COME FAI A SAPERE DOVE SI RACCHIUDE TUTTA LA MIA TENSIONE?

Quante volte mi capita che un cliente a fine trattamento mi dica:

Ma come fai? Sai scovare subito i punti dolenti, vai lì dove necessita con precisione e sicurezza, mi anticipi nel dirmi che proprio lì provo dolore e quando questo inizia ad attenuarsi!

A dir la verità, fa sempre piacere sentire questi commenti dei clienti, di conseguenza da massaggiatore non solo bande tese, trigger point, fasce densificate diventano palpabili, ma anche la meraviglia del cliente. Sembra che le mie mani avessero qualcosa di magico.

Non c’è assolutamente nessuna magia. Solo esperienza fatta di ASCOLTO TATTILE E INTUITIVO.

L’ASCOLTO TATTILE INTUITIVO

Spesso, quando massaggio, mi stacco con la mente, fisso un punto, chiudo gli occhi per raffinare le percezioni, non per ascoltare qualcosa di fisico, inerme, statico, inanimato, ma PER PERCEPIRE CIÒ CHE ACCADE IN TEMPO REALE SOTTO LE MIE DITA SU UN CORPO VIVENTE che modifica il suo stato, la sua struttura, la sua risposta nel momento attuale in cui viene trattato.

È come se dall’altra parte ci fosse una INTELLIGENZA INNATA, un collega che sta trattando quel cliente assieme a me, perché partecipa attivamente al mio trattamento.

Al posto di parlare con la bocca, uso le dita, il pollice, l’avambraccio, le coppette, lo IASTM, il GUN, il movimento del mio corpo e ciò che comunico è come se stimolasse il corpo a operare la soluzione del problema.

IL TRATTAMENTO È UN MODO DI COMUNICARE

Non si tratta solo di un “VEDERE SENZA VEDERE”, ma di un “COMUNICARE EFFICACEMENTE” con il Sistema Nervoso, con le cellule, con i tessuti, con gli organi e ghiandole, con le fasce, con i meridiani e le energie vitali, alle volte semplicemente operando su specifici punti del corpo umano, quasi a stimolarli ad una azione benefica, verificandone la risposta.

Certo. tutto questo richiede conoscenze di anatomia e fisiologia, di medicina occidentale e orientale e molta esperienza, perché ogni persona è unica come ogni massaggio è unico.

Mantenere questo livello di ascolto in un massaggio richiede capacità meditativa, corretta respirazione, concentrazione, mente libera, confronto costante tra esperienza tattile e il progetto di trattamento intrapreso. Serve, quindi, una mente elastica e intuitiva, consapevole di quello che sta accadendo e che continuerà nelle 48 ore dopo il massaggio.

Richiede ancora energia fisica e mentale, precisione, approccio rispettoso e graduale.

Sono tutte caratteristiche di un massaggiatore professionista che non hanno prezzo, perché non si imparano ad un corso, ma dalla vita, dalla esperienza, dalla riflessione personale e tutto questo non ha prezzo. Come del resto il risultato in salute di un massaggio.

Non tutti i clienti lo capiscono. Non è solo il tempo che dedichi loro, ma la qualità e l’intensità di del trattamento fatto in ascolto reale del loro corpo.

L’UMILTÀ NEL MASSAGGIATORE

Possiamo dire che il massaggio è l’incontro di due Intelligenze, quella del Massaggiatore con le sue strategie di trattamento e quella Innata, Inconscia, interna al corpo psico-fisico del cliente. Queste due intelligenze devono dialogare costantemente tra loro, ascoltarsi reciprocamente, agire in simultanea: qui sta la vera magia del massaggio!

Conseguentemente, il massaggiatore non può essere chiuso nel proprio EGO, troppo sicuro della propria strategia di intervento. Un bravo massaggiatore sa di dover essere un “umile ascoltatore”, sempre presente a se stesso nel qui ed ora del trattamento, perché è consapevole che non sta trattando una cosa, ma un “vivente”.

Questa capacità di percezione impone al massaggiatore di non fare massaggi uno dopo l’altro, come una catena di montaggio, ma di farne meno. Rischierebbe di assuefarsi alla ripetitività di manualità ripetute e noiose e perderebbe la freschezza della novità e lo stupore di quello che il corpo del cliente racconta e dice di sé.

Impone al massaggiatore di non essere troppo certo e fissato su tutto quello che ha studiato e della sua strategia. Sa di dover dare la priorità all’ascolto reale e attuale del corpo, è a servizio e non padrone.

IL MASSAGGIO HA LA GRAZIA E L’EQUILIBRIO DEL MOVIMENTO DI UNA DANZA

L’ascolto umile determina anche il modo con cui il massaggiatore si muove sul cliente steso sul lettino.

Il massaggiatore non ha una posizione rigida, impettita come se dovesse imporre il suo potere, non usa la forza dei muscoli per esercitare le pressioni. Piuttosto piega le ginocchia, le ammorbidisce, si lascia andare alla leggerezza, alla “danza”.  

Tutti i movimenti del massaggiatore sono determinati dallo spostamento del suo peso sui due piedi lungo tutto il corpo e dalla respirazione. L’espirazione alleggerisce e l’inspirazione appesantisce il corpo del massaggiatore e grazie a questa variazione di peso e danza di movimenti che il massaggiatore modula l’intensità del massaggio sui tessuti.

Non si tratta mai di forza, ma di pressioni che si ascoltano e si si confrontano dinamicamente. Il corpo del cliente, infatti, oppone una spinta contraria all’azione del massaggiatore, così che tutto sia armonia e bilanciamento. In altre parole ancora “ascolto” reciproco. L’intelligenza innata racchiusa nelle cellule e nei tessuti percepisce il movimento danzante, rispettoso ed equilibrato del massaggiatore, ed è grata, si lascia lavorare senza opporre resistenza o rifiuto.

Concludendo, spesso il successo di un trattamento non si base primariamente su quanto uno sa, ma sull’ascolto umile e sulla esperienza di percezione, sul dialogo costante tra massaggiatore e la creatura vivente massaggiata. Quindi nessuna magia!

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Difendiamo l’intuizione contro l’arroganza della logica

Non ti capita mai di restare come bloccato nell’analisi delle cose e di non agire, aspettando il tempo di avere idee più chiare e muoverti in tutta sicurezza?

Fin da piccoli ci hanno insegnato ed educato a pensare, ragionare, riflettere, valutare, progettare. Queste sono tutte operazioni della nostra mente logico-razionale importantissime e necessarie.

Ma domandiamoci: in base a che cosa pensiamo, ragioniamo, riflettiamo, progettiamo?

Alla base dei nostri ragionamenti c’è una precisa visione del mondo, una costruzione morale e di valori, ci sono le nostre conoscenze acquisite. abbiamo tutto quello che fino ad oggi abbiamo acquisito, imparato, sentito, vissuto, ma ci manca tutto quello che ancora non abbiamo elaborato. quindi i nostri pensieri si basano su dati per noi certi ma sempre limitati, eppure li consideriamo come assoluti.

Agire con la mente logico-razionale ci porta ad agire nei limit del conosciuto, della cultura imperante nella nostra società, del pensiero comune, dell’acquisito nel corso della nostra esperienza terrena (educazione ricevuta, libri letti, insegnamenti morali, dettami genitoriali o di chi riveste un ruolo di esperto o tecnico nella società, perché dicono di sapere più di te, social, pubblicità, informazioni ripetitive etc…).

Ma alla fine chi decide per la propria vita sei tu solo, chi paga le conseguenze delle scelte sei solo tu e le paghi a prezzo della tu vita. Certo, ti puoi fidare ma anche no. Non demandare mai a nessuno le scelte della tua vita, prendile tu nell’ascolto di te stesso e della verità che alberga dentro di te.

A proposito di esperienza terrena, quando siamo stati toccati da un trauma, da una ferita, da una esperienza poco piacevole ci viene difficile muoverci in quella direzione finché non abbiamo risolto quel blocco. ce ne accorgiamo quando non riusciamo a muoverci spontaneamente in direzioni per altri semplici e spontanee, è un problema e un limite solo nostro personale. Qui la mente razionale ci può venire utile nel ricercare il trauma, nell’imparare dagli sbagli, nel vigilare su noi stessi perché aumenta la nostra consapevolezza, ma i traumi abitano nell’inconscio ed è lì che dobbiamo andarli a rielaborare.

Alle volte il pensiero ci fa fare i suoi voli pindarici e cos¡ ci troviamo a costruire castelli in aria. perfino ci convinciamo tanto di una cosa che spingiamo la realtà ad essere secondo il nostro pensiero, ingannando noi stessi e gli altri, perché anche la mente logico-razionale ci può ingannare.

Analizzare le cose ci porta giustamente a diventare sempre più selettivi, ma di contro ci porta anche a diventare a priori chiusi a tutto quello che riteniamo per noi inutile, sbagliato, superfluo, non interessante, non secondo il nostro personale modo di vedere. Dimentichiamo troppo facilmente che noi “siamo molto di più” di quello che pensiamo di essere e che la realtà è assai più complessa delle nostre semplificazioni.

Tanto più diventiamo certi dei nostri pensieri, visioni, delle nostre ideologie, tanto più ci chiudiamo in gruppi, associazioni, partiti che la pensano come noi tanto più ci trasformiamo in agguerriti esseri contro altri esseri a noi simili solo perché non la pensano come noi o non si comportano come noi, o abbracciano una altra cultura o incredibilmente hanno la pelle diversa dalla nostra. Spesso non sopportiamo chi mette in discussione le nostre certezze o i nostri assiomi, la nostra cultura: se fossero messe in discussione cadrebbe tutto il nostro castello di carta e non ce lo possiamo permettere. Ma metterci in discussione su quello che realmente ci limita o sulle ansie, tristezze, insoddisfazioni, paure, rabbia che sentiamo dentro è la via maestra verso l’evoluzione personale.

Perché quando ci imbattiamo in un problema analizziamo?

Perché vogliamo capire, dare un senso alle cose, togliere ciò che non funziona e migliorare quello che già produce un risultato, ma soprattutto perché la nostra mente logico-razionale ha bisogno di possedere la realtà, di averne il controllo, e noi percepiamo la soddisfazione di essere in grado di modificare la realtà a nostro piacimento e utilità. Avere il controllo della realtà ci fa vincere la paura dell’ignoto, delle brutte sorprese, ci fa sentire più sicuri e certi del da farsi prima di passare all’azione.

Però non dobbiamo dimenticarci che il ragionamento è limitato dalle conoscenze in nostro possesso, la nostra visione della realtà, dall’educazione ricevuta, dalla cultura dell’ambiente in cui viviamo, dalle informazioni che ci vengono propinate come vere e ripetute in continuazione, dalle autorità preposte che certificano la verità, oggi sembra perfino senza più il bisogno della verifica oggettiva in confronto leale con visioni diverse.

Accanto al ragionamento esiste un’altra facoltà che ci appartiene e non dipende dalla mente logico-razionale, di questo vi voglio parlare oggi, si tratta dell’intuizione.

Che cos’è una intuizione?

La conoscenza immediata di qualcosa senza l’uso consapevole del ragionamento.

È sempre accompagnata da sentimenti e sensazioni inspiegabili che ci certificano dall’interno che quella cosa è vera anche quando non ne hai prove, o perfino è in lotta con la tua mente logica e ordinatrice.

È come si avessi una percezione diretta, illuminata della realtà.

Anche la parte implicata del corpo cambia, passiamo dalla mente alla pancia.

L’intuizione è una apprensione immediata, diretta, spontanea e si muove con autonomia tralasciando ogni processo argomentativo.

Ci siamo improvvisamente spostati dalla mente logico-razionale alla mente inconscia.

Sì perché l’intuizione ci proviene dall’inconscio e segue le regole della mente inconscia che sono diverse da quelle della mente conscia o logico-razionale.

L’intuizione è:

• Una visione acuta e rapida

• Sapere senza sapere come lo sai.

Possiamo chiamarla anche: “ispirazione”, “rivelazione”, “percezione extrasensoriale”, “esperienza mistica” e così via.

Accanto alla “scienza” che è prodotta dal ragionamento, dalla verifica della causa-effetto, dalla coerenza delle affermazioni, ma abbiamo anche la “intuizione” che è prodotta dal corpo connesso, dai sentire interiore.

Sono due forme di sapere diverse e complementari. Però non ci sarebbe scienza senza intuizione.

Oggi il computer, internet è entrato di prepotenza nella nostra vita, e si è insidiato nella nostra mente, fino a cambiare i suoi processi di pensiero e gli stili di vita, spesso ingannandoci su quello che è la vita reale.

Qual è il limite di un computer, avere un numero di file e poter utilizzare solo quei file per le sue operazioni. Tutti i risultati per quanto brillanti sono il frutto dell’elaborazione di quei file, questo è vero anche per le intelligenze artificiali, studiate e programmate sui processi logico-matematici a imitazione della nostra mente logico-razionale, perché anche la mente logico-razionale funziona così, se non avesse come alleata anche l’intuizione.

 Al contrario l’intuizione non è legata ad un numero di file predeterminati e limitati nel numero.

Proprio per questo rompe gli schemi, vede quello che i nostri occhi non vedono, supera i confini del pensiero acquisito aprendo nuovi orizzonti, passa dal ragionamento matematico e logico, alla genialità a volte contradicendo quello che fino ad oggi si è affermato.

È per intuizione che scopriamo le cose, che superiamo e mettiamo in crisi quello che ci sembra incrollabile e scientifico, mentre con la scienza formuliamo teoremi, formule, chiudiamo in schemi ordinati e accettabili una realtà che non può essere contenuta e definita, perché la realtà non è pensiero ma vita in movimento e trasformazione. Albert Einstein ha detto: “Non mi sono mai imbattuto in nessuna delle mie scoperte attraverso il processo del pensiero razionale”.

L’intuizione è collegata con il linguaggio del corpo, prima di tutto con le emozioni.

Non solo è legata col linguaggio della salute. e delle malattie, dei sogni, delle visioni e delle voci interiori, delle sensazioni corporee.

Perché a scuola i nostri bambini non vengono educati alla consapevolezza del corpo? Alla meditazione, all’arte creativa? All’ascolto e alla pratica delle intuizioni? Perché non educare a tutto questo assieme alla matematica, alla formulazione di pensieri coerenti e logici?

Quali sono i vantaggi di una migliore “consapevolezza intuitiva”

1. Una migliore capacità di comunicare.

Quando impariamo a usare il nostro intuito diventiamo positivi, abbiamo una maggiore comprensione delle motivazioni, pensieri e sentimenti degli altri. Questo ci permette di diventare di più tolleranti, umili e amorevole chi non la pensa come noi. Perché l’intuizione è un dono e non un possesso.

2. Una migliora capacità creativa

Le intuizioni intuitive ci motivano ad avvicinarci alla fonte della creatività, perché ci avvicina alla

nostra stessa scintilla ed espressione creativa, che è l’essenza del nostro vero Sé.

3. Una maggiore capacità nel guarire noi stessi e gli altri

Mentre ci sintonizziamo con la parte più intima di noi stessi, essa ci rivela il senso dei nostri traumi, della nostra mancata felicità, e ci rimette nella careggiata per realizzare il nostro reale progetto di vita, nello stesso tempo ci sentiamo motivati ​​ad aiutare l’umanità, perché noi per primi abbiamo lavorato su noi stessi, ben conosciamo la nostra natura in evoluzione, così la stessa forza curativa della intuizione in noi ci può permettere di operare attraverso di noi a favore degli altri.

La potenza dell’essere umano consiste nell’unire il pensiero ed emozione, il pensiero va caricato di emozione e trasformato in intenzione chiara e luminosa: l’umanità inizierebbe a correre verso il vero progresso che non è quello tecnologico, ma il progresso nell’umanità, in quello che ci differenzia da tutti gli esseri della terra e ci troveremo a salvare la terra.

Sette consigli per migliorare il tuo intuito

1. Poniti una domanda e lasciala riecheggiare dentro di te, senza cercare immediatamente una risposta.

Il tuo sistema sarà attirato da quella tua domanda interiore e prima o poi il tuo Sé o Maestro interiore o Anima inizierà a inviarti delle intuizioni.

2. Tieni un diario o un quaderno dove ti annoti le tue intuizioni, le cose successe che non ti aspettavi, le tue sensazioni interiori, i tuoi sogni nel dormi e veglia, le tue voci sussurrate dalla pancia, dal cuore. Un diario o un quaderno dove annoti la evoluzione della tua vita, le tue scelte, i passi fatti, le azioni compiute, gli eventi rivelativi che ti sono accaduti.

Scrivi su di esso cosa è intuitivamente essenziale, importante per te e la tua felicità, il significato degli eventi della tua vita, soprattutto quelli imprevisti, regalati, non causati dalla tua volontà.

3. Ascolta la preoccupazione, la mancanza, il vuoto da riempire che vengono rivelati dai sogni, dalla meditazione, alla quale la tua mente conscia non presta attenzione, queste ci rivelano i cammino verso la nostra liberazione e felicità.

4. Osserva la sincronicità degli eventi, come segni di un blocco o al contrario di essere nel flusso e impara a correlare la realtà esterna con la realtà interiore. Imparerai così a diventare uno col mondo, a essere armonia e fluidità tra te e il mondo che ti circonda, dissolvendone i confini o meglio allargando i confini di te stesso/a.

5. Smetti di controllare le cose, di cercare sicurezza, dalla certezza di raggiungere le cose tramite impegno e sacrificio e programmazione, che tutto dipenda dalla tua forza di volontà, dai tuoi progetti. Prova a sperimentarti dove la mente non ha controllo, mettiti in gioco, osa, buttati dove perdi la cognizione del tempo e domandati cosa ti viene in mente subito dopo.

6. Scegliti delle persone sagge a cui chiedere loro i primi pensieri e le loro impressioni viscerali, attenzione, non i loro ragionamenti. Le loro risposte aiutano la tua interpretazione per una risposta più completa.

7. Chiedi aiuto ai tuoi spiriti guida, poni domande chiare, attorno a te esiste tanta sapienza, ascolta, respira, prova a percepire cosa senti subito dopo.

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