaggi e Kinesiologia.

I trattamenti servono se accompagnati da corretti stili di vita.

Si invita a migliorare la propria alimentazione, utilizzando cibi sani e freschi e misurati, soprattutto con proprietà drenanti, diuretiche e depurative. Si esorta a fare movimento fisico per almeno trenta minuti o camminare con passo spedito per più di venti minuti o praticare costantemente degli esercizi yoga. Infine molto conta anche la cura della propria interiorità, stress, preoccupazioni, non accettazione del proprio corpo, rabbia, insoddisfazione, non ascolto del proprio corpo non aiutano, ma soprattutto tutti quei comportamenti che favoriscono la cellulite come fumare, accavallare le gambe, indossare abiti troppo aderenti.

Per maggiori informazioni chiama 3924624282.

È più difficile ascoltare il corpo o tendiamo rimandare nel tempo il nostro benessere?

Spesso si parla dell’importanza di ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO.

Molti clienti mi confessano che non lo ascoltano correttamente o non sanno ascoltarlo!

È proprio vero che non lo ascoltano o è una velato modo di scusarsi?

Io penso che quando il corpo vuole farsi sentire, si fa sentire perché ha una voce molto potente: la voce del dolore!

È la voce del fastidio, della stanchezza, della sonnolenza, della svogliatezza. È la voce delle emozioni, delle sensazioni, del malessere generale. È la voce della diminuita capacità o voglia di movimento, la voce della perdita di appetito o della fame nervosa, del volto e degli occhi spenti.

Non solo, il corpo usa perfino la teatralità (psicosomatica) gonfiandoci o rendendoci asciutti, giocando tra pieni e vuoti, colorando il nostro viso di bianco oppure arrossando la nostra pelle qua e là, come se anche il corpo avesse il diritto di irritarsi per tanta nostra poca attenzione. Arriva, perfino, a cambiare la nostra postura, l’espressione stessa del volto e degli occhi, la fisionomia del nostro aspetto (fisiognomica).

Tutte queste cose raramente passano inosservate, ne prendiamo coscienza: non si può fa finta di non sentire un dolore o un fastidio, è che diventiamo abili nel farlo!

Cosa ci impedisce ascoltare il nostro corpo? Cosa ci impedisce di rispondere immediatamente alle richieste del nostro corpo?

È una riflessione che mi pongo spesso. Chi viene nel mio studio è solito sentirsi domandare: da quanto tempo… lei sente questo fastidio? La confessione: un mese, tre mesi, sei mesi, un anno… chi ancora di più.

Tutti, penso, lo sappiamo: più rimandiamo nel tempo un malessere, più esso diventa cronico ed è più complesso toglierlo.

È proprio vero che la vera ragione del non ascolto del corpo non sta nel non ascolto?

Più che a non ascoltare il nostro corpo, noi TENDIAMO A RIMANDARE NEL TEMPO CIÒ CHE DOBBIAMO FARE OGGI!

Non abbiamo sufficiente percezione, quanto sia nefasto e grave il “rimandare nel tempo” ciò che ci chiede “oggi” il nostro corpo e quello che ci chiede è sempre collegato con le nostre esigenze profonde.

Che cosa rende progressivamente debole il nostro corpo fino ad ammalarsi?

Provo a spiegarlo semplicemente.

Quando assumiamo un comportamento innaturale come una postura scorretta da seduti, quando accade un evento traumatico, quando subiamo un incidente involuto, quando ci scontriamo nell’ambiente in cui viviamo con un fattore stressogeno ecc., immediatamente noi ne percepiamo il colpo, il disagio. Il corpo, in mille modi, ci lancia i suoi messaggi di avvertimento. Ma noi, invece di farne tesoro e agire subito per togliere la causa stressante, tendiamo a rimandare nel tempo la soluzione.

Ecco come lo facciamo:

  • Svalutiamo i campanelli di allarme, non diamo loro il peso che meritano.
  • Assumiamo il ruolo di Superman, ci sentiamo forti e bravi nel saper sopportare tutto all’ennesima potenza.
  • Ci sentiamo più responsabili degli altri trascurando noi stessi, per quella idea che senza di noi gli altri sarebbero come persi, noi veniamo sempre dopo nella priorità del tempo e tralasciamo di dare la giusta importanza ai messaggi del nostro corpo, bravi crocirossini, ma medici incapaci di curare se stessi.
  • A causa di una scorretta educazione al dovere e al sacrificio, tendiamo a mettere prima di tutto gli impegni, il lavoro, non ho tempo per… (frase scusante).
  • Per “paura” e chiamare le cose col loro nome, cerchiamo di abbellire ciò che ci spaventa per renderlo meno angosciante, togliendo urgenza, gravità, facendo finta che nulla sia accaduto, non ascoltando i segnali del corpo e … aspettiamo che tutto si risolva come per magia.
  • altro ancora, prova a raccontarlo tu.

Cosa comporta questo RIMANDARE NEL TEMPO: prima o poi ci verrà presentato il conto!

Un problema latente non se ne sta buono a cuccia come il buon fedele cane, la disfunzione, il disequilibrio continuano a lavorare sotto la soglia della nostra coscienza e si complicano proprio grazie al nostro “rimandare nel tempo”.

Sì perché il nostro corpo funziona così.

Il corpo possiede una sapienza meravigliosa interna, grazie alla quale cerca di risolvere ogni stress, trauma, disequilibrio. Dentro di noi agisce una intelligenza innata, la quale attiva immediatamente tutte le sue risorse ed è più veloce di ogni nostro pensiero. Tutte le misure di difesa e correzione seguono le leggi inconsce a noi trasmesse e rielaborate dal DNA di generazione in generazione.

Eppure il nostro corpo non vuole fare tutto da solo, ci vuole avvertire, per quel patto di profonda e dinamica collaborazione tra mente conscia e inconscia, tra “Io razionale” e “Sé interiore”. Il corpo ci parla lanciando diversi segnali alla nostra mente conscia perché li interpreti affinché noi, in modo cosciente, attiviamo, senza aspettare tempo, tutte le soluzioni migliori.

Il corpo non è uno strumento da sfruttare, ma un essere vivente con cui “collaborare” per realizzare il nostro progetto di vita, mai del tutto conosciuto alla nostra mente razionale. Sì, svegliarci dal torpore della vita reale di tutti i giorni (abitudini, impegni, progetti, sacrifici, pensieri, gioie e dolori) per prendere coscienza di ciò che, sotto il livello della nostra coscienza vigile, ma altrettanto reale, accade nel nostro corpo, in modo da prestare anche il nostro aiuto, la nostra collaborazione, nel ristabilire quel dinamico naturale equilibrio in noi infranto.

Se noi, invece, siamo tutti presi dalla nostra mente razionale, impegnata e limitata nelle cose di questo mondo, non prestiamo molta attenzione ai segnali del corpo e continuiamo a vivere come se nulla fosse. Il nostro corpo, allora, si domanda: “perché non mi aiuta, glielo sto chiedendo?

Il corpo, vendendo che non cambiamo nulla e non facciamo nessuna scelta per migliorare la nostra condizione, pensa che la disfunzione in atto non rappresenti per noi qualcosa di pericoloso per la nostra sopravvivenza, proprio quanto il nostro corpo ce lo sta gridando.

Il corpo dice: “se l’essere umano, in cui esisto, persiste nel tempo a voler mantenere comportamenti scorretti e non trova soluzioni a questo squilibrio, significa che per qualche ragione questo squilibrio svolga un ruolo voluto“. Di conseguenza il corpo, pur non capendo la nostra motivazione, ci rispetta e tende ad adattarsi, mantenendo nel tempo lo squilibrio. Contemporaneamente cerca di diminuire al massimo ciò che nell’immediato può mettere in crisi la sua sopravvivenza. Dice: “io non capisco perché, ma mi ci adatto”.

Quando il corpo si adatta e accetta uno squilibrio? Solo quando uno squilibrio continua nel tempo. Non vede da parte nostra nessun cambiamento di comportamento, nessuna azione di aiuto, nessun atto volontario che attesti la solidarietà al nostro corpo e ai suoi messaggi di aiuto.

È proprio il PERMANERE NEL TEMPO DELLO SQUILIBRIO a provocare l’adattamento del corpo allo squilibrio, o meglio, il nostro corpo cerca di correre ai ripari adattandosi allo squilibrio che noi rimandiamo nel tempo. È ciò che la medicina occidentale indica come “CRONICIZZAZIONE” di un malessere.

Ogni volta che una disarmonia o squilibrio permane nel tempo, il nostro corpo attiva una procedura interna di reciproco sostegno, chiedendo aiuto ad altri organi, ad altri sistemi corporei, ad altri muscoli, ad altre fonti di energia. La spartizione dei pesi all’interno del corpo fa sì che quel malessere contagi, allargandosi, altre strutture e sistemi. Per esempio prima ho un dolore alla zona lombare e ora mi scende lungo tutta la gamba. Questo perché tutto e tutti nel corpo collaborano 24 ore su 24 alla nostra sopravvivenza, anche se non ne abbiamo coscienza: il reciproco aiuto è una legge interna. Purtroppo anche strutture e sistemi del corpo hanno una loro vitalità e resistenza e, quando anche questi subiscono uno stress superiore alle loro performance, diventano vittime sacrificali di quel malessere. Il risultato: il semplice malessere si complica e cronicizza e noi ci ammaliamo.

Arriva quindi il giorno in cui il dolore si fa più forte, il corpo ci impedisce di compiere le azioni quotidiane, ci toglie la dignità del vivere e allora corriamo ai ripari e andiamo dal medico o dal massaggiatore, nel mio caso, e …. chiediamo il miracolo. Ed è meraviglioso: il nostro corpo è così generoso e ricco di possibilità che il miracolo anche ce lo dona, non sempre subito però, questa volta, quando una situazione è cronicizzata, ci fa attendere un po’ di più, quasi come ad insegnarci una lezione.

Proprio per questo invito tutti a prendersi cura del proprio benessere.

Ama te stesso prima di ogni cosa e sarai in grado di compiere ogni cosa.

Non rimandare nel tempo ciò che devi fare oggi, per tutto il resto tempo ce n’è sempre.

il nostro corpo, quando chiama, va ascoltato e nulla deve farci rimandare nel tempo la nostra risposta chiara e amorosa. Agire subito, non fermarti mai al solo pensare e se un massaggio ti è utile fissa subito un appuntamento, prima che un problema diventi cronico. Prevenire è meglio che curare.

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Meridiani e Massaggio

Si può immaginare il corpo umano come un terreno percorso da dei ruscelli sul cui alveo scorre libero, abbondante e trasparente un flusso continuo di acqua.
Lo stesso accade nel corpo umano, ci sono 12 meridiani principali, invisibili agli occhi, all’interno dei quali scorre l’energia vitale, come avviene nei ruscelli, e questa attraversa una linea precisa lungo corpo proprio come vediamo i fiumi nelle mappe geografiche.
 
🧐 A cosa servono?
Hanno la funzione di sostenere, alimentare, equilibrare, vitalizzare e rigenerare tutto ciò che incontrano nel loro percorso: organi, ghiandole e tutti gli apparati.
L’energia vitale (Qi), che scorre lungo i meridiani, svolge una funzione essenziale per la vita e per la vitalità del nostro corpo, della mente e dello spirito.
 
🧐 Cosa accade se il flusso di un meridiano rallenta o si blocca?
Gli organi, le ghiandole e gli apparati, ad essi collegati, iniziano ad indebolirsi, a funzionare non correttamente, determinando dolori, sensazioni non piacevoli, sintomi, stress, poco voglia, stanchezza, insonnia, irritabilità…
 
🧐 Perché il massaggio è importante per i meridiani?
Il massaggio va a lavorare su ogni singolo meridiano liberando ciò che ostacola in esso lo scorrimento dell’energia vitale (Yin/Yang). Di conseguenza il massaggio aiuta i meridiani a fare quello che sanno fare veramente bene: stimolare la capacità di autoguarigione del corpo intero in ogni sua parte.
 
🧐 Come il massaggiatore può fare tutto questo?
L’occhio osservatore del massaggiatore e il tatto delle sue mani riescono a vedere e ascoltare i segnali che il corpo manifesta ogniqualvolta un meridiano non funziona correttamente. Non solo, dal colloquio con la persona il massaggiatore ottiene informazioni utili e conferme su organi, ghiandole, muscoli, apparati in difficoltà.
 
🧐 Quali tecniche di massaggio vengono applicate per lavorare sui meridiani?
Contribuisce alla liberazione dello scorrimento energetico dei meridiani ogni tecnica che favorisce l’aumento del flusso sanguigno, il drenaggio dei liquidi in ristagno, il riscaldamento tissutale, la direzione precisa con cui le mani si muovono sul corpo, lo scollamento delle zone corporee incollate e fredde tipico del massaggio connettivale e della coppettazione, lo stretching perché va ad allungare parti del corpo immobilizzate, l’azione decontratturante di varie tecniche perché scioglie e libera tensioni fisiche ed emotive, la riflessologia applicata su precisi punti energetici del corpo, il lavoro sottile energetico che alcuni massaggiatori, esperti nelle energie sottili, esercitano sulla persona, l’uso della numerologia e dei simboli, i test di riequilibrio kinesiologici.
 
IL MASSAGGIO OLISTICO MIRATO SUI MERIDIANI è una sinfonia articolata di tecniche, conoscenze e operazioni mirate al benessere globale della persona.
Quando i 12 meridiani principali sono equilibrati e l’energia scorre libera e viva in essi, tutto l’intero organismo ha energia e informazioni utili per la naturale autoguarigione e noi percepiamo viva quella meravigliosa sensazione di benessere ed equilibrio.
 
#PierluigiCipriani
#JesoloMassaggi
#Kinesiologia
#Riflessologia

Massaggio Bio Emozionale, che cos’è ed i suoi benefici

Il Massaggio Bio Emozionale è una esperienza da vivere perché ci vitalizza e ci ridona la coscienza di noi stessi.


Il Massaggio bio emozionale entra nell’anima e muove le emozioni perché ogni tocco, ogni movimento sul tuo corpo esprime cura, attenzione, rispetto, cuore come un caldo abbraccio che protegge, riscalda, rassicura, tiene senza stringere, libera e lascia andare.
Il Massaggio Bio emozionale non si riceve, lo si ascolta con l’anima. È un massaggio sensoriale dove la mente lascia il posto al corpo integrato perfettamente col Sè interiore e proprio quando l’ascolto si fa silenzio, loquace diventa un’altra voce: la tua voce interiore e intima, essa emerge sottile e vera dal tuo profondo e vibra di sensazioni.
Nella misura in cui ti fai ascolto tutto si amplifica, la tua capacità di prendere coscienza di ogni cosa si apre allo stupore, non si immagina prima cosa emergerà dal Profondo, non ha attese ed è priva di giudizio. Tutto quello che il rumore della mente, della frenesia della vita di ogni giorno o la durezza posta sul proprio animo ha coperto, nascosto o esiliato dalla terra della vita di tutti i giorni, ha la possibilità di esprimersi, di vibrare e di farsi udire e comprendere dalla nostra Coscienza.
Il Massaggio Bio Emozionale allenta le tensioni, elimina lo stress, distende i muscoli, alleggerisce l’anima, ci fa sentire che il nostro cuore è vivo e batte emozioni, ci ricarica di energia vitale e forza nuova per realizzare i nostri progetti.
IL Massaggio Bio Emozionale alla fine ti rende cosciente di una grande verità: tutto nella tua vita inizia dalla “cura che hai di stesso”, dall’ascolto sincero e leale delle emozioni e sensazioni che salgono dalla tua anima, dal porre un momento privilegiato di stop a tutto e tutti per affermare che al centro del tuo universo ci sei tu e niente e nessun altro, perché dall’equilibrio e dalla tua centratura interiore tutto prende forma, vita e identità, diventa parlante di te e della tua unicità e tu hai bisogno di alimentarti non solo di cibo, ma della tua anima, in altre parole di “amore” e “vita”.
Ecco perché “Bio”. Bios significa “vita”. Per tornare alle origini della vita dobbiamo ri-prendere coscienza di noi stessi, di tutto quello che sussurra, esprime, racconta, grida, sottace nel nostro corpo il nostro Sé fino agli infiniti spazi dell’anima.
Il Massaggio Bio Emozionale non è solo una tecnica di massaggio, tu ne sei il protagonista. Non è importante il tocco del massaggiatore, anche se la sua bravura e professionalità sono fondamentali, tu stai al centro di quel vortice di amore per ogni anche se piccola e appena percepibile sensazione, per ogni energia sottile e vitale che vibra dentro e oltre te nel mondo che ti circonda, per ogni emozione che ti racconta e ti fa esistere.
Il Massaggio Bio Emozionale scioglie i blocchi energetici, muscolari ed emotivi, libera da pesi e memorie inconsce proprio perché tutto viene eseguito dal massaggiatore e ascoltato dal massaggiato col cuore, con dolcezza, senza giudizio, senza attesa e con un costante e rispettoso profondo incondizionato ascolto.
Si instaura una altra frequenza vibrazionale attorno a quel lettino, aria fresca, leggera, profumata che tutto ricalibra, risana, rinnova. Più che un massaggio è un “evento di benessere”, mentre accade si realizza.
Penso sia impossibile non provarlo, e quando lo si riceve, il desiderio è di non lasciar scorrere troppo tempo dal riceverne un’altro.

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Il massaggio raccontato dalle mani

Che cosa hanno di speciale le mani?

Le mani possono eseguire alla perfezione una tecnica imparata, per esempio premere un pulsante, girare una manovella, indicare un punto, scrivere una frase con una penna, ma quando hanno a che fare con un corpo, tutto cambia.

Quando massaggio, se usassi le mie mani solo per eseguire alla perfezione una tecnica imparata, l’azione delle mie mani non si differenzierebbe di molto da un braccio meccanico di un robot comandato da una intelligenza artificiale, né da molti altri massaggiatori che eseguono lo stesso massaggio ogni giorno meccanicamente. Un massaggiatore professionista, che conosce una grande varietà di tecniche e stili di massaggio,  ripetere massaggi senza adeguarli alla persona che li riceve diventa pressoché impossibile. Le mani non possono più rimanere ancorate, con fredda e lucida determinazione, all’esecuzione di un protocollo di massaggio pre-redatto. Perché? Le mani sanno fare molto di più: permettono il “con-tatto”, instaurano immediatamente un dialogo con chi riceve il massaggio e dalla interazione tra massaggiatore e massaggiato sono in grado di suscitare vibrazioni emotive, trasmettere sensibilità, rispetto profondo, cuore, sanno muoversi con originalità, creatività, sapienza, intuizione e donare benessere ed equilibrio non solo al corpo fisico e alla mente, ma raggiungere anche l’anima. 

Quando le mani sanno muoversi con personalità, saggezza e tatto in perfetta simbiosi con quello che sentono sotto la pelle, ogni massaggio diventa immediatamente unico, speciale, irripetibile perché le mani possono interagire con le reali esigenze di benessere di chi riceve il massaggio e possono comunicare realmente il tutto della persona stesa sul lettino.

Ecco che un massaggio si “personalizza”, si “umanizza” e il massaggiatore si distingue dalla massa perché è in grado di raggiungere efficaci livelli di comunicazione corporea, conscia ed insconcia, non solo, trasforma ogni movimento in un gesto di arte, che nulla ha a che vedere con shows mediatici per incantare la gente, perché l’arte di un movimento è intrisa di umiltà, vuoto di sé, essenzialità, armonia, perfezione ed efficienza nel risultato.

LA GRANDE DIFFERENZA che rende unico, originale il mio lavoro e quello di ogni massaggiatore che vuole distinguersi dalla massa, sono proprio loro, le mani, quando giungono a comunicare spontaneamente studi, esperienza, ricerca, evoluzione spirituale personale, ascolto rispettoso ed umiltà. Esse fanno la differenza anche se eseguono lo stesso identico fra molti e simili movimenti di una  qualsiasi specifica tecnica di massaggio.

Perché proprio le mani?

Le mani possiedono una capacità innata: sanno trasformarsi in un prolungamento della “essenza intelligente” che muove ogni azione del massaggiatore (per “essenza intelligente” intendo quello scrigno dinamico presente nella mente umana dove sono custodite e sempre pronte ad attivarsi con intuizione, creatività e sapienza tutte le conoscenze consce ed inconsce, le esperienze memorizzate e la maturità emozionale del massaggiatore). Le mani non si accontentano di possedere conoscenze, ogni giorno desiderano migliorare, allenarsi, arricchirsi di contenuti di qualità e nuove esperienze. Un vero massaggiatore non è mai “top”, e top significa avere l’umiltà di chi sa di non sapere.

Ogni singola mano attinge direttamente a questo scrigno di esperienza e formazione, frutto di impegno e costanza, e instaura un dialogo profondo con chi riceve il massaggio. Contemporaneamente, interagisce, in tempo attuale, con chi sta effettuando quel massaggio guidandolo in una esperienza sempre nuova. Non esiste un massaggio uguale ad un altro, semplicemente perché chi massaggio non è mai la stessa persona del precedente appuntamento, è un “universo dinamico” in continua trasformazione, non c’è mai ripetizione, abitudine, noia.

VI siete domandati perché abbiamo due mani e perché abbiamo due emisferi? Se le mani sono due ha un senso. Ogni singola mano può muoversi in modo unico e differente dall’altra mano, comunicando cose diverse, agendo per moti e tecniche differenti, perfino contrarie o sinergiche, le mani arrivano a comunicare simultaneamente ciascuna contenuti diversi. Qui arriviamo ai più alti livello di professionalità del massaggiatore.

Alle volte non ci si pensa, ma le mani mentre operano imparano, specializzano la loro esperienza. Come? Attraverso l’ “ascolto”.

Le mani, non eseguono solo degli ordini del nostro cervello come meri esecutori, al contrario sono loro a suggerire al cervello come muoversi perché percepiscono, mentre si muovono con dolcezza e giusto peso, ogni più sottile segnale attraverso il tatto dei polpastrelli delle dita, intuiscono e raffigurano nella mente ogni più piccola modulazione, cambiamento, problematicità che sta non solo in superficie, ma sotto la pelle, nel tessuto connettivale e muscolare, rendono consci di ogni secchezza o umidità, liscezza o spugnosità o gonfiore o vacuità, percepiscono ogni variazione di energia sottile sotto il palmo, svelano e velano con rispetto ogni emozione sia manifesta che celata.

LA MANO ASCOLTA come l’orecchio allenato e sopraffino di un musicista, ascolta la musicalità di un corpo, le sue assonanze e le sue dissonanze e tende ad accordarlo per ristabilire armonia ed equilibrio.

LA MANO VEDE attraverso degli occhi interiori. Spesso, mentre massaggio, chiudo per un attimo gli occhi per vedere con più precisione con gli occhi interiori quello che gli occhi naturali non vedono. Tutto di colpo diventa più amplificato, evidente, colorato, percettivo, e mi lascio condurre… Le mani riescono a vedere quello che ho studiato sui libri nel corpo di una persona e lo descrivono con dovizia di particolari, mostrano ciò che sta sotto la pelle e non è visibile alla vista degli occhi naturali, mi rendono conscio di ciò di cui non posso essere conscio e donano al mio massaggio una precisione millimetrica e sensoriale, alle volte rendono consci quando la sensazione di dolore, che provava il massaggiato, progressivamente si spegne al loro passaggio.

LA MANO SI TRASFORMA IN UNA “GUIDA”, come quella che in montagna ti accompagna su un sentiero sconosciuto fino alla meta, mettendoti in sicurezza. Le mani mi parlano in continuazione, suggeriscono costantemente dove, come, quando, se e non lavorare e in ogni caso a lavorare col massaggio proprio “lì dove serve”. Sì, perché non è la forza, il contatto violento che risolve gli squilibri, ma l’approccio rispettoso, graduale, attento intriso di sensibilità e amore.

Le mani sono etiche, non vanno oltre, non fanno finta di non aver sentito, ritornano sui loro passi, riascoltano se hanno dubbi. Le mani creano feeling, entrano in assonanza e vibrazione, gioiscono insieme al corpo di chi riceve il massaggio condividendo la sensazione di equilibrio e benessere ritrovato e quel fantastico graduale sparire di ogni tensione fisica ed emotiva. Le  mani educate dall’esperienza sono proprio una guida esperta per il massaggiatore professionista.

Cosa accade? Il tocco cambia di intensità, di pressione, di peso, di energia, modulando la propria dolcezza, pressione, peso e la raffinatezza del proprio movimento non solo in base al comando mentale di protocollo tecnico inerente ad un specifico massaggio, ma primariamente in base a quello che la persona vivente che riceve il massaggio comunica e dall’ascolto di tutto quello che esattamente il corpo di chi riceve il massaggio chiede.

Possiamo dire che IL TOCCO SI FA “UMANO”,  in altre parole usa quel linguaggio universale ed ecumenico che tutti gli uomini e le donne di ogni tempo luogo, razza, lingua ed età comprendono ed esprimono. Questo linguaggio universale attinge alla storia della evoluzione dell’essere umano, nel corso della quale il massaggio da sempre è stato presente e praticato. Le mani conoscono questo linguaggio e sanno subito farsi comprendere da chiunque, per questo il massaggio sa parlare a tutte le persone senza distinzione.

LA MANO TRASFORMA LA TECNICA IN ARTE, sì perché riesce a raccontare mentre agisce la sensibilità umana che rende artistico il movimento. Come? Il movimento tende sempre di più a diventare armonico, pulito, essenziale, va direttamente all’essenza e tale essenza lo rende fluido e leggero anche quando il tocco richiede maggiore pressione. Chi guarda un filmato di un massaggio può notare solo l’armonia di un movimento, tutt’altra cosa è percepire l’arte di un massaggio mentre lo si riceve. Ecco perché chi fa un massaggio ha bisogno di farsi massaggiare per primo, e in modo particolare dai maestri di talento. Chi impara la tecnica di un massaggio da un filmato, non sa cosa le mani del maestro massaggiatore comunicano.

All’inizio la tecnica di un massaggio è importante, ma poi la tecnica lascia il posto al  al cuore, all’ascolto profondo sia conscio che inconscio e a tutto il bagaglio di  studio, lavoro ed esperienza che ogni tocco sa esprimere.

Come le mani si approcciano alla persona? Si avvicinano in punta di piedi, facendo sentire una presenza rassicurante. Tranquillizzano, pacificano, si fanno rispettose e accoglienti, prive di giudizio. Solo una cosa desiderano:  il benessere della persona e lo comunicano con la dolcezza e la fermezza di quell’esserci totalmente ma non coinvolto emozionalmente. Si tratta di un esserci professionale che mira solo ad una cosa: donare vero benessere ed equilibrio fisico e interiore per poi sparire felice di aver fatto il suo dovere.

Dieci buoni motivi per ricevere un massaggio con regolarità

Educarci a migliorare i propri comportamenti significa migliorare la qualità ed il benessere della propria vita: ecco dieci motivi per ricevere un massaggio con regolarità.

Ricordiamoci: chi possiede le informazioni giuste può migliorare la propria vita.

Molti di noi, nel corso della loro vita, hanno cambiato alcune usanze comportamentali.

Chi beveva tanti caffé oggi forse ne beve di meno o ha smesso di prendere caffé al bar sostituendolo con qualcosa altro.

Chi mangiava troppo e senza criterio, oggi è diventato più attento alla propria alimentazione e alla scelta dei cibi, mentre ha eliminato dalla propria dieta tutti i cosiddetti cibi “spazzatura” .

Chi abbondava di cucchiaini di zucchero raffinato nelle bevande o nei dolci preparati in casa, oggi usa altri prodotti dolcificanti.

Chi mangiava spesso carni rosse, oggi le mangia più raramente o ci ha rinunciato del tutto.

Chi non faceva per nulla attività fisica, oggi compie una attività di movimento con regolarità ogni settimana.

Di esempi simili ce ne sono molti, eppure tutti questi cambiamenti comportamentali hanno un unico comune denominatore: nascono da una informazione che si traduce in una educazione comportamentale. Insomma educarci alle buone e corrette azioni produce un innalzamento del nostro benessere e della longevità della nostra vita.

Oggi vedo ancora quasi del tutto assente una corretta cultura del massaggio.

Forse per colpa di una certa pubblicità, ancora troppe poche persone usano ricevere un massaggio con regolarità. La maggioranza delle persone tende a rivolgersi  ad un massaggiatore professionista solo in caso di un disturbo o dolore fisico oppure per regalarsi una coccola come si dice “una volta ogni tanto”, in altre parole non con regolarità ma a bisogno, un po’ con l’idea limitata al massaggio in una SPA. C’è ancora chi, perfino, ancora non ha mai ricevuto un massaggio in vita.

Perché è importante ricevere un massaggio con regolarità?

  1. Perché la regolarità mantiene costanti nel tempo i benefici del massaggio.
  2. Perché ne amplifica i risultati.
  3. Perché diventa un aiuto efficace e verificabile.
  4. Perché non si disperde il lavoro fatto dal massaggiatore.
  5. Perché è un ottimo investimento in termini di benessere.
  6. Perché ci si educa a riceverlo e a riconoscerne i benefici.
  7. Perché inizio a prendere meno medicine.

Impariamo a cambiare la nostra cultura sul massaggio.

Ecco dieci buoni motivi che potrebbero farti riflettere:

  1. Prima di tutto perché il massaggio fa bene.
  2. Perché aiuta il sistema corpo a mantenersi giovane ed efficiente nel tempo.
  3. La pelle quando è massaggiata e oliata, elimina molte delle tossine e delle scorie sottocutanee, ringiovanendosi e diventando più luminosa.
  4. I muscoli stessi vengono ossigenati, tonificati, e liberati da tensioni accumulate lungo la settimana sia causa di una vita stressante, sia di emozioni negative che ci hanno irrigidito e bloccato.  I nostri movimenti diventano più agili e sciolti.
  5. Perché vivendo in una società competitiva e dai ritmi frenetici, avere un massaggio prenotato significa stabilire un tempo privilegiato per sé per eliminare stress, riprendere contatto con se stessi ed il proprio corpo e riappropriarsi dei propri ritmi naturali.
  6. Perché siamo fatti di emozioni e le emozioni non vanno mai trattenute, ma liberate; se la loro energia venisse trattenuta danneggerebbe i nostri organi. Il massaggio aiuta a prendere contatto con le proprie emozioni e a liberare quelle traumatiche, impedendo che questa energia vada a destabilizzare i nostri organi e visceri causando nel tempo conseguenze spiacevoli.
  7. Chi riceve un massaggio con regolarità sta facendo “prevenzione”. Sì, perché rafforza le proprie difese immunitarie, è meno soggetto a varie problematiche fisiche (raffreddori, problemi respiratori, herpes e manifestazioni psicosomatiche…) e soprattutto mantiene nel tempo il proprio corpo in salute.
  8. Aiuta la circolazione linfatica a purificare il nostro organismo da ristagni di scorie e tossine innalzando di conseguenza la qualità di nutrimento delle cellule e migliora la circolazione sanguigna apportando una maggiore quantità di ossigeno e nutrimento a tutti i tessuti.
  9. Perché migliora la qualità del sonno.
  10. Perché corpo, mente e spirito necessitano di essere riportati in costante e dinamico equilibrio, il benessere di ogni persona si misura, infatti, sulla qualità della omeostasi generale dell’intero sistema corporeo, di ogni sua singola parte nel tutto.

Il decimo motivo è il più importante, anche se l’ho numerato per ultimo, era un modo per portarvi a porre la attenzione su di esso.

Spesso noi siamo stati educati a misurare la qualità della nostra vita sul successo, sulle performance, sul denaro, in realtà la vera qualità di vita è il risultato del mantenimento, nel tempo e nel corso dei cambiamenti naturali della vita, del nostro naturale equilibrio interiore e spirituale (emozioni, stati d’animo, pensieri…) e dell’equilibrio del nostro sistema corporeo (organi, visceri e apparati…). Se questi vanno in squilibrio ecco il sorgere di malattie, disturbi fino ad arrivare alle cronicità e alle patologie fino alle più gravi come il tumore.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma un massaggio costa!

In realtà, un massaggio di qualità presso un studio massaggi, può costare al nostro portafoglio tra i 40 – 80€. Non pensi che educarci almeno ad un massaggio al mese,  i benefici che ne riceviamo non abbiano prezzo?

Qual è la tua esperienza?

Il benessere inizia dalla pelle

Il benessere inizia dalla pelle, perché la pelle è la chiave di accesso al nostro benessere più profondo.

Ogni realtà vivente, che sia un uomo, o un animale, o una cellula, è racchiusa e protetta da un involucro (pelle, pellicola, scorza, vestito, membrana, crosta, guscio… )

La pelle umana è come la soglia di una casa su cui puoi sostare e decidere se entrare dentro o rimanere fuori,  è la porta di accesso tra il mondo esterno e il mondo interno, il canale privilegiato di comunicazione tra il Sè interiore e l’altro da me, è il “terreno di mezzo” dove accade la relazione e scoperta, è la “corazza di difesa” o la “chiave della porta” dove il suo proprietario può aprire e chiudere la via verso l’interiorità e proteggersi da possibili ferite.

Spesso noi immaginiamo la pelle come una pellicola che ci  ricopre per contenere e proteggere tutto quello che si trova al suo interno, in realtà funge anche da “connettore“. Ogni centimetro quadrato di pelle è un fitto network di sensori che movimenta ogni attimo una infinità di informazioni e reazioni mettendo in moto molteplici e complesse attività fisiologiche di protezione e di difesa, attività sensoriali, immunologiche, secretorie, termoregolatrici, meccaniche, attività di scambio, attività psichiche, emotive, la maggior parte di queste sono a noi inconsce.

La pelle è la faccia esterna della nostra coscienza percettiva, dove il nostro “io” prende le distanze dal non ‘io” e ci rende consci di ciò che è altro e diverso da noi, oppure lo allarga fino ad inglobare in sé parti che non appartengono al nostro io. Quando la mia auto viene tampona da un’altra auto, dico: “Mi hanno tamponato”, proprio come se l’auto fosse un prolungamento di me.

La pelle è lo specchio su cui si riflette quello che ci accade all’interno. La nostra pelle si illumina quando stiamo bene e ingrigisce quando le cose non vanno come dovrebbero. È come se sulla pelle si spegnesse il barlume della vitalità. La pelle fa trasparire gli stati d’animo che vogliamo camuffare: arrossiamo, impallidiamo, rabbrividiamo e i peli ci diventano dritti e quando una cosa non la tolleriamo, ecco le conseguenze di una possibile dermatite…

La pelle condiziona il nostro stato d’animo attraverso le sue percezioni, facendoci provare simpatica una persona e sgradevole un’altra, noi diciamo giustamente: “è tutta questione di pelle”.

Se osserviamo la pelle al microscopio notiamo la presenza di più strati, quello esterno, l’epidermide, ha cellule che continuamente si riproducono, svolge una funzione protettiva contro botte, colpi, sfregamenti, ci difende da batteri, sbalzi di temperatura, raggi ultravioletti.

Lo strato interno, il derma, è composto da un tessuto fibroso, robusto ed elastico, all’interno del quale troviamo la stazione di arrivo e partenza delle terminazione nervose, ghiandole sudoripare, bulbi piliferi, vasi sanguigni che ossigenano, nutrono e sostengono l’epidermide mettendola in contatto con gli organi interni.

Se scendiamo più in basso ecco un altro strato, l’ipoderma, formato principalmente da cellule adipose e svolge la funzione di un ammortizzatore come i parafanghi di un’auto o le molle di un materasso. Esso protegge, grazie alla barriera di grasso, il corpo dalla variazione di temperatura dell’ambiente esterno, come quando ci mettiamo un maglione.

La pelle è come la tavolozza di un pittore, la melanina la colora di giallo, bruno, rossiccio o nero, il carotene di giallo e arancio, l’emoglobina legandosi all’ossigeno conferisce un colore di rosso, rosa. Il fegato, invece, quando funziona male colora la pelle di giallo (bilirubina) o imbianchisce se riceviamo uno spavento o ci raffreddiamo. Malattie ed emozioni colorano la pelle.

La qualità delle nostre relazioni influenza il colore della nostra pelle, ma anche la sua consistenza. Una pelle morbida appartiene ad una persona aperta, serena, accogliente, desiderosa di relazionarsi. Una pelle ruvida, appartiene a chi si dimostra ruvido anche nelle relazioni. Una pelle rugosa indica la tendenza ad arroccarsi sulle proprie posizioni, mentre una pelle secca manifesta una carenza affettiva e una mancanza di amore per se stessi e gli altri, tradisce tristezza e solitudine presenti al nostro interno. Infine, le persone che mantengono le distanze dagli altri tendono ad avere una pelle grassa e cosparsa di anestetici brufoli.

La pelle è legata alla nostra vitalità e benessere psico-fisico, se viviamo periodi prolungati di stress, se non ci prendiamo cura di noi stessi, l nostra pelle tende a invecchiare a spegnersi. Le cellule basali diminuiscono la loro attività produttiva di nuove cellule, l’epidermide si assottiglia, e molte funzioni della pelle iniziano a rallentare la loro attività, troppo stress e cattiva alimentazione e idratazione aumentano la produzione di cellulite.

Un buon massaggio è il metodo più veloce ed efficace per risvegliare la pelle, riattivare le sue funzioni, ossigenarla, disintossicarla, drenarla, distenderla e tonificarla. Ogni massaggio trasmette il chiaro segnale a tutto l’organismo di attivare tutte le funzioni del corpo e della mente per ridonare nuova vitalità e benessere.

Un buon massaggio attiva le funzioni del sistema psico-neuro-endocrino-immunitario attivando gli ormoni che ravvivano il nostro benessere come le endorfine. Il massaggio non solo libera il corpo da tossine e liquidi in eccesso, ma anche dalle emozioni negative. Sulla nostra pelle accade, o naturalmente, o grazie ad una stimolazione sapiente, una complessa produzione di ormoni e sostanze con funzioni simili agli ormoni. L’opera di queste sostanze contribuisce a mantenere in un equilibrio dinamico la nostra “omeostasi“, il principio base del benessere di una persona,  in altre parole mantengono tutte le parti del corpo in perfetto e dinamico equilibrio, guarendo il corpo dalle disfunzioni in atto e dai disturbi che percepiamo.

Amiamo la nostra pelle come la tela di un quadro d’autore capace di procurarci infinite emozioni, ricevere un massaggio costante nel tempo, perché la pelle ama ricevere attenzione e cura.

Quando la pelle sente amore, cura, attenzione, lo percepisce e trasmette al corpo, agli organi interni e alla nostra mente.

Impariamo a ricevere spesso un massaggio almeno una volta al mese, come un elisir di lunga vita, diminuiremo il consumo di medicine, saremo più sereni e felici, positivi e attivi, aperti nelle relazioni e alle novità e soprattutto in salute.

Il Massaggio Indonesiano delle Regine

Il Massaggio Indonesiano tra storia e cultura

Il massaggio Indonesiano origina da una tradizione plurimillenaria, tramandata attraverso la pratica e la tradizione orale. Il luogo geografico dello sviluppo del Massaggio Indonesiano si situa a nord dell’isola di Sumatra, nella città di Medan, una città di importanza commerciale che si affaccia sul mare Malese. Qui il Massaggio Indonesiano inizia a svilupparsi fin dal I sec. A.C. arricchendo progressivamente la sua pratica con sapienti contaminazioni culturali come quella araba, della Medicina Tradizionale Cinese, del Massaggio Tailandese e dello Shiatsu giapponese ed elementi del massaggio Ayurvedico.

In Italia il Massaggio Indonesiano arriva, secondo quanto pervenuto dalla tradizione orale perché non esistono documenti scritti, nello scorso secolo attorno agli anni 50. Nella sua versione originale le manovre venivano effettuate principalmente sulla schiena poiché tale massaggio veniva eseguito sul corpo della “Regina” e solo al Re era concesso contemplare  l’addome e i seni delle sue principesse. Si tramanda che venisse praticato alle principesse non scelte per la notte dal Re. Proprio per questo viene anche detto “il Massaggio delle Regine”. Nella pratica originaria tale massaggio comprendeva anche il trattamento dei cinque orifizi superiori e dei due inferiori, in occidente per ragioni culturali questa parte del massaggio non viene eseguita e si concludeva con un delicato e piacevole massaggio sul viso.

Il Massaggio Indonesiano veniva praticato sugli adolescenti a segnare il momento di passaggio alla pubertà, in quando andava anche a stimolare zone collegate alla affettività e alla procreazione senza per questo ricadere nella sfera erotica come intesa nel mondo occidentale.

Il Massaggio Indonesiano appartiene alle cosiddette “Medicine Sacre” cioè a quelle pratiche che si propongono di ricercare l’equilibrio tra Macrocosmo e Microcosmo, il massaggio ha un valore di “trattamento” e di “cura” proprio per i benefici concreti che produce nel corpo, nella psiche e nello spirito, alcune le tecniche del Massaggio Indonesiano vanno, infatti, a lavorare sui canali energetici che collegano organi e visceri principali e, in modo particolare, mirano a liberare emozioni e sensazioni.

Questo Massaggio è consigliato per tutti coloro che sono stressati e cercano di staccare la mente dalla vita di tutti i giorni, per le persone che hanno un difficile rapporto nell’ascolto del proprio corpo e delle proprie sensazioni, per chi desidera liberare le proprie emozioni, per chi ricerca un  piacevole momento di pausa e ricaricare le proprie batterie di nuova energia vitale. Il massaggio va inoltre ad attivare ed equilibrare la connessione tra i due emisferi cerebrali, quello sinistro razionale e quello destro emotivo e lavora sui due principi della filosofia cinese Yin e Yang ingenerando lì dove serve l’autoguarigione di mente, corpo e spirito

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Che cosa fa la differenza in un massaggio olistico?

La differenza in un massaggio risiede nella intensità dell’azione?

Molti clienti che incontro pensano che un massaggio, per essere efficace, debba esercitare maggiore pressione sui tessuti e debba essere svolto con più energia e velocità. Per questo motivo molti clienti preferiscono un trattamento più energico rispetto ad uno più delicato. 

La convinzione generalizzata, secondo la quale solo con le maniere forti si possano raggiungere risultati, non corrisponde al vero.

Spesso si può ottenere un effetto contrario. Le cellule, infatti, quando vengono sollecitate oltre misura, tendono a congelarsi, come se improvvisamente chiudessero la porta ad ogni sollecitazione e diventassero insensibili ad ogni stimolazione.

Accade come con le persone, alle volte si ottiene di più con la delicatezza accompagnata da decisione solo quando serve, che con le maniere forti. 

Cosa fa la differenza in un massaggio? La differenza la fa sempre l’operatore, soprattutto colui che ha ben chiaro quello che sta facendo sia a livello mentale che spirituale mentre esegue un trattamento. Leggi tutto “Che cosa fa la differenza in un massaggio olistico?”

Il fascino e la sapienza del Massaggio Thailandese

Perché scegliere di ricevere

un Massaggio Thailandese

Il Massaggio Thailandese ha origini millenarie ed è stato tramandato a noi fino ad oggi. Chi riceve questo massaggio intraprende un intenso e benefico viaggio dove passato e presente di fondono nel punto di congiunzione tra il proprio corpo e la propria coscienza. L’energia sottile che scorre sulla propria pelle, sui propri muscoli e articolazioni viene lavorata ad arte e liberata, nel suo fluire, dalla sapienza  di manovre e tecniche tramandate da culture antiche e dall’attuale azione del massaggiatore.

Il Massaggio Thailandese non è solo una applicazione meccanica di tecniche, bensì trasmette profondo benessere e rilassamento proprio perché ogni gesto ha una origine spirituale intessuta di esperienza. Ogni precisa manovra ha il potere di risvegliare l’intelligenza di autoguarigione del corpo e dello spirito. Tutti i massaggi sfruttano il movimento per comunicare con il nostro Profondo, non dimentichiamo mai che muscoli, articolazioni sono “movimento” armonico, sincronizzato, cooperativo ed equilibrio costante tra muscoli agonisti e antagonisti e sinergici sotto il costante controllo della nostra mente conscia ed inconscia,  tutto è misura e bellezza.

Secondo una leggenda il padre fondatore del Massaggio Thailandese fu Jivaka Kumar Bhacca (Shivago Komarpaj), amico di Gautama Buddha e medico personale dell’ordine di primi monaci buddisti dell’India del Nord e del re Bimbisara. Grazie agli scambi culturali e commerciali tra India e Cina, il Massaggio Thailandese ha integrato nell’arte delle sue tecniche la sapienza della cultura Ayurvedica, della Medicina Tradizionale Cinese e della Agopuntura.

Il Massaggio Thailandese contiene, infatti, una grande ricchezza di tecniche come digitopressione / riflessologia, pressioni palmari lente e ritmiche, esercizi di stiramento e allungamento dei muscoli (Stretching/Yoga passivo). Queste non sono solo tecniche, ma gesti amorevoli infusi di sapienza spirituale orientale. Tecnica e spiritualità non sono mai separati nel Massaggio Thailandese, il suo fine: riattivare l’armonia e l’equilibrio dell’Energia Vitale nel corpo, nella mente e nello spirito. Spesso amo accompagnare il ritmo del massaggio con la musica ed il canto dei mantra.

Il Massaggio Thailandese percorre tutti i Meridiani o canali energetici (“Prana Nadi”) del corpo, chiamati “sen“. Sebbene si pensa esistano 72.000 “sen“, nel Massaggio Thailandese ne vengono utilizzati solo 10 e sono del tutto sufficienti a trattare esaustivamente tutto il corpo.

I benefici del Massaggio Thailandese

Il Massaggio Thailandese attiva la circolazione sanguigna e linfatica, rafforza le difese immunitarie, scioglie le articolazioni, tonifica il muscoli ed è benefico contro i dolori muscolari e articolari, migliora la postura, libera la mente e ottimizza le funzionalità del sistema nervoso, è efficace contro la cervicale e l’insonnia, toglie i blocchi energetici, facendo fluire la vita nei percorsi del corpo umano come un “vento benefico e ristoratore” (“la porta dei venti”).

Non è proprio della nostra cultura occidentale immaginare il corpo umano percorso da canali energetici, eppure lavorare sui “sen” provoca risultati impensabili anche per la medicina convenzionale.

Il Massaggio Thailandese percorre questi canali per togliere i blocchi di energia causati da stress fisico, mentale ed emotivo accumulati nel corso della vita e non corrispondenti alle reali esigenze del nostro Sé interiore. Quando un blocco impedisce lo scorrere fluido del “Prana“, tale condizione preannuncia il sorgere di una possibile malattia. In tal senso, il Massaggio Thailandese diviene anche una forma di prevenzione contro le malattie. C’è una profonda interconnessione tra stress psichico e tensioni muscolari perché inter-comunicano attivamente e sinergicamente all’interno dell’unica rete neurale del nostro corpo. Bastano frustrazioni, delusioni, violenze e aggressioni subite, incomprensioni, compromessi mal accettati, litigi,  relazioni difficili e complesse, sottomissione, sentimenti come rabbia, sfiducia, senso di miseria, mancanza di stima, insicurezza sul futuro, dolore interiore, senso di mancanza e abbandono, tristezza, tutte cose che cozzano contro quello che vogliamo essere e contro la qualità di vita che desideriamo per noi e per gli altri. Tutte queste cose, se durano nel tempo, bloccano la nostra energia, generano programmi mentali che hanno il potere di deviarci dal nostro progetto di vita ed infine producono malattia.

Il nostro corpo non mente e ci parla attraverso le sue tensioni, i suoi malesseri, i suoi dolori, le espressioni di malattie psicosomatiche. Nei suoi modi ci avverte della perdita di vitalità ed energia. Le funzioni degli apparati del nostro organismo “vivente”, quando c’è un equilibrio energetico infranto, diventano o “ipo” per il fluire di poca energia o “iper” per il fluire di troppa energia, sono in sofferenza.

Ritrovare il benessere significa riportare corpo, mente e anima alla loro reciproca relazione di sincronicità, armonia ed equilibrio.

Massaggio Thailandese e Intenzione.

Nel Massaggio Thailandese troviamo un ulteriore elemento importante richiesto sia a colui che effettua il massaggio, ma anche a colui che lo riceve: l’ intenzione.

Si tratta di un atteggiamento interiore (in Pali chiamato: “Metta”), un sentimento intriso di “amore incondizionato” verso di sé e gli altri.

Un suggerimento:

“Ogni volta che vi fate massaggiare, formulate dentro di voi una precisa “intenzione” e mantenetela desta e certa nel cuore, come una fede cieca”.

Usate e liberate la vostra immaginazione interiore, per focalizzare la vostra intenzione, una idea positiva e chiara, purificata da ogni traccia di negatività. Attraverso tale intenzione evocate ai vostri occhi interiori il meglio di quello che volete essere con tutto voi stessi, senza lasciarvi condizionare dalla mente razionale che limita o boicotta la vostra intenzione come assurda o irrealizzabile.

Per esempio: se avete mal di schiena, immaginatevi come sareste senza quel mal di schiena e cosa fareste di utile per voi mentre ora ve lo sta impedendo, immaginatelo “come se” ora già foste liberati da quel mal di schiena.

Come viene effettuato il Massaggio Thailandese

Diversamente dagli altri massaggi occidentali il Massaggio Thailandese può essere ricevuto da vestiti, (una tuta di cotone, maglietta e calzini leggeri), non si fa uso di olio.

Non ci si distende su un lettino da massaggio, ma bensì su un tappetino chiamato “Futon” o “Tatami”, questo per permettere il contatto con la “Terra” ed il massimo radicamento con le energie.

L’operatore professionista si sposterà su tutti i lati del materassino scegliendo e applicando le tecniche più utili per il benessere della persona.

Tale massaggio infatti è ricchissimo di tecniche, praticarle tutte richiederebbe svariate ore e ciò sarebbe impossibile, una scelta oculata fatta dall’operatore è la via migliore per ottenere il massimo del risultato.

La durata del massaggio può variare dall’ora e mezza fino alle due ore.

Il Massaggio Thailandese è un massaggio vigoroso e dinamico, il corpo viene dolcemente e progressivamente allungato, stirato e manipolato in modo gentile e coordinato con mani, pollici, gomiti, avambracci, ginocchia, piedi. Esso, pertanto, chiede una serena e rilassata interrelazione tra massaggiatore e massaggiato, anche nel ritmo del respiro.

Avvisare sempre l’operatore se si hanno disturbi cardiaci, ipertensione arteriosa, vene varicose, problemi intestinali, disturbi gastrici, malattie cutanee, esperienza tumorale, osteoporosi, se si è in stato di gravidanza, se si fa uso di alcool e droghe. Non nascondete mai nulla, confidatevi con l’operatore come da un medico perché è chiamato a prendersi cura di voi.