Perché il massaggio deve diventare una sana abitudine per il ciclista?

Ciclista e Massaggio imparano ad andare correttamente in bicicletta.

Diviene sempre più corretto e salutare per tutti i ciclisti assumere l’abitudine di ricevere un massaggio pre e/o post pedalata, non solo nel corso delle competizioni agonistiche, ma anche nel caso di pedalate amatoriali tipiche del fine settimana o tra amici.

Salire su una bicicletta e pedalare sembra sia la cosa più naturale e facile che esista, quando già da bambini abbiamo iniziato a divertirci con le due ruote. Se poi la passione prende il sopravvento, non si calcolano più le ore passate su quella sella.

Ma cosa serve il massaggio? Ti potresti domandare. È la solita pubblicità! Le mie gambe vanno lo stesso! Più pretendo da loro più poi mi danno soddisfazione.

Questo comune ragionamento risulta immediatamente esaltante nel constatare l’onnipotenza delle proprie capacità e il valore delle performance ottenute, ma alla lunga rivela una triste visione miope: solo in seguito ci si rende conto, purtroppo, dei danni fatti inconsciamente alla propria struttura fisica.

Fissare l’attenzione non solo sui km percorsi, sui record dei tempi di percorrenza, bensì su altri numeri diventa importante perché ci educa a coniugare la propria performance con la cura ed il mantenimento in salute di quella macchina perfetta che muove i pedali.

Se si considera, infatti, il numero delle rotazioni per minuto (RPM) sostenute dalle gambe, unito allo sforzo armonico di tutti i muscoli scheletrici del corpo, e lo moltiplichiamo per le ore di tappa, i numeri improvvisamente iniziano a diventare superiori ai tre zeri solo con una tappa di percorrenza giornaliera. Se poi non siamo educati a mantenere una corretta postura sui tre punti di appoggio (pedali, sella e manubrio) andiamo ad accrescere non solo l’affaticamento a carico della struttura muscolare e a diminuire le nostre prestazioni, ma possiamo aumentare le possibilità di andare incontro a varie problematiche caratteristiche del ciclista.

Un massaggiatore professionista conosce molto bene i problemi fisici dei ciclisti e li può risolvere prima che divengano patologici.

DOLORI ALLE GINOCCHIA E ALLE GAMBE

Se muscoli e articolazioni vengono preriscaldati e preparati alla performance, attraverso un massaggio tecnico, il carico di sforzo da sostenere diviene più sopportabile per l’apparato muscolare scheletrico e le performance sono visibilmente migliori. Un massaggio al termine di una competizione o dopo uno sforzo significativo aiuta a scaricare l’energia accumulata dovuta alla fatica ed alla tensione muscolare e articolare, rilassa i muscoli, li detossifica e li mantiene tonici ed in salute. Il massaggio si rende utile anche per risolvere i D.O.M.S. quei dolori che si manifestano nelle 24/48 seguenti allo sforzo fisico e che poi tendono lentamente a sparire nelle 96 ore successive. Per quando riguarda il dolore alla ginocchia bisogna verificare anche  la posizione errata delle tacchete delle scarpe, o della sella posizionata ad una altezza non corretta. Alcuni tendono a montare delle pedivelle più lunghe, illudendosi di dare, in tal modo, più potenza alla pedalata, in realtà prima o poi pagheranno le conseguenze a carico delle articolazioni.

INDOLENZIMENTO AI GLUTEI, ALLA SCHIENA E DOLORI ALLA ZONA CERVICALE

Lungo la schiena scorre la spina dorsale con tutte le sue vertebre cervicali, dorsali, lombari, sacrali fino al bacino, su questo asse scheletrico allineato col tubo piantone si dipartono molti dei collegamenti nervosi che muovono il nostro corpo e i legamenti dei muscoli scheletrici della parte superiore al bacino. Il bacino è una piattaforma di equilibrio ed il perno del movimento eretto dell’uomo, da esso si dipartono alcuni importanti muscoli delle gambe essenziali al movimento.

Andare in bicicletta ci costringe per ore ad appoggiare il peso del corpo in pochi centimetri quadrati e ad assumere una posizione particolare a carico della schiena. Questo non fa venire il mal di schiena se si rispettano delle precauzioni e ci si prende cura di sé.

È ovvio che schiena e glutei sono sottoposti all’assorbimento delle vibrazioni trasmesse dalla ruota al telaio e al reggisella e che le posizioni aerodinamiche assunte per parecchio tempo provocano una significativa tensione muscolare spartita dai muscoli lombari e dorsali.

Penso che molti di noi scendendo da una bicicletta abbiamo sentito il bisogno di stirare i muscoli, quasi a raddrizzarli.

Un movimento sbagliato, un carico muscolare superiore alle capacità di sopportazione, il permanere per lungo tempo in una posizione di tensione non naturale, un colpo d’aria, una tensione emotiva possono creare delle tensioni e delle contratture nell’area della schiena e dei glutei. Se poi si conduce una vita sedentaria in ufficio, o si sollevano pesi al lavoro l’indolenzimento di questa area del corpo è molto più ovvia. Ulteriori problematiche possono derivare dalla struttura antropometrica non corretta della bicicletta stessa, per esempio: il tubo orizzontale un po’ corto rispetto all’asse della schiena, la sella posizionata troppo alta o maggiormente  arretrata rispetto alla sua reale necessità, la lunghezza dell’attacco del manubrio ridotta rispetto alle esigenze della nostra schiena. Aspetti sui quali vigilare.

Un massaggio sulla schiena e sulla zona dei glutei è un vero toccasana, soprattutto alla ricerca di contratture da sciogliere, di tensioni da liberare o di rigidità lombo-sacrali da allentare. Quando si va ad apportare sangue e ossigeno ai tessuti si va anche ad accelerare la guarigione delle microlacerazioni muscolari e ci si sente come più leggeri e sciolti

FORMICOLIO A MANI E PIEDI, BRUCIORE

I piedi e le mani non sono sottoposti a particolari performance di sforzo eppure si manifestano alle volte perdita di sensibilità, prurito, indolenzimento, fino alla sensazione di un bruciore a volte non sopportabile specialmente sotto il piede. Per quanto riguarda il piede controllate subito sia la scarpa che non inibisca la funzionale circolazione e traspirazione del piede, sia la corretta regolazione delle tacchette.

Un attento massaggio al piede/caviglia e alle mani, unito a manovre di riflessologia plantare può risultare di notevole utilità nel prevenire e nel mantenere in salute queste importanti parti terminali del nostro corpo così ricche di terminazioni nervose.

Chi ha iniziato ad abbinare il massaggio alla passione della bicicletta non torna più indietro non solo perché fattivamente vede la differenza nelle performance, ma anche perché riesce ad apprezzare di più il piacere della pedalata, il ciclismo, lo sappiamo, è uno sport di fatica, e soprattutto perché, non dimentichiamocelo mai, il massaggio salvaguarda la salute di chi pratica uno sport negli anni, diminuendo notevolmente sgradite conseguenze postume.

Buona pedalata a tutti

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